La miniserie originale Legion Lost, edita nel 2000, raccontava le vicende di un manipolo di supereroi del futuro intrappolati in una lontana galassia. Ora, nel rilancio del titolo, altri sette membri del team finiscono relegati nella nostra epoca.

Legion Lost n. 1

Autori: Fabian Nicieza (Testi). Pete Woods (Disegni e copertina). Brad Anderson (Colori e copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Ispirandosi all’operato di Superman, i Legionari difendono l’universo del 31° secolo e compiono di frequente delle missioni viaggiando nel tempo. Il ferino Timberwolf, il telepatico Tellus, l’angelica Dawnstar, la mutaforma Chameleon Girl, l’essere di anti-energia Wildfire, il teleporta Gates e Tyroc, dagli incredibili poteri vocali, giungono nel presente sulle tracce di Alastor, un villain che sta mettendo a ferro e fuoco una cittadina del Minnesota e pare aver diffuso nell’atmosfera una sostanza patogena.

I Legionari devono vedersela coi loro poteri malfunzionanti, catturare Alastor e riparare la loro sfera temporale ma le cose andranno terribilmente storte. Nicieza è uno degli sceneggiatori più esperti in circolazione eppure qui qualcosa non va. Innanzitutto si ha la sensazione che cambiando i sette protagonisti con altrettanti Legionari qualunque il risultato non cambierebbe. Ed è abbastanza grave.

Solo Timberwolf risulta più sfaccettato e definito rispetto agli altri che sembrano solo un gruppo di scienziati e parlano tutti allo stesso modo. La sceneggiatura è infarcita di dialoghi prettamente esplicativi che illustrano la situazione al lettore tralasciando quasi del tutto la componente emotiva. Anche la trama combina degli elementi troppo risaputi, la lettura procede senza esaltare e neppure il colpo di scena finale riesce a destare un vero interesse.

Il disegno di Woods cartoon-style presenta evidenti influenze manga ed è illuminato dall’appropriata colorazione di Anderson. La resa grafica è buona ma un tratto così dinamico e fluido è sacrificato dal testo troppo lento. Lo spazio lasciato all’action è poco, risolto in modo rapido e banale.

Una storia priva di mordente che finisce per non essere né carne né pesce. Poco divertente per un pubblico giovanissimo, troppo scontato per i lettori più maturi. Lo spunto sembra debole come semplice story-arc della Legion, figuriamoci per una serie regolare a sé stante. Non ha ragion d’essere.

Voto: 4,5

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