Suicide Squad n. 1 – Review DC Comics

Pubblicato il 2 Ottobre 2011 alle 13:00

Supercriminali, assassini, psicopatici, mostri. Il governo ne seleziona alcuni, li tira fuori dal carcere di massima sicurezza di Belle Reve, li riunisce in un team ed affida loro missioni disperate. E’ la Task Force X. Ma la chiamano Suicide Squad.

Suicide Squad n. 1

Autori: Adam Glass (Testi); Federico Dallocchio, Ransom Getty e Scott Hanna (Disegni); Val Staples (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99
Data di pubblicazione: 14 settembre 2011 (USA)

Nella sua lunga e variegata vita editoriale, la Suicide Squad è stata composta da molti membri differenti ma è sempre rimasta amatissima dai lettori. Questa terza serie regolare dedicata al team viene affidata ad Adam Glass, sceneggiatore noto per i suoi lavori in casa Marvel su Deadpool e Luke Cage.

L’inizio della storia è fantastico. La Suicide Squad è stata catturata da un gruppo di incappucciati che sembrano un incrocio tra lo Spaventapasseri di Batman begins e il tizio con la motosega di Resident Evil 4. Segue una tortura stile Hostel per costringere i prigionieri a rivelare la loro provenienza

Un buon pretesto per lo sceneggiatore per presentare i protagonisti uno ad uno. Abbiamo Rick Flag, il leader originale; l’infallibile cecchino Deadshot, elemento di vecchia data del team; Harley Quinn, folle amante del Joker che viene presentata con un nuovo look emo-gothic-punk; un Re Squalo così furbo e crudele da essere simpatico; El Diablo, dai poteri pirici; Black Spider, un arrampicamuri DC da quattro soldi e il nuovo Voltaic.

Ci aspettano ben tre colpi di scena. Uno del team tradirà i compagni per sfuggire alla tortura. Segue la vera identità dei torturatori che spiazza il lettore ed è una trovata forse non originalissima ma che regge da sola tutto l’albo. Poi Amanda Waller, potente agente del governo da sempre invischiata in progetti ombra, il cui nuovo aspetto potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

I disegni dell’argentino Dallocchio, coadiuvato da Getty e Hanna sono eleganti, realistici e puliti. Belli sopratutto i primi piani. Attenzione allo sguardo malizioso di Harley. Interessante l’uso del colore di Staples che conferisce una patina differente al flashback di ogni personaggio.

Trama convincente, sceneggiatura intelligente e ben calibrata, personaggi riusciti. Una lettura divertente e coinvolgente. E non siamo che all’inizio. Anzi, neanche. Più che un n. 1 potrebbe essere un n. 0. Tutto da scoprire. Esaltante.

Voto: 7,5

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