Chi è davvero Superman? Grant Morrison sembra avere le idee abbastanza chiare e con una operazione simile, ma del tutto diversa nei modi, a quella fatta con Batman, riporta Superman agli inizi della sua carriera e delle sue avventure ovvero alle strisce degli anni ’30

Autori: Grant Morrison (testi). Rags Morales (disegni e copertina). Rick Bryant (chine). Brad Anderson (colori e copertina). Jim Lee, Scott Williams e Alex Sinclair (copertina alternativa).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 3,99

Superman è un eroe banale. Io amo Superman.

Superman è l’eroe eponimo e per questo è stato banalizzato in maniera seria, semi-seria, simpatica, irriverente.

I suoi poteri per molti sono stati un ostacolo, impossibile gestire un personaggio così potente, impossibile anche gestire un personaggio che nel corso della sua quasi centennale carriera è diventato il grande “boy-scout” così fuori…fuori dall’aria di cambiamento dei ’70, dall’arrivismo degli ’80, dal neo-futurismo dei ’90 e infine dal cinismo dei 2000.

Ma chi è davvero Superman? Grant Morrison sembra avere le idee abbastanza chiare e con una operazione simile, ma del tutto diversa nei modi, a quella fatta con Batman, riporta Superman agli inizi della sua carriera e delle sue avventure ovvero alle strisce degli anni ’30 e lo fa in maniera magistrale.

Il Superman di questo primo numero di Action Comics è alla ricerca di chi si approfitta della gente di Metropolis, non esita ad un utilizzare le maniere forti né tanto meno si risparmia quando la polizia lo insegue per tutta la città anche ricorrendo a metodi poco ortodossi per fermarlo…Morrison fa ritornare Superman ad essere il campione della gente, quella stessa gente che salvata dall’eroe si para davanti ad un carro armato che cerca di abbatterlo, nessun costume se non una t-shirt, jeans e scarpe da lavoro…come la gente comune appunto, non solo quella di Metropolis ma anche quella che tutti i giorni passeggia per le strade della mia e della vostra città.

Ma non fraintendetemi in questo primo numero Superman non insegue solo rapinatori, piuttosto insieme alla dichiarazione di intenti di Morrison, compare anche il cast di comprimari classici: Jimmy Olsen e Lois Lane, il Gen.Lane e l’immancabile Lex Luthor, qui molto molto morrisoniano nell’aspetto e negli atteggiamenti stizzosi e di superiorità, ed il tutto culmina, in maniera sorprendentemente  organica e lineare, in un cliffhanger finale che invoglia senz’altro a leggere il #2.

Morrison è meno autoreferenziale, meno cervellotico del solito, e qui decide di compiere la sua esegesi sul personaggio attraverso una sceneggiatura dinamica in cui ogni tavola omaggia il personaggio, vedere per credere la classica “more powerful than a locomotive”; Morales dal canto suo supporta in maniera perfetta sia le scene d’azione che l’atmosfera dell’albo, il suo tratto sinuoso forse è qui però meno valorizzato da delle chine un po’ spente rispetto ad altri lavori.

In definitiva Morrison imbastisce un perfetto #1 sia per i nuovi lettori che per i vecchi, entrambe le “fazioni” infatti saranno sicuramente stuzzicate da questa versione degli esordi così “retrò”; tuttavia non lasciatevi ingannare,  lo scozzese ha già pronti 16 numeri per questo Action Comics quindi non rinuncerà assolutamente a quelle trame a lungo respiro che da sempre lo caratterizzano e che daranno nuova lucentezza anche al valore iconico del personaggio

Superman è un eroe banale perché i suoi valori sono semplici e chiari, è banale perché prima di affrontare minacce aliene ed intrighi internazionali deve affrontare la corruzione e lo sfruttamento, cose che danneggiano la gente tutti i giorni.

Superman è un eroe banale. Io amo Superman.

VOTO: 9
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