Inizia l’era Rebirth per Wonder Woman! Chi è veramente Diana e qual è il suo ruolo nel DCU? Ce lo spiega Greg Rucka in questo primo albo della nuova serie della Principessa Amazzone! E in appendice parte la miniserie dedicata a Poison Ivy!

L’operazione Rebirth sta coinvolgendo la totalità dell’affascinante universo narrativo della DC Comics e ovviamente anche Wonder Woman fa parte del discorso. La Principessa Amazzone creata negli anni quaranta da William Maulton Marston ha una valenza iconica, al pari di Superman e Batman, e nel corso dei decenni ha avuto parecchie interpretazioni grafiche e narrative. L’elemento mitologico delle storie è comunque sempre stato presente.

Diana, infatti, è un’Amazzone e le sue avventure hanno spesso avuto collegamenti con la mitologia greca e con le divinità del pantheon ellenico, persino nella versione New52 di Brian Azzarello che utilizzò tale aspetto in chiave peculiare e personale. Questo primo albo della nuova serie di Wonder Woman introduce Diana nel contesto del Rebirth. Si apre con un episodio tratto, appunto, da Wonder Woman Rebirth, scritto da Greg Rucka.

Lo scrittore si pone l’obiettivo di spiegare quale sarà la natura e il ruolo di Diana nell’attuale DCU. Impresa non facile, considerando che il passato del personaggio è confuso. Rucka si limita a rievocare i momenti più salienti dell’esistenza di Wonder Woman, delineando una trama esile.

Di fatto non succede nulla e l’autore si limita a scrivere un lungo, stucchevole monologo di Diana che lascia un po’ il tempo che trova. Si intuisce che probabilmente nei prossimi numeri le cose cambieranno ma, almeno per il momento, questo nuovo corso di Wonder Woman non incuriosisce più di tanto.

L’episodio è in parte disegnato da Matthew Clark che si dimostra efficace e funzionale ma non entusiasma; le ultime tavole sono realizzate invece dall’ottimo Liam Sharp che realizza pagine di grande dinamismo. Ma la discontinuità grafica non giova. L’albo include inoltre il primo numero di Poison Ivy: Cycle of Life and Death, miniserie incentrata su un altro affascinante personaggio femminile made in DC: la letale Poison Ivy, ben nota ai fan delle saghe batmaniane.

Come nel caso di Diana, Poison Ivy è stata parecchie cose nel corso del tempo: criminale, psicopatica, vigilante dai metodi discutibili e così via. In questa epoca Rebirth pare aver messo la testa a posto e lavora ai Giardini Botanici di Gotham City grazie alla dottoressa Luisa Cruz che, favorevolmente colpita dalla preparazione di Pamela Isley, le ha offerto un lavoro. Tuttavia, il ritorno inaspettato della folle Harley Quinn modifica la situazione.

La serie è scritta da Amy Chu e pare interessante. L’autrice intende concepire una trama articolata e si vede. Per adesso gioca con l’ironia e con l’avvenenza di Poison Ivy e Harley Quinn.

L’opera è mainstream nei toni e non si può prevedere cosa ne verrà fuori. Potrebbe trattarsi quindi di un ottimo prodotto o di un fumetto trascurabile e i disegni di Clay Mann, standardizzati e privi di soluzioni visive inventive, sono poco accattivanti. Staremo a vedere.

Nel complesso, questo albo di Wonder Woman sembra uno dei più deboli del Rebirth. E’ consigliabile solo ai fan sfegatati dell’Amazzone e a coloro che vogliono comunque scoprire in che modo si sta evolvendo il DCU nelle sue numerose sfaccettature. Ma non si tratta certo di una proposta editoriale che fa gridare al miracolo. Sappiatevi regolare, dunque.

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