Il disegnatore emiliano ha raccontato durante una conferenza la sua esperienza sul fumetto edito da Skybound, in uscita in Italia a settembre con Salda Press.

Giuseppe Camuncoli è uno tra gli artisti italiani maggiormente coinvolti nei progetti del mercato fumettistico americano.

Dalla Marvel (per la quale è stato tra i disegnatori di punta della run di Dan Slott di The Amazing Spiderman) alla Dc Comics (Swamp Thing, Hellblazer, fino ad arrivare a Batman) Camuncoli ha dato grande qualità ad ogni lavoro su cui ha messo mano. E gli Stati Uniti si sono innamorati del suo tocco.

Perciò Skybound (la casa editrice fondata da Robert Kirkman, e partner della Image Comics) non appena ha avuto tra le mani la sceneggiatura di Green Valley, firmata dal talentuoso Max Landis (Sumperman: Alieno Americano), ha pensato di affidare proprio a Camuncoli i disegni della serie.

Green Valley è un fantasy, con contorni molto particolari. In Italia sarà pubblicato da Salda Press, che durante il Napoli COMICON, dopo aver già accennato a Green Valley durante la sua conferenza, ha voluto dedicarci un interno incontro.

A fare da presentatore e moderatore è stato l’editor di Salda Press Alessio Danesi, mentre a tenere l’incontro non poteva esserci che lui Giuseppe “Cammo” Camuncoli.

«Oggi è difficile trovare storie di supereroi nuove- ha dichiarato Camuncoli in apertura d’incontro- ma in generale è difficile trovare idee che siano veramente originali. Max Landis pensò a Green Valley  sei o sette anni fa, credendo potesse essere un’idea originale.

Così dopo aver ideato la storia fece qualche ricerca per capire se fosse stata mai trattata una cosa del genere, e si accorse che era un qualcosa di veramente originale».

Quando Alessio Danesi gli ha fatto notare che ogni sei o sette pagine di Green Valley avviene qualcosa di totalmente inaspettato Camuncoli ha sottolineato:«Appena leggerete le prime due pagine vi troverete davanti a qualcosa di inedito. 

Ci sono due barbari che parlano di come hanno pettinati i capelli o cose del genere. Già questi dialoghi e questi dettagli, portano il lettore subito all’interno di una dimensione più umana e realistica».

«Green Valley– ha sottolineato il disegnatore emiliano- mi sembra una grandissima storia d’amore, ma racconta anche del confrontarsi col tempo che passa».

«Con questo fumetto è difficile annoiarsi- ha aggiunto Camuncoli- è molto fresco. Ogni pagina riserva qualcosa di nuovo, e i dialoghi sono brevi.

Tra l’altro parliamo di una storia che era inizialmente una sceneggiatura cinematografica che poi Max Landis ha convertito in fumetto.

Landis è molto dettagliato nella sua scrittura, è un fiume d’idee e proposte, però allo stesso tempo lascia molto spazio al disegnatore».

Incalzato da Alessio Danesi sul suo approccio al disegno su Green Valley Camuncoli ha risposto:«Di solito quando lavoro seguo sempre la direzione della sceneggiatura, e adatto il mio disegno a quella. Tra l’altro il fantasy mi è sempre piaciuto.

Da piccolo giocavo sempre ai giochi di ruolo fantasy- ha proseguito Camuncoli- e adoravo le illustrazioni dei manuali di Dungeons & Dragons. Perciò il ricordo di queste vecchie passioni mi ha dato molti e ulteriori stimoli».

Citando anche l’influenza dei suoi lavori passati Camuncoli ha fatto notare che «il protagonista di Green Valley è praticamente un John Costantine con la barba. Si tratta di un personaggio un po’ vissuto e tetro, quindi l’accostamento ci stava.

Un’altra influenza che ho avuto durante il lavoro su Green Valley– ha aggiunto- sono stati i disegni di Gipi su Bruti,  il suo gioco di carte».

L’editor Danesi ha poi sottolineato che il fumetto sarà un fantasy tradizionale, quasi medievale, quindi una componente importante del lavoro di Camuncoli è stata quella di disegnare tanti cavalli.

«I cavalli li avevo già disegnati su Texma erano pochi rispetto a quelli che ho disegnato su Green Valley. La cosa più difficile nel disegnarli è azzeccarne i movimenti, però devo dire che non mi è risultato molto complesso, nonostante i cavalli e le mani siano tra le cose più difficili da disegnare.

In passato- ha continuato- facevo fatica a disegnare gli sfondi, ma dopo che mi sono messo a lavorare su Spiderman mi sono abituato anche a quelli.

Max Landis e l’editor hanno molto apprezzato la mia cura dei dettagli, e devo dire che questa cosa l’ho imparata dai film di Stanley Kubrick».

E quando Danesi lo ha incalzato sul fatto che Green Valley potrebbe prestarsi anche ad altri media, oltre che al fumetto, Camuncoli ha risposto:«Potrebbe essere un film, un film d’animazione, un videogioco. Non potrebbe però essere una serie tv perché ha un finale definitivo».

E quando gli viene chiesto quali attori vedrebbe bene a impersonare i protagonisti di Green Valley “Cammo” ha risposto:«Jean Dujardin, Sylvester Stallone, Jack Black e Keanu Reves».

Prima di chiudere Camuncoli, incalzato da una nostra domanda, ha detto la sua sul potenziale di Max Landis come sceneggiatore (autore già del successo cinematografico Chronicle e dell’acclamato fumetto Superman: Alieno Americano).

«Max Landis credo sia uno sceneggiatore di fumetti capace di poter lasciare una sua impronta. Ha un’energia incredibile, è un vulcano d’idee, ma ha anche molta capacità di ascoltare.

Tra l’altro- ha chiuso- a dispetto del comportamento usuale degli americani che di solito sono refrattari al contatto fisico, lui è uno che ti viene incontro, ti abbraccia. Ha l’entusiasmo e la forza di un bambino».

Ricordiamo che Green Valley  verrà pubblicato in Italia a partire da settembre, e si articolerà in nove fumetti in formato spillato.

 

 

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