Dopo Stormwatch, un altro personaggio dello scomparso universo Wildstorm si unisce alle nuove 52 testate DC. É Grifter, creato da Jim Lee come membro del supergruppo WildC.A.T.S.

Grifter n. 1

Autori: Nathan Edmondson (Testi). Cafu (Disegni e copertina). Jason Gorder (Chine). Andrew Dalhouse (Colori). Bit (Co-Copertinista).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Basettoni, carattere scontroso, ribelle, solitario, un passato terribile e incredibili capacità rigenerative. Non stiamo parlando di Wolverine ma di Cole Cash, abile pistolero e combattente dotato anche di poteri psicocinetici e telepatici. Almeno lo era nella sua precedente incarnazione, prima di questa rilettura ad opera di Nathan Edmondson, sceneggiatore di alcuni titoli per la Image, di cui lo studio Wildstorm faceva parte.

Edmondson sviluppa la storia come l’episodio pilota di una serie tv fanta-action all’avanguardia stile Lost o Flashpoint, partendo da una situazione ad alta tensione e usando poi i flashback per ricostruire la vicenda suscitando una serie di quesiti. Così sappiamo che Cole è un truffatore ed ha una complice bellissima che si chiama Grethcen. Lui viene sequestrato da misteriose creature. Al suo risveglio sono trascorse 17 ore. O 17 giorni? Strane voci si accavallano nella sua testa, viene attaccato su un aereo e si ritrova ad essere un terrorista braccato nientemeno che da suo fratello.

Non c’è che dire. Intrigante. Forse la storia poteva risultare ancor più avvincente e misteriosa iniziando da un altro punto della trama ma va bene così, funziona lo stesso. Gli esseri che rapiscono Cole possono risultare tutt’altro che una novità ma bisogna attendere gli sviluppi prima di tirare le somme. La sceneggiatura è ben scritta, non eccezionale, ma efficace. L’autore arriva dritto al punto e le scene si susseguono senza momenti morti.

Il tratto di Cafu, che abbiamo già visto su Superman ed Action Comics pre-reboot, è realistico, con ottima cura dei primi piani e delle scenografie, perde magari qualcosa in qualche campo lungo sulle figure umane. Le chine di Gorder e i colori di Dalhouse garantiscono una resa grafica di buon livello.

Un avvio interessante, studiato certamente per catturare il lettore ma che, al di là del mero prodotto commerciale, denota nerbo, mestiere e si evince anche il divertimento dello sceneggiatore nel costruire una storia così rutilante attorno ad un antieroe che dovrà essere maggiormente sfaccettato ma che è già nei guai fino al collo. Suscita la voglia di leggere il secondo numero. Buono.

Voto: 6,5

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui