Alcuni tra i maggiori siti italiani che si occupano di fumetto sul web si sono riuniti per discutere di critica e giornalismo di settore, e per fare il punto della situazione.

“Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, il titolo di questo dipinto di Paul Gaugain ci può dare lo spunto per introdurre una delle conferenze del Napoli Comicon 2017 alle quali tenevamo maggiormente.

Infatti noi di MangaForever (attraverso il nostro caporedattore Domenico Bottalico), assieme ad altri giornalisti e redattori di altri importanti siti che si occupano di critica fumettistica, siamo stati coinvolti in una discussione sul valore della critica fumettistica sul web, e sul ruolo che gioca all’interno dell’ambiente fumettistico italiano.

A moderare l’incontro è stato l’editor di Panini Comics Diego Malara. Oltre al nostro Domenico Bottalico, all’incontro erano presenti: Angela Pansini de Lo Spazio Bianco, Giada Rossi di Orgoglio Nerd, Gennaro Costanzo di Comicus.it, e Luigi Formola di C4 Comic.

La prima domanda posta da Diego Malara è stata: quanto del vostro tempo dedicate durante il giorno al giornalismo fumettistico sul web?

«Da novembre 2016 il giornalismo fumettistico è diventato il mio lavoro full-time- ha dichiarato Domenico Bottalico- Dedico a MangaForever più di otto ore di lavoro al giorno, dividendomi tra coordinamento dei collaboratori e scrittura di articoli. Il web aiuta a coordinarsi e collaborare da più parti d’Italia».

Angela Pansini dello Spazio Bianco ha invece affermato che «il giornalismo fumettistico sul web occupa solo alcune ore della mia giornata. Non è il mio unico lavoro, anche se sarebbe bello poterlo fare full-time».

Per Giada Rossi «il lavoro su Orgoglio Nerd è per me una seconda attività, che alterno allo studio dell’astrofisica», così come per Luigi Forfora che considera «C4 Comic una valvola di sfogo».

Mentre il redattore di Comicus.it Gennaro Costanzo si alterna «tra il fare montaggi video e l’occuparmi del sito. Devo dire- ha aggiunto- che con i social e con la comunicazione in tempo reale lavorare sul web è diventato un po’ più duro».

Dopo questo primo giro di risposte, la successiva domanda posta dal moderatore Diego Malara è stata: si può fare una critica veramente indipendente?  

Per Gennaro Costanzo «tramite i social network la distanza con la persona di cui stai scrivendo si è ridotta, e perciò ho ancora autori che mi rinfacciano critiche negative. Sicuramente chi legge una recensione capisce se si tratta di una marchetta.

Tra l’altro- ha aggiunto- una recensione da noi viene fatta da un solo autore, ma condivisa con tutta la redazione. Perciò è comunque il frutto di una consultazione interna».

Per la redattrice di Orgoglio Nerd Giada Rossi «non essendo il nostro un sito prettamente di critica cerchiamo di raccogliere voci autorevoli in grado di dare un giudizio importante».

L’importanza del giudizio di gruppo e della consultazione è stata ribadita anche dallo Spazio Bianco, Angela Pansini infatti ha dichiarato che «noi del sito abbiamo un gruppo whatsapp sul quale discutiamo e ci confrontiamo sempre.

Sicuramente– ha chiarito- un sito non può essere sempre totalmente imparziale, e può esistere un po’ di timore reverenziale nei confronti di alcuni autori. Poi c’è anche differenza tra autori italiani con cui si è sempre in contatto, e autori stranieri. Però non teniamo contatti diretti con gli editori, e stiamo attenti a non fare opinioni parziali».

«Non tutte le recensioni possono essere positive- ha sottolineato il nostro Domenico Bottalico- anche se riceviamo copie stampa dei fumetti non possiamo non fare delle critiche negative. E poi il lettore capisce subito se una recensione non è legittima.

Negli ultimi anni qualcosa è cambiata nella fruizione della critica- ha continuato il caporedattore di MangaForever– perché con i social network la gente cerca poche e semplici informazioni, cosa che ostacola un po’ l’approccio critico».

Ma quando si può dire che una recensione è corretta? Per Costanzo di Comicus.it «il mio modo di scrivere gli articoli all’inizio s’improntava su degli schemi basati su ciò che era essenziale dire e ciò su cui soffermarsi».

Per Formola di C4 Comic «a volte si fanno recensioni provocatorie, ma la provocazione bisogna saperla scrivere. Quando scrivo o leggo recensioni vorrei provare delle sensazioni, invece a volte leggo tante piccole singole frasi messe insieme».

E se Giada Rossi pensa che «nello scrivere ci vuole correttezza morale, non la polemica per fare visite» Angela Pansini sostiene che «le recensioni dovrebbero essere semplici, invece a volte sembrano delle masturbazioni da parte di chi le scrive».

A chiudere il discorso ci ha pensato Domenico Bottalico, il quale ha sostenuto che «è bella l’idea della sintesi, ed anche quella della provocazione. Io di solito cerco di scrivere “questo volume è bello, ma..”, così da dare degli spunti e strumenti che permettano al lettore anche di formarsi, per certi versi».

In chiusura l’accento è stato posto sulla questione: meglio una recensione corretta, o una scorretta per far scoppiare il caso? «Preferisco fare le cose per bene piuttosto che provocare- ha dichiarato Gennaro Costanzo- noi di Comicus.it vogliamo il contenuto, non il click facile».

Per Giada Rossi «i click portano fama e facili guadagni, ma una community che ha fiducia in te è una cosa più vantaggiosa».

Infine la giornalista de Lo Spazio Bianco Angela Pansini ha chiuso il discorso sostenendo che «andrebbe pure bene stimolare la discussione, ma è importante farlo in maniera intelligente».

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