Il primo, fondamentale tassello di una splendida saga a sfondo mafioso, degna dei film di Coppola e dei migliori romanzi noir, ideata dallo scrittore Max Allan Collins e illustrata da Richard Piers Rayner.Titolo: Era Mio Padre – Road To Perdition

Era Mio Padre – Road To Perdition

Autori: Max Allan Collins (testi), Richard Piers Rayner (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 19,90, 14 x 20,5, pp. 302, b/n

Il mondo della mafia statunitense è un microcosmo complesso e difficile da descrivere, specie se non se ne fa parte, e sono molte le caratteristiche da analizzare se ci si vuole impegnare in questo senso. Ne sono stati consapevoli numerosi romanzieri noir che hanno cercato di rappresentare degnamente gli ambienti malavitosi; e lo stesso dicasi per registi come Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Sergio Leone.

Un dettaglio importante della mafia è dato dal concetto di famiglia che costituisce, in un certo qual modo, la base essenziale della mentalità mafiosa. A questo scopo è sufficiente leggere un libro come ‘Onora il Padre’ di Gay Talese, in cui lo scrittore, per bocca del figlio di un gangster, fornisce un quadro completo di ciò che sono la mafia americana e le sue dinamiche psicologiche ed esistenziali. Il rapporto padri/figli è fondamentale persino quando i figli dei padrini non hanno niente a che vedere con l’attività dei genitori (ed è il caso, per esempio, di un altro formidabile libro, ‘Il Padre Fantasma’ di Barry Gifford, collaboratore di David Lynch, nonché figlio di un uomo d’onore).

A questi libri e alle celeberrime pellicole dei registi citati all’inizio della recensione ho pensato nel corso della lettura di questo stupendo Era Mio Padre – The Road To Perdition. Il volume, pubblicato nella linea Panini Noir della Panini Comics, costituisce il primo tassello di una crime saga che ha ottenuto notevole successo negli Stati Uniti e ha peraltro ispirato il film omonimo con Tom Hanks e Daniel Craig. Proposto dalla divisione Paradox Press della DC, diretta da Andy Helfer, è scritto da Max Allan Collins e disegnato da Richard Piers Rayner.

Collins, oltre che essere un apprezzato romanziere noir, ha realizzato sceneggiature fumettistiche: per esempio, per le strip di Dick Tracy o per una interessante run di Batman. Conosce, quindi, le regole espressive dei comics e le usa in maniera impeccabile, costruendo una story-line intrigante come poche, mantenendo desta l’attenzione del lettore. Road To Perdition, come ho scritto, è il primo volume della saga ed anche il più importante. Ad accentuare l’intensità della trama concorre il fatto che le vicende narrate sono parzialmente vere e alcuni dei personaggi coinvolti sono realmente esistiti.

La storia è raccontata in prima persona dal figlio di Michael O’ Sullivan. Chi è costui? Un buon padre di famiglia, tranquillo, riservato e religioso. Ogni giorno esce di casa e va a lavorare. Rispetta la moglie ed è affettuoso con i figli. Insomma, è il genitore ideale. Il primogenito, tuttavia, si rende conto di non sapere nulla del mestiere di suo padre. E’ a conoscenza del fatto che è stato un soldato ma niente di più. Una mattina, quindi, si nasconde nella sua macchina per scoprire che cosa fa.

Ed è così che assiste a una efferata esecuzione. Sì, perché Michael è un killer al soldo di un mafioso, ben inserito nel mondo criminale che controlla il vizio e il fiorente mercato dell’alcol (siamo in pieno proibizionismo). Inutile dire che il ragazzino è sconvolto. Michael, peraltro, sorprende il figlio nascosto in macchina e questo è il momento cruciale della vicenda. Può, infatti, un sicario permettersi di lasciare in vita il testimone di un regolamento di conti?

La situazione, quindi, precipita. Ma l’orrore, invece di separare padre e figlio, li unisce, cementando il loro legame di sangue. Per una serie di circostanze, infatti, Michael e il primogenito saranno costretti a fuggire insieme e a perseguire un atroce piano di vendetta ai danni di un gangster che ha commesso un grave sbaglio: ha ammazzato la moglie di Michael e il secondogenito.

In una intricata storia che coinvolge assassini, poliziotti corrotti, persino il temibile Al Capone, ladri, biscazzieri e un’umanità alla deriva, Collins analizza l’universo cinico e spietato dei gangster, con testi secchi, veloci e altamente espressivi; con dialoghi perfetti e battute fulminanti (una su tutte: ‘Mio figlio non è orfano. Non ancora’). E non mancano, nello sfondo, uno spiccato, e a volte contorto, senso della religiosità, nonché riferimenti cattolici. Così come profondamente cattolici sono il senso di colpa e la concezione del peccato che costituiscono due delle tematiche principali della graphic novel (e quando giungerete alla fine ne avrete la conferma).

Se i testi di Collins sono ottimi, i disegni di Richard Piers Rayner sono magnifici. Il penciler è conosciuto per alcune run di Hellblazer, L.E.G.I.O.N. e Swamp Thing, tra le altre cose, ma si può affermare che Road To Perdition è il suo esito artistico migliore. Con un efficace bianco e nero, Rayner illustra ambienti oscuri e sporchi, con chiaroscuri, giochi d’ombra e inchiostrature che impreziosiscono il volume. Non sono da trascurare i particolari degli sfondi, specie negli esterni, oppure i bellissimi primi piani dei protagonisti o le sequenze di azione, di chiara impronta cinematografica. In poche parole, Road To Perdition è un capolavoro e gli estimatori del noir non possono assolutamente perderlo. Non se ne pentiranno.

Voto: 9

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