Tornato durante gli eventi di Brightest Day per restaurare l’equilibrio naturale del pianeta e rilanciato nell’Aftermath della saga con la mini di 3 numeri The search for Swamp Thing, il mostro della palude prende il suo posto tra le nuove 52 testate DC.

Swamp Thing n. 1

Autori: Scott Snyder (Testi). Yanick Paquette (disegni e copertina). Nathan Fairbairn (colori e copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Mentre lavorava ad una formula bio-rigenerativa per favorire lo sviluppo della vegetazione nelle zone più aride del pianeta, il ricercatore botanico Alec Holland venne investito da un’esplosione chimica e finì in una palude. La combinazione di sostanze lo tramutò nel mostruoso Swamp Thing, un ibrido umano-vegetale riscritto da Alan Moore come un essere elementale con i ricordi dello scienziato. Dopo la recente resurrezione, Alec ha solo ricordi confusi e incubi della sua esistenza come Swamp Thing e si è preso un anno sabbatico guadagnandosi da vivere come operaio. I tormenti interiori del personaggio sono ben approfonditi e credibili.

Creato da Len Wein e Bernie Wrightson nel ’71, Swamp Thing ha vissuto negli anni varie incarnazioni ed è passato tra le mani di molti ottimi sceneggiatori come David Michelinie, Mark Millar, Brian K. Vaughan oltre al già citato Moore. Adesso i testi passano nelle mani di Scott Snyder creatore di American Vampire, la serie horror di successo della Vertigo che ha ospitato tra gli sceneggiatori anche Stephen King. Una scelta saggia, dunque, quella di affidare a Snyder una testata dello stesso genere per rilanciare un personaggio rivisitato da così tanti scrittori di talento.

La storia ha inizio come un filmone catastrofico hollywoodiano, nel caso specifico The core. Uccelli cadono morti dai cieli di Metropolis, lo stesso accade ai pipistrelli nella bat-caverna e ai pesci nei mari vigilati da Aquaman. Allarmato dal fenomeno, Superman va alla ricerca di Holland. Nonostante si dilunghi forse un po’ troppo, il dialogo imbastito tra i due personaggi è ben strutturato e va ad approfondire il tema della vita vegetale da sempre centrale nella saga di Swamp Thing.

C’è naturalmente spazio in questo primo numero per la componente horror che denota una certa inventiva con un incrocio tra zombi e ultracorpi ed un mostro singolare e gigantesco. Il paesaggio solido, tangibile e realistico, le intense espressioni facciali, i mascelloni dai menti sporgenti, le labbra distese e sottili sono quelli inconfondibili dello straordinario Yanick Paquette affiancato di nuovo da Nathan Fairbairn col quale aveva lavorato su Batman Inc. e che fornisce una colorazione equilibrata, perfetta, con grande attenzione su luci e ombre.

Un avvio abbastanza convincente. La trama, seppure in fase embrionale, presenta già ottimi spunti e la parte grafica è eccellente. Certo non siamo di fronte a nulla di troppo trasversale e la serie, che per lungo tempo è stata pubblicata sotto l’etichetta Vertigo, si avvicina più ai canoni DC, il che non significa che non possa essere un prodotto di qualità e i primi segnali fanno ben sperare.

Voto: 7

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