Il mercenario e cacciatore di tesori Nick Morton ruba una mappa alla sua ex-fidanzata, l’archeologa Jenny Halsey, e trova una grotta nascosta in Iraq dov’è rinchiuso il sarcofago della principessa egizia Ahmanet. Nel tentativo di salire al trono, la donna cercò di far incarnare nel corpo di un mortale il malvagio dio Set ma il suo piano fu sventato, lei venne catturata e mummificata. Tornata in vita, la principessa scatena la sua maledizione e perseguita Nick con terribili allucinazioni.

Guardando il volto plastificato e i capelli tinti di Tom Cruise che cerca invano di nascondere i suoi 54 anni, si ha la sensazione che sia lui la vera mummia del titolo e, col senno di poi, non è neanche una considerazione così scontata. La Universal Pictures ha tentato già quattro anni fa, con il fallimentare Dracula Untold, di far decollare un Dark Universe che unisse tutti i mostri classici della casa di produzione.

Si ricomincia da capo con La Mummia che ha poco a che vedere con il classico del 1932 valorizzato da un inquietante Boris Karloff. E’ invece un mezzo remake in chiave moderna del film del ’99 di Stephen Sommers, capostipite di una trilogia amata ed odiata, ritenuta da alcuni una baracconata kitsch e da altri un sentito omaggio in chiave post-moderna ai serial avventurosi anni ’30-’40. Ad ogni modo, Sommers ha una sua riconoscibile cifra stilistica che Alex Kurtzman, regista della nuova iterazione, non denota affatto.

Alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo il terribile dramedy Una famiglia all’improvviso, Kurtzman ha già dei peccati sulla coscienza in veste di sceneggiatore (Transformers 2, Cowboys & Aliens, The Amazing Spider-Man 2) e tenta qui di coniugare il blockbuster da 125 milioni di dollari con dinamiche da b-movie. Il risultato somiglia al pilot di una serie tv del tutto privo di idee sia sul piano della regia che delle dinamiche action-avventurose, gravato, tra l’altro, da effetti digitali di quart’ordine.

Anzitutto non siamo di fronte ad un horror. Il PG-13 parla chiaro. L’intenzione è quella di creare un team di mostri eroi-antieroi sullo stile degli universi cinematografici DC e Marvel (molti mostri classici sono stati tra l’altro protagonisti di diverse testate delle due case editrici ed archetipi di supereroi moderni), quindi la saga è rivolta anche, se non soprattutto, ai ragazzini.

L’inizio è un mix di Tomb Raider e Uncharted con la tomba della mummia trapiantata in Iraq in maniera pretestuosa. La sequenza del disastro aereo a gravità zero, tanto esaltata in fase promozionale, ha più a che vedere con Mission: Impossible che con un horror ed è più breve e meno spettacolare di quanto prometta.

Le citazioni da alcuni classici del terrore non sortiscono effetti. L’attacco dei corvi ha più a che vedere con un Resident Evil che non con Gli Uccelli di Hitchcock. Il fantasma di Vail, amico del protagonista, si rifà ad Un lupo mannaro americano a Londra ma non riesce ad essere sdrammatizzante e i topi in digitale non fanno alcun ribrezzo.

Se è vero che Wonder Woman distruggerà La Mummia al botteghino, è senz’altro l’ennesima rivincita del girl power. La declinazione al femminile della mummia pone sulle spalle di Sofia Boutella (Kingsman: Secret Service, Star Trek Beyond) una villain monodimensionale di breve durata, che si limita a somministrare spiegoni, a muoversi dinoccolata e a sferrare qualche pugno mentre i riflettori se li prende tutti Tom Cruise. Ancor più limitato il personaggio di Annabelle Wallis, bionda trofeo da salvare.

L’organizzazione Prodigium è lo SHIELD della saga, diretto dal dr. Jekyll, un imbolsito Russell Crowe, privo di qualsivoglia sfaccettatura psicologica. Il suo compito sarà quello di riunire i vari mostri e di trasformarsi nel violento e fortissimo Hyde, più vicino all’incarnazione fumettistica de La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore che al romanzo di Stevenson. Strana l’assenza di una scena durante i titoli di coda.

Ad ogni modo, il Dark Universe è lanciato. La Universal ha scelto gli attori protagonisti dei prossimi episodi e stavolta non si ricomincerà da zero come accaduto dopo Dracula Untold. Evidentemente l’ottimismo non manca anche se bisognerà aggiustare di molto il tiro.

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