Da Fantasia a La Tartaruga Rossa: viaggio nel mondo dell’animazione “senza parole”

Pubblicato il 19 Marzo 2017 alle 12:00

Viaggio tra i film d’animazione che hanno anticipato la tecnica utilizzata da Michaël Dudok de Wit ne La Tartaruga Rossa film candidato all’Oscar, vincitore del Premio speciale al Festival di Cannes 2016 e dell’Annie Award come Migliore Lungometraggio d’Animazione Indipendente.

La Tartaruga Rossa (conosciuto anche come The Red Turtle o La Tortue Rouge) di Michaël Dudok de Wit è un film d’animazione senza parole, che ha vinto il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes 2016 per poi finire in selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2016.

Il film sarà disponibile nelle sale il 27, 28 e 29 Marzo 2017. All’indirizzo www.latartarugarossa.it è possibile prenotare il proprio biglietto al cinema.

Non è però il primo lungometraggio animato a non utilizzare il linguaggio a parole ma piuttosto quello iconico e minimalista delle sole immagini, oppure pochissimi frammenti di dialogo o ancora una lingua incomprensibile.

Una scelta singolare ma non troppo, soprattutto europea, come vedremo, quella dell’assenza di dialoghi o di personaggi che non pronunciano parole comprensibili. Una differenza sostanziale rispetto all’animazione statunitense in cui la parola è spesso la chiave e lo strumento di racconto al pari delle immagini.

Ecco qualche nostro consiglio delle pellicole che hanno preceduto questa scelta singolare per approdare infine proprio a La Tartaruga Rossa.

Fantasia (1940)
di registi vari.

Terzo classico Disney secondo il canone ufficiale, con la direzione di storia di Joe Grant e Dick Huemer e la supervisione di produzione di Ben Sharpsteen, il film è composto da otto episodi animati impostati su brani di musica classica diretti da Leopold Stokowski, sette dei quali eseguiti dall’Orchestra di Filadelfia.

Il critico musicale e compositore Deems Taylor funge da “maestro di cerimonie”, introducendo ogni segmento in scene live action che inframezzano la parte animata, ovviamente più consistente.

Durante la produzione, era visto da pubblico e critica come un film che avrebbe fatto flop al botteghino e portato la Disney al fallimento, parte della cosiddetta “pazzia Disney” come Biancaneve e i sette nani. A differenza di quest’ultimo, però, Fantasia fu davvero un insuccesso di pubblico iniziale, con una critica contrastante.

La colonna sonora venne registrata usando un processo multicanale e riprodotta in Fantasound, un innovativo sistema di riproduzione del suono che rese Fantasia il primo film commerciale proiettato in stereofonia.

La causa dell’iniziale flop era da ricercare sia nella Seconda Guerra Mondiale che non permetteva il rilascio nel redditizio mercato europeo, sia negli elevati costi della Fantasound. La casa di Walt si rifarà qualche anno dopo con Dumbo.

Fantasia 2000 (1999)
di registi vari.

Il nipote di Walt, Roy E. Disney, co-produsse un sequel uscito nel 1999, che voleva celebrare sia il 60° anniversario di uscita del primo Fantasia, sia l’avvento del Nuovo Millennio. Considerato il 38° classico Disney secondo il canone ufficiale, si pone nuovamente l’obiettivo di porre la musica al centro dello storia, ovvero di raccontare la musica attraverso le immagini.

In Fantasia 2000, realizzato con la stessa tecnica del primo film, vi sono comparse di famosi attori e show-man, come Steve Martin, Bette Midler, Penn & Teller, Itzhak Perlman, James Earl Jones, Quincy Jones, Angela Lansbury: hanno tutti avuto a che fare con la Disney, come attori, cantanti o doppiatori.

Appuntamento a Belleville (2003) e L’illusionista (2010)
di Sylvain Chomet.

Titolo originale L’Illusionniste, il film è basato su una sceneggiatura inedita scritta nel 1956 dal mimo, attore e regista francese Jacques Tati, a cui si ispira chiaramente il protagonista nell’aspetto e nel nome (Tatischeff era infatti il vero cognome di Tati).

Nella Francia del 1959, un anziano illusionista non riesce mai a raggiungere il successo, finché in un pub di un piccolo villaggio delle Highlands scozzesi una giovane ragazza, credendolo un vero mago, lo segue fino ad Edimburgo. Un universo dal gusto retrò e un linguaggio quasi ancestrale che, se pur non privo di dialoghi, ricorda il grammelot di Dario Fo.

I disegni sembrano acquerelli e questa poetica era già stata espressa da Chomet in Appuntamento a Belleville (titolo originale Les Triplettes de Belleville), di produzione franco-belga-canadese e presentato fuori concorso al 56° Festival di Cannes.

