Il regista scrive un messaggio ai fan del film ricordando anche a se stesso perché l’ha fatto.

Sono state cariche di emozioni le parole con cui James Gunn nelle ultime ore si è rivolto ai fan del suo Guardiani della Galassia Vol. 2, che questo weekend è sbarcato nelle sale statunitensi (in Italia, come nel resto d’Europa, è arrivato prima, da noi il 25 Aprile per la precisione). Nella lettera ha scritto:

“Mentirei se dicessi che non sono distratto dai numeri del film. La prima cosa che faccio al mattino mentre sono ancora a letto è controllare il mio cellulare per il box office giornaliero. Ma, alla fine, non è ciò che più mi importa. Quando ero giovane mi sentivo completamente solo, al punto da avere pensieri suicidi. Non mi sono mai sentito al posto giusto, avevo una grossa difficoltà a connettermi con le altre persone e, nonostante avessi affetto e amore attorno a me, non riuscivo a sperimentarlo, o catturarlo. Ma ho trovato una tregua nell’intrattenimento popolare – i fumetti Marvel, i film horror e di fantascienza, la musica dei Sex Pistols, dei Replacements e dei Queen.

Improvvisamente sono potuto passare dai tristi sobborghi in cui vivevo in mondi molto più magici, universi decisamente più allineati con la mia immaginazione. A volte queste opere erano semplici fantasie escapiste che mi distraevano dalle difficoltà della mia vita personale. Ma altre volte, nei momenti più difficili – magari attraverso le parole di Alice Cooper o di Freddie Mercury, i film di Cronenberg, o addirittura il verso di Chewbacca, ho sperimentato qualcosa di più profondo – la consapevolezza che non ero completamente solo. C’era qualcun altro là fuori strano e folle proprio come me.

Il vero significato del successo di Guardiani della Galassia Vol. 2 è che mi permette di continuare a raccontare storie che mi connettano con il pubblico. Non ho lavorato due anni e mezzo per guardare una serie di numeri diventare alti. L’ho fatto perché mi piace raccontare storie. L’ho fatto perché amo il rapporto che ho coi miei collaboratori. L’ho fatto perché mi piace connettermi con le persone, e il modo più facile per farlo che conosco è attraverso il cinema. L’ho fatto affinché un ragazzino (o ragazzina) in Thailandia, Inghilterra, Colombia, Brasile, Giappone, Russia, o da qualunque altra parte, possa sentire la frequenza del proprio cuore rimbalzare su quella dei Guardiani.

Non importa quanti leader vi dicano che non siamo uniti in questo mondo, perché lo siamo. Non siete soli. Tutti noi siamo Groot”.

Di seguito la lettera completa:

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