Recensione: Next Men 1 di John Byrne

Pubblicato il 7 Novembre 2011 alle 13:49

Giunge in Italia l’edizione completa e definitiva della saga fantascientifica del grande John Byrne, basata su un’avvincente rilettura degli stilemi space-opera!

Next Men vol. 1

Autore: John Byrne (testi e disegni)
Casa Editrice: 001 Edizioni
Provenienza: USA
Prezzo: €12,00, 16 x 24, pp. 160, b/n

Quando John Byrne, insieme a Chris Claremont, realizzò gli episodi più celebri del serial Uncanny X-Men della Marvel, divenne nel giro di poco tempo uno dei penciler più amati e apprezzati dai fans dei comics americani. Aveva, in verità, disegnato già molte cose ma è indubbio che furono le vicende dei mutanti X a farlo entrare nel novero degli autori di primo piano.

In seguito, le sue celeberrime run di Fantastic Four e Alpha Flight confermarono l’indiscussa statura artistica di Byrne, che si rivelò abile non solo nel disegno, ma anche nella stesura delle sceneggiature. E nelle story-lines da lui delineate si intuiva il profondo amore che Byrne nutriva nei confronti della fantascienza classica (palese soprattutto nelle storie del Quartetto). Tuttavia, con il successo, crebbe pure, bisogna ammetterlo, l’ego dell’autore che in diverse occasioni si scontrò con gli editor Marvel, tanto che, alla fine, a causa di dissapori con l’allora direttore editoriale Jim Shooter, Byrne decise di lasciare la casa editrice.

Andò a lavorare alla DC, peraltro intrigato dal fatto di potersi occupare del Superman post-Crisis. Fu Byrne a rendere l’Uomo d’Acciaio un personaggio più umano e al passo con i tempi, producendo, anche in questo caso, splendide storie influenzate da stilemi fantascientifici. Il Superman versione Byrne ottenne notevole successo e l’artista ebbe modo comunque di occuparsi di altri DC heroes, compresi quelli di matrice kirbyana come Demon o i New Gods.

Nel momento in cui, però, Shooter fu cacciato dalla Marvel, Byrne decise di tornare alla Casa delle Idee, con comic-book intriganti come Sensational She-Hulk o realizzando controverse sequenze di West Coast Avengers. Malgrado le immancabili polemiche con i coordinatori di alcuni mensili, Byrne annunciò una collaborazione con il leggendario Stan Lee. Lui e il Sorridente, infatti, avrebbero dovuto realizzare un fumetto di fantascienza, slegato dal Marvel Universe tradizionale. Byrne, però, con il sangue freddo che lo contraddistingueva, modificò radicalmente lo script di Lee e l’opera non venne pubblicata.

Partendo da questo lavoro, Lee propose, in coppia con Paul Ryan, il non esaltante Ravage 2099, che fece parte della linea Marvel 2099, appunto, molto più vicino alla sua idea originaria. E Byrne, tranquillamente, utilizzò la graphic novel come prequel di un suo serial. Il prequel, intitolato 2112, venne pubblicato dall’etichetta indipendente Dark Horse (e chi ha avuto modo di leggerla noterà comunque qualche vaga analogia con Ravage 2099).

Dopodiché Byrne fece uscire Next Men, titolo che, ironicamente, richiamava alla memoria quegli X-Men che tanta fama gli avevano procurato. Concepito originariamente in bianco e nero (ma esiste pure una versione a colori e più edulcorata), la serie rappresenta uno dei momenti più interessanti e intriganti della complessa e variegata carriera byrniana.

001 Edizioni ha meritoriamente deciso di proporre l’intero serial in sei volumi e varrebbe la pena di iniziare a leggere Next Men, poiché si tratta, appunto, di un fumetto assolutamente non banale. Ovviamente le atmosfere sono fantascientifiche, sebbene filtrate da stilemi supereroici, e, in un certo qual modo, si può affermare che l’autore gioca con i cliché e le convenzioni della space opera in maniera personale.

La vicenda inizia nel 1955. Un gruppo di scienziati indaga su una misteriosa esplosione avvenuta in Antartide. Nel luogo dell’incidente, vengono rinvenuti numerosi cadaveri e un unico sopravvissuto, il perfido Sathanas, che elimina i malcapitati scienziati. Uno di essi, però, si salva e, coadiuvato da Sathanas e dall’infido senatore Hilltop, creerà il cosiddetto Progetto Next Men. Tale esperimento dovrebbe fornire a cinque uomini, accuratamente scelti, particolari capacità. Costoro vengono cresciuti in un mondo di realtà virtuale. A un certo punto, però, fuggono e le cose si faranno imprevedibili.

Byrne gioca con la fantascienza e le atmosfere cospiratorie, peraltro prima del serial televisivo X-Files, impostando trame avvincenti e articolate, con testi e dialoghi ben costruiti. E i disegni, naturalmente, sono di grande qualità. Il tratto elegante e fluido di Byrne è ulteriormente impreziosito dal bianco e nero e l’autore si concede chiaroscuri e tratteggi non sempre riscontrabili nei suoi lavori più mainstream. E dal momento che Next Men fu pubblicato da un’etichetta indipendente, l’autore non si esime, di tanto in tanto, dall’inserire sequenze di violenza che in quel periodo non potevano apparire negli albi Marvel e DC, ancora vincolati alle regole del Comics Code. Di conseguenza, se amate la fantascienza recuperate questo primo volume di Next Men, nonché il secondo, e non perdetevi le uscite successive. Avrete modo di apprezzare uno dei fumetti più riusciti di un maestro dei comics americani.

Voto: 7 ½


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