Nuova città e nuova serie per Static, serie che sembra essere nata per coinvolgere una fascia di pubblico molto giovane e che perciò sembra quasi imballata in quelli che sono gli stilemi classici di questo tipo di serie.

Static Shock n. 1

Autori: Scott McDaniel (Testi, disegni e copertina). John Rozum (testi). Jonathan Glapion e Le Beau Underwood (chine). Guy Major (colori e copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Sapevo che un paio di albi di questa settimana mi avrebbero messo in difficoltà in sede di recensione, Static Shock è senz’altro uno di questi.

Static, personaggio creato dal compianto Dwayne Mcduffie per la sottoetichetta Milestone, ha certamente potenzialità, che in parte sono state espresse già quando il personaggio entrò nei Teen Titans, ed è proprio da qui che la nuova serie inizia con Static trasferitosi a NY e “consulente” per gli Star Labs.

È evidente sin dalle prime battute che la serie vuole avere un taglio fresco e strizzare l’occhio ad un pubblico giovane l’accoppiata Rozum-McDaniel sembra conoscerne gli stilemi e gli applica miscelando azione, introspezione del personaggio e scene di vita quotidiana.

I parco comprimari è subito folto dalla famiglia Hawkins al misterioso mentore Hardware così come i cattivi ipertecnologici ed agguerriti mentre New York è ancora solo un mero sfondo su cui i due autori imbastiscono il canovaccio di una trama che sembra semplice ed il cui cliffhanger finale è un pochino prevedibile.

Lo stile di McDaniel è meno spigoloso del solito e ben si adatta all’ambientazione urbana la cui cineticità è caratteristica che il disegnatore ben esprime con una costruzione delle tavole ottimamente proporzionata.

La verità è questa o sono io che sto diventando grande e non mi emoziono più tanto facilmente per il tipico supereroe “adolescente” oppure il taglio da serie tv con cui è impostato questo primo albo non dico che sia insufficiente ma lascia l’impressione di essere una occasione sprecata e che si poteva fare qualcosa in più.

Vedremo se gli autori riusciranno a mantenere alta l’attenzione del lettore per tutta la durata della loro run, come primo numero e come rilancio ripeto l’albo non è scritto male ma manca di quella malizia che altri autori hanno saputo metterci.

VOTO: 6

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