Torna il franchise fantascientifico di Bioware con un quarto capitolo che riparte da zero cercando di attrarre un nuovo pubblico e deliziare i fan della saga, ci sarà riuscito?

Mass Effect Andromeda è un videogioco action/rpg sviluppato dalla software house canadese Bioware e rilasciato da Electronic Arts il 23 marzo per Playstation 4, Xbox One e Pc.

Questo quarto episodio arrivato a cinque anni di distanza dal terzo capitolo del franchise non è un vero e proprio sequel ma più un reboot della saga con nuovi protagonisti, personaggi e una nuova ambientazione. E già in questo si vede l’intento degli sviluppatori di attrarre un nuovo pubblico oltre che soddisfare i fan di lunga data. In questa recensione vi spiegheremo se il gioco avrà esaudito o meno le aspettative.

Sono passati 600 anni da quando il comandante Shepard ha salvato la galassia dalla minaccia dei razziatori, nel frattempo l’umanità ha deciso di imbarcarsi in un viaggio per cercare una nuova casa nella galassia di Andromeda, come parte di un programma denominato Iniziativa Andromeda.

Il giocatore vestirà i panni di uno dei gemelli Ryder che ben presto erediteranno  la carica di Pioniere, il quale compito sarà trovare un pianeta da colonizzare nella nuova galassia.

L’accoglienza in Andromeda ( più precisamente il settore Heleus dove sarà ambientata tutta l’avventura) non sarà delle migliori, infatti prima dovremmo fare i conti con una strana nube spaziale, chiamata il Flagello che rischia di distruggere le astronavi che gli passano vicino, poi con una razza robotica altamente tecnologia, i Relictum, che ha costruito degli artefatti che rendono invivibili i pianeti scelti per la colonizzazione e infine una razza aliena, i Kett, che non vedono di buon occhio il nostro intervento e cercano anche loro di scoprire il vero potere di questa razza altamente tecnologica.

Le basi quindi per un’interessante storia fantascientifica sembrano esserci tutte e per strizzare l’occhiolino a fan della saga ci saranno gran parte delle razze incontrate nei precedenti capitoli, infatti anche le asari, i turian, i salarian e i krogan si sono imbarcati nel lungo viaggio verso Andromeda.

Come ogni titolo di Mass Effect che si rispetti saremmo affiancati nella nostra avventura dai dei compagni di squadra, sei in totale, di cui uno facente parte di una nuova razza di Andromeda, gli Angara, prudenti ma amichevoli che saranno fin da subito nostri alleati.

I compagni saranno parte integrante della Tempest, la nuova navicella spaziale che ha preso il posto della Normandy dei capitoli precedenti che oltre a consentire di esplorare la galassia rappresenterà il luogo di incontro dove approfondire le relazioni con i propri compagni, infatti tornano anche in questo capitolo le storie d’amore sia etero che omosessuali.

Tutti questi aspetti quindi sembrano far si che la trama sia ben articolata e approfondita, in realtà a noi invece non ci ha convinto moltissimo, in primis proprio i legami con i compagni sono abbastanza superficiali e poco credibili  e le loro storie risultano poco interessanti.

Il livello generale della storia manca di quel tratto epico e memorabile che contraddistingueva i passati capitoli vuoi per un antagonista privo di quel carisma e risolutezza che aveva invece Saren e per la scelta di concentrare di più l’attenzione su vicende minori e lasciare in secondo piano gli avvenimenti principali.

Mass Effect Andromeda è un videogioco action con componenti da gioco di ruolo.

Il titolo offre uno stile di gioco molto orientato all’azione infatti come nei classici shooter in terza persona qui si mira, si salta, si schiva il tutto coadiuvato in questo caso da un jetpack che fa il suo buon lavoro permettendo anche di restare in aria qualche secondo e continuare a sparare.

Inoltre durante il combattimento sarà possibile sfruttare tre poteri scelti tra quelli sbloccati nelle abilità, la lama factotum per gli attacchi in mischia e dei consumabili che potenzieranno per un breve periodo le nostre armi; armi che si dividono in quattro categorie: pistole, fucili mitragliatori d’assalto, fucili a pompa e fucili di precisione.

Proprio i combattimenti e il gameplay in generale risultano essere la parte più riuscita dell’intero gioco, l’azione risulta veloce, frenetica e sempre divertente anche grazie ad una gestione automatica delle coperture.

L’arrivo in nuova galassia è sinonimo di esplorazione, anche qui come nei precedenti capitoli si potranno scanerizzare dalla nave i vari pianeti nei vari sistemi in cerca di risorse e minerali ( probabilmente la parte più noiosa dell’intero franchise).