Fu un buon successo di pubblico e critica, per il suo stile “vecchio stampo” e, nonostante la presenza di alcuni dialoghi, la maggior parte della storia è narrata tramite pantomima.

Minuscule – La valle delle formiche perdute (2013)
di Thomas Szabo e Hélène Giraud.

Ovvero quando la “lettura” da parte dello spettatore avviene attraverso la gestualità, il comportamento e l’espressione dei personaggi coniugati ad efficaci effetti sonori.

Tratto da una serie per bambini francese, il film Minuscule è co-diretto da Hélène Giraud, figlia di Jean Giraud ovvero Moebius, uno dei più grandi artisti del fumetto, al quale è amorevolmente dedicato il film.

La tecnica utilizzata prevede l’animazione in computer grafica su scene naturali riprese dal vero. Disegnati così come li troviamo in natura, gli insetti protagonisti della storia mostrano la propria espressività attraverso comportamenti più simili a quelli umani, tendenti a far sorridere (la coccinella per esempio parla come se fosse una trombetta).

Nel film si passa da fughe precipitose a momenti di riflessione, quasi a sottolineare come all’universo non interessino le scaramucce di creature così piccole, e per traslato, degli uomini, esseri altrettanto insignificanti.

Shaun – Vita da pecora (2015)
di Mark Burton e Richard Starzack.

Basato anch’esso su un’omonima serie tv animata, titolo originale Shaun the Sheep e produzione britannica, il film è realizzato da BBC, Aardman Animations, StudioCanal e TriStar Pictures ed è stato candidato agli Oscar 2016.

Animazione con la plastilina, la stessa di Galline in fuga e di Wallace e Gromit, è uno spin-off di quest’ultimo, o meglio del terzo cortometraggio della saga di Nick Park.

La protagonista Shaun è una pecora sui generis che ama le feste e la trasgressione. Quando le pecore del film dovranno travestirsi da umani, avverrà un filosofico ed interessante scambio di ruoli: gli animali, cioè i bambini, vivono allegramente la vita come un gioco, senza limitare le proprie emozioni.

Al contrario gli umani, che rappresentano gli adulti, sono imprigionati nei propri ruoli, incapaci di comprendere se stessi e ciò che li circonda. La parola a questo punto non migliorerebbe la loro situazione.

È stato anche annunciato un sequel di Shaun, che notizia di questi giorni sarà distribuito in Italia da Koch Media.

Da Father and Daughter (2000) a La Tartaruga Rossa (2017)
di Michaël Dudok de Wit.

Nel cortometraggio vincitore dell’Oscar nel 2001 Father and Daughter, una bambina vede scomparire suo padre e il ricordo del genitore l’accompagnerà per tutta la vita: un racconto che esprime un sentimento che potremmo definire “struggimento”.

Un tema particolare ma anche universale, potremmo dire ancestrale, proprio come quello espresso nel lungometraggio La Tartaruga Rossa, il film con cui Michaël Dudok de Wit è stato candidato agli Oscar 2017.

In quest’ultimo un naufrago è costretto a confrontarsi con se stesso su un’isola deserta, senza alcun contatto o interazione, finché non arriva una misteriosa tartaruga rossa, che lo accompagnerà in varie fasi della sua vita.

Un disegno dal tratto grossolano, proprio per rendere l’effetto visivo più realistico al pari della vicenda raccontata, assieme all’animazione digitale della zattera e dell’animale, che nel risultato finale non produce una grossa differenza.

Sono totalmente assenti i dialoghi in entrambi i prodotti, bastano le immagini a raccontare la storia.

L’unica eccezione è un verso emesso dal protagonista del lungometraggio: volutamente, non una parola, per non dare un’epoca e una cultura precise alla vicenda, che diviene così su tutti e su nessuno in particolare. Un’ottima eredità animata per gli anni a venire.

La Tartaruga Rossa vi aspetta al cinema per BIM il 27, 28 e 29 Marzo 2017.

Articoli Correlati

Le uscite J-POP Manga ed Edizioni BD di Ottobre 2021 sono state comunicate attraverso una nota stampa ufficiale. A seguire tutte...

04/10/2021 •

17:29

Far Cry 6 sarà disponibile dal 7 Ottobre 2021 per Xbox Series X e S, Xbox One, PlayStation 4 e PlayStation 5, Stadia, Amazon...

04/10/2021 •

16:33

L’universo narrativo animato di Detective Conan si arricchisce di due nuovi anime che adatteranno altrettanti spin-off....

04/10/2021 •

15:47