Il maxi-reboot DC iniziato con il primo numero di Justice League prosegue questa settimana con la partenza di altre tredici testate tra le quali la più attesa era certamente Action Comics che, superati i 900 numeri, riparte da 1 nelle mani del geniale Grant Morrison.

Autori: Grant Morrison (testi). Rags Morales (disegni e copertina). Rick Bryant (chine). Brad Anderson (colori e copertina). Jim Lee, Scott Williams e Alex Sinclair (copertina alternativa).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 3,99

Nei mesi scorsi, aveva suscitato un certo scalpore e aveva fatto discutere la prima immagine di Superman in maglietta a maniche corte, jeans e scarponcini. É chiaramente una mise che serve ad avvicinare idealmente l’Uomo d’Acciaio alla gente comune, un difensore degli oppressi e degli svantaggiati contro la disparità sociale e la corruzione, in stile Green Arrow tanto per intenderci. Scelta azzeccata per il figlio adottivo di due contadini del Kansas. É un Superman giovane, cinque anni prima della continuity attuale, ed è curioso che anche Justice League si svolga più o meno in questo periodo ma l’Uomo d’Acciaio, nella serie firmata da Geoff Johns, appare già con il nuovo costume-armatura.

I poteri del supereroe sono ancora in fase di sviluppo: salta invece di volare e non è ancora pienamente invulnerabile. Anche l’etica e l’indole del ragazzo sono in fase di maturazione, appare infatti ruvido e violento e non si fa scrupoli a scaraventare qualche criminale dentro un muro. Può sembrare una rivoluzione ma è piuttosto un ritorno alle origini, proprio ai primi numeri di Action comics nei quali il supereroe era meno potente di come sarebbe diventato in seguito ed era appunto un crociato sociale che non faceva tanti complimenti. E lo storico slogan: “Più veloce di un proiettile e più potente di una locomotiva” viene omaggiato da Morrison in un paio di sequenze.

In netta contraddizione con quest’Uomo d’Acciaio tutto muscoli, coraggio e fiducia in se stesso, Clark Kent è invece un nerd sfigato stile Peter Parker che lavora qui per un giornale rivale del Daily Planet. Jimmy Olsen, nerd pure lui, è sempre il suo miglior amico e Lois una concorrente come nella versione delle origini. Per quel che riguarda i nemici, Morrison si rifà alle storylines più recenti. Lex Luthor è un geniale scienziato che collabora con il generale Sam Lane, padre di Lois. L’esercito vede Superman come una possibile minaccia che potrebbe, eventualmente, conquistare il mondo senza sforzi. Luthor considera l’Uomo d’Acciaio una minaccia all’evoluzione umana.

I disegni di Rags Morales sono molto eleganti e dinamici e si adattano alla sceneggiatura ben equilibrata di Morrison che lascia ampio spazio all’azione e non soffoca le tavole di balloons come gli capita spesso. I dialoghi sono comunque efficaci e scorrevoli. Le chine di Rick Bryant e i colori di Brad Anderson forniscono un’illuminazione brillante e piacevolissima all’atmosfera fortemente realistica. Jim Lee, Scott Williams e Alex Sinclair, autori dei disegni di Justice League, firmano la cover alternativa nella quale raffigurano Superman con il costume armatura.

Meno trasversale del solito, ma sempre in grado di innovare nel pieno rispetto della tradizione, Morrison non delude, spoglia Superman del suo ruolo istituzionale e lo rende un uomo del popolo, fresco e identificabile, più umano e fallibile, ben integrato in un tessuto sociale attuale e credibile. Più giovane, più tosto, più moderno ma, in fin dei conti, pur sempre Superman.

 

Voto: 7,5

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