Su X-Men Gold #1 il disegnatore fa propaganda antisemita e la Marvel prende le distanze

Pubblicato il 9 Aprile 2017 alle 12:25

Attesissimo come capofila del nuovo corso per i mutanti Marvel, il primo albo è riuscito a scatenare polemiche politiche e religiose fino all’Indonesia.

È triste che un fumetto diventi famoso più per le polemiche che suscita che non per la qualità dell’albo stesso, specialmente quando far scatenare questo genere di discussioni non era nello scopo della storia. In questo particolare caso X-Men: Gold #1 di Marc Guggenheim e Adrian Syaf è salito alla ribalta per l’inserimento, da parte dell’artista, di alcuni messaggi nascosti relativi alle proteste che si stanno svolgendo ormai da qualche tempo in Indonesia contro il governatore Basuki Purnama Tjahaja.

Per dovere di cronaca e di completezza delle informazioni, Basuki Purnama Tjahaja è il primo leader non mussulmano e di etnia cinese eletto in Indonesia. In particolare è stata la fede religiosa del governatore e alcune sue affermazioni a scatenare le opposizioni da parte dell’Islam Defenders Front, accusandolo pubblicamente di blasfemia e dando vita a una serie di manifestazioni contro la sua elezione al traino di un verso del Corano, il QS 5:51, che viene da loro interpretato come un monito per i mussulmani a non seguire leader cristiani o ebrei.

Da qui l’origine delle vignette incriminate. L’artista indonesiano Adrian Syaf ha inserito in una scena in cui Kitty Pride, leader della formazione di X-Men e ebrea a sua volta, la scritta “jew” (ebrea) dalla parola “jewelry” (gioielleria) proprio in corrispondenza della testa della leader mutante intenta a tenere un discorso alla folla che “li teme e li odia” dopo aver salvato la città da un attacco di Drax il Distruttore. Sempre nella medesima vignetta appare il numero 212, legato anch’esso alle proteste di Jakarta.

In un’altra scena, durante una delle ormai classiche partite di baseball dello Xavier Institute, sulla maglietta indossata da Colosso fa capolino la scritta “QS 5:51” che è un inequivocabile richiamo al verso del Corano di cui abbiamo parlato più sopra.

Tutti questi riferimenti sono frutto della sola invettiva del disegnatore, e la Marvel Comics ha rilasciato un comunicato stampa ufficiale col quale ha preso le distanze dalla linea politica espressa da Syaf, ribadendo di non essere stata a conoscenza del significato dietro questi disegni e che essi non riflettono in alcun modo le opinioni dello scrittore, degli editor e di chiunque faccia parte della casa editrice, sottolineando come tali affermazioni vadano contro tutto ciò che gli X-Men hanno sempre rappresentato sin dalla loro creazione. La Marvel ci ha tenuto a precisare che tali elementi verranno cancellati in ogni futura ristampa dell’albo in questione.

Non sono ancora noti i provvedimenti che la Casa delle Idee prenderà nei confronti di Adrian Syaf, che come è noto è uno dei tre disegnatori (assieme a RB Silva e Ken Lashley) che si alterneranno a rotazione su X-Men: Gold. Vista l’imminente data di uscita del numero 2 (il 19 aprile), è lecito supporre che Syaf abbia già completato i disegni per l’albo, ma a questo punto possiamo aspettarci che alla Marvel passeranno al microscopio ogni singola vignetta prima che l’albo vada in distribuzione.

Fonte: Comicbook.

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