L’avatar della guerra e il messaggero della pace. Per i nuovi 52, la DC decide di puntare su una delle coppie più affascinanti e, forse, sottovalutate della sua scuderia di supereroi.

Hawk & Dove n. 1

Autori: Sterling Gates (Testi). Rob Liefeld (disegni e copertina). Matt Yackey (colori) Hi-Fi (copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Nati nel ’68 dalla fantasia di Steve Ditko e Steve Skeates, i fratelli Hank e Don Hall ottennero dei superpoteri dai signori dell’Ordine e del Caos, dapprima nemici e poi amanti. Hank, aggressivo e campione nello sport, divenne il ricettacolo ideale per la forza della guerra e del caos nell’identità di Hawk, mentre Don, timido, riflessivo e studioso, divenne il pacifico Dove, instaurando così una perfetta simmetria. In questo trionfo simbolico, i due non potevano che essere figli di un giudice, rappresentante istituzionale di equilibrio e giustizia.

Durante l’epocale Crisi sulle Terre Infinite, Dove rimase ucciso e i suoi poteri passarono alla bellissima Dawn Granger. In seguito alla trasformazione di Hank nel criminale Monarch, il suo manto passò ad Holly, sorella di Dawn. La nuova supereroina è però durata poco, morta durante la maxi-saga Blackest night in seguito al ritorno dell’Hawk originale. Una scelta estetica abbastanza comprensibile quella di mantenere come membro aggressivo e virile della coppia il nerboruto Hank e come figura più delicata e sensibile l’aggraziata Dawn.

Alle redini della nuova testata troviamo Sterling Gates, giovane sceneggiatore recentemente all’opera su singole storie di varie serie DC. Apprezzabile in questo primo numero l’approfondimento psicologico dei protagonisti. Hawk è scontento della sua partner, rimpiange il fratello e mostra una bassa stima di sé. Dove nasconde invece le sue misteriose origini al partner e prosegue la storia sentimentale con Deadman, iniziata durante Brightest day.

Meno riuscita la parte action e il concept dei villains, molto sci-fi di serie b, col solito scienziato pazzo, seppure caratterizzato da ideologie sovversive nel divertente contesto fantapolitico, che mette a punto dei “mostri di distruzione di massa”: degli zombi con artigli d’acciaio. Lo scontro in apertura dell’albo sa di già visto e non denota idee particolari.

Buoni i disegni di Rob Liefeld, che aveva già lavorato nell’88 su una miniserie di Hawk e Dove ma è conosciuto soprattutto per la sua opera su varie testate dei mutanti Marvel. Un tratto convenzionale, piacevole, plastico, che ben si adatta alla fisicità dei personaggi, illuminati dai colori sgargianti di Matt Yackey. Un aspetto grafico che rende la lettura piacevole grazie anche ai dialoghi scorrevoli e al buon equilibrio nella costruzione delle tavole.

Visti i recenti sconvolgimenti subiti da Hawk e Dove, l’autore ha pensato bene di non sottoporli ad un’ennesima rivoluzione e di continuare da dove erano stati lasciati, al contrario di quanto accaduto invece nel nuovo pessimo Green Arrow. Tirando le somme, dunque, concettualmente i due personaggi funzionano sempre e la parte grafica è pregevole. La trama è più scadente, tende ad essere troppo riassuntiva ma non priva di spunti. É chiaramente un prodotto destinato ad un pubblico meno maturo rispetto a titoli come Animal Man. Con tanta simpatia, più sì che no. Ma c’è da lavorare.

Voto: 6

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