Per quanto riguarda l’esplorazione a terra i pianeti esplorabili in Mass Effect Andromeda si conteranno sulle dita di una mano più il Nexus centro nevralgico dell’iniziativa (simil Cittadella).

Grazie al Nomad un veicolo che ricorda molto il Mako del primo Mass Effect saranno visitabili le mappe dei suddetti globi, che seppur generose nell’ampiezza risulteranno limitate ovvero non aspettatevi un open-world alla Grand Thef Auto per capirci.

I vari livelli saranno disseminati di incarichi secondari se non terziari da poter completare come riattivare dei monoliti, distruggere basi nemiche o raccogliere i collezionabili. Ma spesso ci ritroveremo a vagare dal punto A al punto B e viceversa della mappa attraversando distese desertiche o glaciali brulicanti di nemici, queste missioni, prive del forte carattere narrativo di quelle più principali, dopo una diecina d’ore risulteranno ripetitive e noiose.

Resta il fatto che il titolo si attesta su molto alti di longevità, noi abbiamo impiegato più di 40 ore per completare la storia principale e portare a termine un terzo delle missioni secondarie disponibili.

Passando agli elementi gioco di ruolo del titolo il sistema delle classi dei precedenti capitoli in Mass Effect Andromeda viene meno e lascia il posto alla personalizzazione del personaggio attraverso 36 abilità divise in tre categorie: Biotica, Combattimento e Tecnologia.

Ogni abilità è composta da sei gradi di potenziamento e a seconda di quali delle suddette abilità decideremo di attivare sbloccheremo dei  profili che andranno a potenziare il nostro avatar. Il risultato è un grandissimo livello di personalizzazione che enfatizza ulteriormente quella meccanica action che caratterizza il gameplay di Andromeda.

Altro elemento principe del franchise sono i dialoghi, in Adromeda si è deciso di abbandonare le scelte morali dei precedenti capitoli che permettevano di scegliere un profilo da eroe o rinnegato e cambiare l’esito degli eventi e delle chiacchierate.

Ora il dialogo offrirà più sfaccettature al protagonista dando più opportunità al giocatore. In questo modo le etichette spariranno e trovarsi d’accordo o meno con una scelta non andrà a influire sul personaggio. Intendiamoci, la ruota per la scelta delle risposte rimane, ma servirà solo per mostrare le varie opzioni.

Sempre in fatto di scelte tornano anche le missioni fedeltà, orientate a creare maggiore legame tra i membri della squadra. Esse non andranno a influire sul finale, al contrario del secondo capitolo, e potranno essere completate anche dopo la fine del gioco.

Infine altro elemento cardine dei giochi di ruolo è il crafting, in Mass Effect Andromeda però ci è sembrato poco approfondito e marginale ai fini della storia.

Attraverso lo scanner in dotazione di Ryder potremo entrare in contatto con nuove cose, siano macchine, animali o piante: ogni qual volta otterremo dati nuovi ci verranno attribuiti dei punti da investire nell’acquisto di determinati progetti per armi o corazze.

Toccherà però poi trovare o acquistare i vari materiali prima di poter concretamente creare l’oggetto e questa attività diverrà ben presto frustante e noiosa.

E’ vero poi che si otterranno dei drop dai nemici sconfitti ma non si avrà mai quel senso di soddisfazione che si prova in un gioco di ruolo dopo aver completato una lunga quest e aver trovato un’arma o un’armatura preziosa.

Arrivando in conclusione al comparto tecnico il titolo mostra anche qui degli alti e bassi, sicuramente gli sviluppatori hanno fatto un grande lavoro per quanto il level design portando su schermo dei panorami cosmici dall’elevato impatto visivo come Aya o Havarl capaci di incantare lo sguardo dei giocatori.

D’altro canto però l’avventura di Bioware soffre di un gran quantità di glitch e problemi vari, tralasciando la questione ben nota delle animazioni e delle espressioni facciali diventate pretesti per meme ma ora risolti con delle patch correttive, comunque più visibili nei dialoghi che nelle scene di intermezzo della storia.

Noi abbiamo provato il titolo su Playstation 4 e abbiamo riscontrato a volte ritardi consistenti nello streaming di texture e contenuti, fenomeni di stuttering di diversa entità e tearing occasionale ed anche il frame rate per lo più stabile ha mostrato in alcune fasi di combattimento dei cali vistosi.

Una menzione infine spetta all’audio di Mass Effect Andromeda, il titolo non è doppiato in italiano ma i sottotitoli sebbene ben realizzati risultano troppo piccoli e non sono personalizzabili in dimensioni; la colonna sonora è piacevole e incalzante nei momenti topici ma non memorabile con in altri titoli del genere.

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