Tra revival, sequel e prequel, la televisione del 2017 scommette sul passato.

Ormai da moltissimo tempo, la televisione ha completamente riscritto il suo ruolo rispetto al cinema: siamo passati da un rapporto di brutta sorella minore dello schermo cinematografico, a un grande e minaccioso nemico.

Sono anni difficili da analizzare ma altrettanto interessanti perchè caratterizzati da una contaminazione estrema: vedendo una serie Netflix notiamo quanto sia “cinematografica” mentre parlando di un film si osserva la sua natura seriale. Contaminazioni che spostano pubblici e portano a sperimentare enormemente, aspetto che fa bene a ogni arte.

Negli ultimi 5 anni, la televisione ha cambiato aspetto mentre il cinema sostanzialmente è rimasto il medesimo (senza considerare i progressi tecnologici ovviamente): i portali streaming, le offerte multipiattaforma, le pay tv e gli smartphone hanno reso la televisione una “creatura mutaforma” contro cui il cinema deve fare i conti ogni giorno.

Di questo ormai ne sono tutti consapevoli (studiosi di cinema e televisione, registi e produttori); durante il Festival del Cinema di Roma del 2014, il regista Bernardo Bertolucci dichiarò di essere stato stregato dalle nuove serie tv:

«Sono anni che, costretto in casa, mi sono appassionato alle serie… Mi sono chiesto perché. Forse bisogna partire da lontano, quando mio padre mi raccontava le “fole”, le favole.

Quello è il primo caso di serialità, poi sono venuti i fumetti: dai miei 8, 9 anni, avevo questa grande passione, non contrastata in famiglia.

Quindi sono arrivate, con un grande salto, le serie televisive. Le serie che vedo sono più belle di quasi tutti i film hollywoodiani anzi, le aspetto con ansia, e non aspetto più i film, nemmeno quelli con cast stellari.

Trovo nella fiction quello che non vedo più al cinema.

I bei film di questo momento per me sono dentro le serie, hanno riconquistato i tempi che il cinema ha fatto a pezzettini, ingoiato e fatto sparire; i tempi della serialità sono quelli del cinema che amavamo»

Ma arriviamo a oggi. Il 2016 è stato indubbiamente l’anno di Netflix con un successo qualitativo (serie di grande valore come The Crown, The OA, Stranger Things,  solo per citarne alcune) e quantitativo senza precedenti (boom di abbonamenti che toccano i 7,05 milioni di nuovi utenti. ).

Amazon Prime è entrato in gioco e i canali tradizionali hanno prodotto serie di indubbia qualità; accanto agli americanissimi Game of Thrones e House of Cards, anche l’Italia ha dato segni di vita con la serie Gomorra che è riuscita a conquistare un pubblico internazionale.

Accanto a un’immensa creatività, c’è un sentimento dilagante che sta invadendo la tv: la nostalgia. Se al cinema viviamo gli anni dei reboot di grandi classici (con la tragica paura che le idee siano ormai esaurite), la televisione risponde con la tendenza verso i revival e/o sequel.

Cavalcare il sentimento nostalgico del pubblico ha un appeal ancora maggiore se si parla di serialità televisiva: siamo estremamente affezionati ai personaggi che abbiamo amato e odiato, che ci hanno fatto ridere e piangere per intere stagioni.

Certo, qualcuno, più razionalmente, potrebbe dire che è solo una questione di marketing e che c’è il rischio che si rovini il buon nome della serie (vedi Scrubs), ma per la maggioranza vince sempre la speranza e la gioia di rivedere e riscoprire dei personaggi che hanno accompagnato anni della loro vita.

Ha cominciato Una Mamma per Amica, revival su cui Netflix ha creduto fino in fondo, ma nel 2017 i grandi ritorni saranno più del previsto.

Qualche giorno fa, la NBC ha annunciato ufficialmente la produzione di dieci episodi che daranno forma al revival della serie Will & Grace; naturalmente tornerà il magico quartetto di attori protagonisti Eric McCormack, Debra Messing, Sean Hayes, e Megan Mullally. Max Mutchnick e David Kohan, creatori della seie, avranno il ruolo di showrunner e il regista storico della serie James Burrows dirigerà tutti i nuovi episodi.

Robert Greenblatt, dirigente della NBC, ha dichiarato:

“Siamo felici che una delle comedy più intelligenti, divertenti e importanti della storia della NBC stia per tornare. Questa serie affronta argomenti importanti come i diritti degli omosessuali in campo politico e sociale, inserendoli nei tanti riferimenti alla cultura pop, e ritornerà in tv, dove deve essere”

https://youtu.be/wDe934lJlqY

Dopo mesi di indiscrezioni, anche The CW ha annunciato un importante revival nelle prime settimane di gennaio. È ufficialmente in lavorazione una serie prequel di Streghe (in originale Charmed).

La serie sarà ambientata negli anni Settanta e dovrebbe raccontare le avventure di un nuovo potere del trio formato da tre streghe di nome Annie, Tina e Paige; ancora non sappiamo se ci sarà qualche collegamento con il trio originario interpretato da  Shannen Doherty, Alyssa Milano, Holly Marie Combs e Rose McGowan.

Chiudiamo su quello che, forse, è il ritorno televisivo più atteso dell’anno: dopo 26 anni, Twin Peaks tornerà con la sua terza stagione che sarà composta da 18 episodi e vedrà alla scrittura sempre il magico duo formato Mark Frost e David Lynch (quest’ultimo dirigerà anche tutti gli episodi).

Il 21 maggio è la fatidica data in cui sarà trasmessa la prima puntata della serie; in Italia, potremo vedere la serie in onda su Sky Atlantic HD in contemporanea con gli Stati Uniti.

La storia, ambientata 25 anni dopo l’omicidio di Laura Palmer, racconterà il ritorno dell’agente Cooper a Twin Peaks, e per questo si può considerare a tutti gli effetti un vero e proprio sequel della serie madre.

Il cast annunciato è immenso e vede molti ritorni del cast originale (MacLachlan, Sherilyn Fenn, Madchen Amick, Sheryl Lee e David Duchovny) e molte new entry tra cui Laura Dern, Monica Bellucci, Michael Cera e Trent Reznor. Sarà presente anche il regista David Lynch nel ruolo di Gordon Cole.

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