Se con Static Shock la DC ha portato un piccolo frammento della defunta sottoetichetta Milestone nei Nuovi 52, lo stesso accade con Stormwatch per quel che riguarda i supereroi della Wildstorm.

Stormwatch n. 1

Autori: Paul Cornell (Testi). Miguel Sepulveda (disegni e copertina). Allen Passalaqua (colori). Nathan Eyring (copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Creato da Jim Lee e Brandon Choi, Stormwatch era originariamente un supergruppo che operava per le Nazioni Unite. In questa nuova versione, si tratta invece di un’associazione segreta di metaumani, fondata da un misterioso Shadow Cabinet, che protegge da secoli il nostro pianeta dalle minacce aliene e i cui membri rifiutano il titolo di “supereroi”.

Alcuni dei personaggi non facevano parte solo del precedente Stormwatch ma anche di The Authority, l’altro supergruppo Wildstorm, a cominciare da Jack Hawksmoor, ora leader, in grado di controllare, manipolare e comunicare con le città a livello strutturale; lo pseudo-Superman Apollo, noto per essere il primo supereroe gay nella storia del fumetto e qui riluttante al reclutamento; Jenny Quantum, capace di emettere colpi di energia, volare e teleportarsi. Anche il letale Midnighter proviene da entrambi i gruppi anche se qui la sua apparizione risulta abbastanza ambigua.

La geniale Engineer, metà donna e metà macchina, apparteneva alla sola Authority; il mutaforma Martian Manhunter, ultimo sopravvissuto di Marte, è di stampo DC, appartenente anche alla Justice League; Adam One, la bella Projectionist ed Eminence of Blades, armato di spade d’energia con un effetto alla Star wars, sono personaggi totalmente nuovi.

Paul Cornell, noto per il suo lavoro sulle diverse versioni multimediali del Dr. Who, trova subito la marcia giusta con una sceneggiatura strutturalmente perfetta che entra subito nel vivo, priva di momenti morti, venata di un action divertente bilanciato da dialoghi rapidi e spiegazioni immediate. Non è lo sci-fi fantasy kirbyano senza limiti che abbiamo visto in OMAC, né la fantascienza da sbadigli spiegata minuziosamente in Static Shock. Gli elementi fantastici sono lì per divertire senza perdere quella giusta dose di realismo che li rende efficaci.

Ahimé, i disegni di Miguel Sepulveda sono molto discontinui e denotano qualche imperfezione di troppo sulle figure umane. La colorazione luminosa e attenta di Passalaqua rimedia in parte camuffando alcuni difetti ma l’imprecisione del tratto resta evidente. Meglio le scenografie che presentano un uso attento ma ovvio della computer-grafica. Le due splash-page che mostrano la luna “artigliata” pronta a ghermire la Terra e il gigantesco corno disseminato di aculei sulle pendici dell’Himalaya risultano suggestive proprio perché lo scenario è fortemente realistico.

Finalmente idee, fantasia e un ottimo impianto narrativo suddiviso in tre linee parallele tutte ugualmente interessanti e che permettono di introdurre senza troppi affanni tutti i componenti del team. Nonostante la veste grafica poco convincente che sta riscuotendo molte critiche e potrebbe minare la riuscita della serie, traspare l’abilità creativa di Cornell e il suo approccio cinematografico alla sceneggiatura che rende la lettura scorrevole e divertente.

Voto: 7

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