Batman and Robin riparte esattamente dove l’avevamo lasciato di nuovo sotto la guida di Peter Tomasi e le matite di Patrick Gleason.

Batman and Robin n. 1

Autori: Peter J. Tomasi (Testi). Patrick Gleason (disegni e copertina). Mick Gray (chine e copertina) John Kalisz (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

In questo primo numero infatti l’autore gestisce sapientemente 3 “filoni” narrativi diversi: da un lato un misterioso assassino che attacca ed uccide il Batman di Mosca, dall’altro il rapporto fra Batman e Robin e nel mezzo una minaccia nucleare sventata alla Gotham University.

Con questi 3 filoni Tomasi riesce nell’intento sia di realizzare un ottimo numero #1 e quindi a renderlo fruibile per i nuovi lettori sia a gettare le basi per una trama a lungo termine ma soprattutto a dare una virata alla psicologia di Batman e al suo rapporto con Damian.

Ma andiamo con ordine: è evidente infatti che Batman, Inc. risulta un elemento narrativo ormai consolidato nella nuova continuity e nel nuovo universo narrativo perciò Tomasi, ma in generale tutti gli autori che finora si sono cimentati con vecchie e nuove testate batmaniane, lo sfrutta come trampolino per lanciare una trama a lungo termine, che questo sia positivo o negativo purtroppo lo potremo sapere solo a run conclusa.

L’elemento che forse spiazzerà i più ma secondo molto azzeccato e riuscito è la profonda virata nella psicologia di Bruce Wayne/Batman che a sorpresa in apertura d’albo decide di smettere di onorare l’anniversario della morte dei genitori a Crime Alley ma da oggi onorerà l’anniversario di matrimonio qui è Damian a fare il suo ingresso prepotente quasi come un grillo-parlante-milleriano che ricorda a Batman che la sua è una crociata dove non c’è tempo per sentimentalismi ma quello di Tomasi è un Batman riflessivo come dimostra la chiusura dell’albo dove il nuovo ruolo di Robin viene spiegato a Damian che non è solo più partner ma anche figlio in un rapporto di fiducia che si estrinseca per Batman anche e soprattutto nel seguire gli ordini impartiti.

Tomasi poi gioca intelligentemente con le citazioni il cambio di atteggiamento nei confronti della morte dei genitori è sottolineato dalla scena in apertura d’albo che richiama senza mezzi termini Batman: Year One, così come onorare la vita dei genitori sembra essere quasi sotteso dal mezzo con cui il dinamico duo arriva a Crime Alley ovvero la Batmobile su rotaie della saga Knightfall cioè la “prima” morte e resurrezione del personaggio.

C’è ovviamente tanta serie tv dei ’60 come la pertica con cui Bruce e Damian si calano nella batcaverna o la rumorosa entrata in combattimento di Robin.

Due curiosità: seppure Batman and Robin prosegue la vecchia continuity il Commissario Gordon sembra non conoscere Batman o per lo meno fa finta davanti ad un suo agente, si accenna ai passati Robin e al fatto che Dick sia stato Batma importante il discorso dei vecchi Robin perché sembra essere vera quella voce che voleva i Robin fare parte di un programma di reclutamento parallelo a Batman, Inc.

Le matite di Gleason sono perfette per la narrazione imbastita da Tomasi, dinamiche ma anche chiaroscurali al punto giusto ad essere sincero però l’ho preferito di più nella seconda parte dell’albo ovvero quando le chine sono diventate meno spesse ed invadenti.

Un ottimo #1 non c’è che dire fruibile da tutti, ben disegnato, ben scritto e di una profondità, per quanto concerne la trama, che travalica il cliffhanger finale basandosi sui personaggi.

VOTO: 8


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