Ultimate Spider-Man, la serie ambientata nell’universo Marvel alternativo, si è chiusa con un tragico colpo di scena al numero 160. Ora si ricomincia da 1 e c’è un nuovo Arrampicamuri in città.

Ultimate Comics Spider-Man n. 1

Autori: Brian Michael Bendis (Testi). Sara Pichelli (disegni e cover B). Justin Ponsor (colori e cover B). Kaare Andrews (copertina).
Casa editrice: Marvel Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 3,99

Ai testi ritroviamo Brian Michael Bendis che ha curato la serie precedente dall’inizio alla fine e che qui si sobbarca onore ed onere di instaurare un feeling tra i personaggi completamente nuovi e i lettori. La storia si apre come il primo numero del precedente Ultimate Spider-Man, con Osborn che racconta il mito di Arachne ad un dipendente. Corsi e ricorsi storici.

Il nuovo Spider-Man è il giovanissimo afroamericano Miles, con un padre simpatico e una madre dolce ed apprensiva come lo sono tutte. Una versione moderna ma non troppo di zio Ben e zia May. C’è poi lo zio Aaron, all’apparenza un poco di buono, che causerà al nipote, seppure indirettamente, il morso del ragno modificato geneticamente. E il primo sintomo accusato da Miles sarà assolutamente inedito.

Tema principale dell’albo sembra essere la sorte, simboleggiata dal ricorrente numero 42, marchiato sul ragno genetico ed estratto durante una lotteria che permette a Miles di entrare in una scuola privata. Bendis è sempre bravissimo con il suo stile cinematografico di sceneggiatura. Niente didascalie introspettive. Dove non c’è bisogno di testo, l’autore lascia le vignette mute conferendo fluidità alle sequenze. I dialoghi sono sempre ben ritmati e credibili.

Ad amplificare il realismo della storia naturalmente ci sono i disegni delicati ed eleganti della nostra Sara Pichelli, eccezionale sopratutto nelle espressioni facciali e nelle posture dei personaggi. In alcuni punti anche i dettagli scenografici sono notevoli. L’illuminazione fornita dal colorista Justin Ponsor è efficacissima e la lettura, almeno da un punto di vista grafico, rimane sempre gradevole.

Anche se è presto per vedere Miles in costume ne abbiamo ovviamente un’anteprima nella copertina di Kaare Andrews o in quella alternativa di Pichelli e Ponsor. La tenuta diventa nera e più omogenea, restano l’intelaiatura rossa sul torace e intorno alla testa. Niente più cintura, guanti e stivali. Solo dettagli rossi sulle dita e sul dorso delle mani. Novità che fanno discutere i fans. Qualcuno associa il nero del costume al colore della pelle di Miles ma è una chiave di lettura tendenziosa e priva di fondamento.

E’ ovviamente presto per dire se questa nuova serie riuscirà a gettare le fondamenta di un’altra mitologia. Difficile che i nuovi personaggi, per quanto accattivanti, possano superare la celebrità di un colosso come Peter Parker e di tutti i suoi comprimari. Ma, limitandoci a questo primo numero, se l’intenzione di Bendis era quella di suscitare una connessione tra il lettore e il microcosmo del piccolo Miles sembra aver preso la strada giusta. Vedremo se riuscirà a convincerci che questo non è un rincalzo o un supereroe di serie B ma uno Spider-Man a tutti gli effetti.

Voto: 6,5

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2 Commenti

  1. Bella recensione! ;-) Però il discorso del colore del costume l’ho fatto anche io, senza intenti tendenziosi o polemici; magari hanno voluto “ricordare” chi c’è sotto la maschera oppure cambiare il costume mantenendo il blu non sarebbe stata una modifica significativa. Mia opinione ovviamente. ;)

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