Nato per la Milestone, sottoetichetta DC dedicata ai supereroi afroamericani, Static è passato recentemente nell’universo di Superman e compagni, è diventato titolare di una serie animata e, ora, di una propria testata tra le nuove 52.

Static Shock n. 1

Autori: Scott McDaniel (Testi, disegni e copertina). John Rozum (testi). Jonathan Glapion e Le Beau Underwood (chine). Guy Major (colori e copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Finito suo malgrado in una guerra tra bande, il giovane Virgil Ovid Hawkins viene investito da un composto chimico sperimentale ed acquisisce il potere di manipolare l’energia elettromagnetica. Diviene così il supereroe Static ed agisce nella città di Dakota insieme ad altri supereroi. Gli sconvolgimenti di Crisi Finale, hanno portato Dakota nel DC Universe e, dopo gli eventi di Flashpoint che hanno propiziato il reboot, Virgil e la sua famiglia si sono spostati a New York.

Hardware, supereroe corazzato ad alta tecnologia della defunta Milestone, ha dotato l’amico di un nuovo costume, di un disco fluttuante modificato e di un lavoro part-time agli Star Labs. Troviamo subito Static in azione contro il pericoloso Sunspot collegato ad un cartello criminale denominato Slate Gang. C’è spazio anche per un momento di vita domestica di Virgil. Il personaggio è stato creato sull’impronta di Spider-Man ed è facile riscontrarne gli stilemi seppure senza lo stesso fascino.

Scott McDaniel, già disegnatore tra l’altro di diversi titoli della Batman-family, qui firma anche i testi insieme a John Rozum, creatore di Xombi e Kobalt proprio per la Milestone. L’impostazione risente molto del cartoon, la serie denota subito un forte stampo action ed è chiaramente rivolto ad un pubblico più giovane rispetto a titoli come Animal Man. Se lo sci-fi fantasy alla Kirby visto in OMAC va preso così com’è, qui gli elementi fantascientifici vengono spiegati minuziosamente, in un modo che può risultare anche stucchevole, tra campi elettromagnetici asimmetrici, ionizzazione di gas, fotoni ultravioletti e quant’altro.

Il tratto di McDaniel è sempre accattivante, dinamico, affusolato, tendente al cartoon, a conferma dell’impianto stilistico, con una costruzione delle tavole eclettica a rendere vivace la lettura. Ottima la rifinitura delle chine di Glapion e Underwood, fondamentali ovviamente i colori di Major a dare il giusto risalto alle numerose esplosioni di luci che costellano i combattimenti. Meno bene i testi. I due sceneggiatori non dimostrano certo il dono della sintesi. In alcuni punti, balloon e didascalie introspettive soffocano le tavole in grave opposizione allo stile grafico che tende appunto alla scorrevolezza.

Sarebbe ingeneroso affermare che si tratta di un titolo puramente commerciale come Green Arrow o Justice League International. Qui testi e disegni evidenziano grande attenzione ma anche un ovvio squilibrio e la storia non dice nulla di nuovo. Il risultato è mediocre ma gli autori hanno sicuramente la capacità di migliorare la serie in corso d’opera. Per ora, così così.

Voto: 5

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