Creata da Grant Morrison durante il suo lungo ciclo narrativo ancora in fase di svolgimento, Batman and Robin ricomincia da 1 ma prosegue senza stravolgimenti il suo percorso tra le nuove 52 testate DC.

Batman and Robin n. 1

Autori: Peter J. Tomasi (Testi). Patrick Gleason (disegni e copertina). Mick Gray (chine e copertina) John Kalisz (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

In seguito alla presunta morte di Bruce Wayne in Batman R.I.P., la serie regolare Batman & Robin è iniziata per raccontare le gesta di Dick Grayson nei panni del Cavaliere Oscuro e di Damian, giovanissimo figlio di Bruce, in quelli di Robin. Ora il Batman originale è tornato e il suo legittimo erede resta al suo fianco. Ripescato da Morrison e inserito nella continuity ufficiale, Damien è nato dalla relazione tra Bruce e Talia Head nella graphic novel Il figlio del Demone. É un ragazzino di dieci anni, scontroso, arrogante e, soprattutto, letale.

Autori della storia sono Peter J. Tomasi ai testi e Patrick Gleason ai disegni che avevano già lavorato insieme nella story-arc Tree of Blood, dal numero 20 al 22 della serie precedente. Come titolo della testata vuole, al centro della storia c’è la relazione tra Batman e suo figlio. É l’aspetto più interessante dell’albo. Come Robin, Damian ricorda molto Jason Todd, avventato e presuntuoso ma molto più insensibile ed egoista, soprattutto considerando che si tratta di un bambino, almeno a livello biologico.

Robin nasce concettualmente per controbilanciare l’oscurità di Batman. Ma in questo caso è il Cavaliere Oscuro a dover cercare di rendere più empatico il ragazzino lavorando anche su se stesso. In questo senso, il rapporto emotivo di Bruce con la morte dei suoi genitori raggiunge un nuovo livello che sembra smussare il suo lato tenebroso. Insomma l’evoluzione dei personaggi è ben studiata e particolarmente complessa, più di quel che sembra.

Anche la parte action, pur non riservando nulla di davvero nuovo, è al servizio delle dinamiche conflittuali tra Batman e Robin. Villain di questa prima storia è un killer in grado di rendersi invisibile che vuole eliminare tutti le versioni internazionali del Cavaliere Oscuro nati nel rivoluzionario progetto Batman Inc. partorito da Morrison.

I disegni di Gleason sono molto belli, dettagliati, eleganti, realistici con un’ottima cura delle scenografia e una buona interpretazione delle scene di combattimento. Le chine di Mick Gray e i colori di John Kalisz assicurano i suggestivi giochi di luce e ombra, da sempre fondamentali nella componente grafica di Batman.

Un inizio avvincente che dimostra ancora una volta come Batman non avesse alcun bisogno di una vera rivoluzione. La serie prosegue con misurata considerazione lo sviluppo della parte più intima del personaggio mescolandola con esatto equilibrio agli elementi tipici di un prodotto d’intrattenimento. Le radici sono ancora salde e il mito continua a crescere.

Voto: 7,5

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1 commento

  1. Una cosa che non riesco più a sopportare nei fumetti è il torture porn a tutti i costi. Anche in questo che dovrebbe essere un fumetto per “nuovi lettori” (si presume giovani), è un trionfo di ossa rotte con impressionante realismo e termina con tanto di “pallina da golf-bavaglio”, vittima in lacrime e morte urenda.
    E’ la cosa che mi ha dato più fastidio, soprattutto perchè totalmente gratuita. Morrison si immagina cose ben peggiori ma nel torture porn non cade mai. Tomasi marca malino…

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