House of Mystery 7 – Concezione

Autori: Matthew Sturges, Jordan Meyer, Penelope Klein (testi), Werther Dell’Edera, Luca Rossi, Marley Zarcone, Enrique Breccia, David Lloyd, Gene Ha (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 12,95, 16,8 x 25,7, pp. 120, col.

Il settimo volume di House of Mystery, delizioso serial Vertigo di impronta fantasy, in linea con le atmosfere oniriche e sognanti di Sandman o Fables, costituisce un capitolo importante delle complesse e labirintiche vicissitudini della bella Fig Keele, ragazza che, per una serie di motivi misteriosi, giunge nella Casa del Mistero del burbero Caino, trasformatasi, per ragioni enigmatiche, in un bar.

Originariamente tale bar si trovava in una dimensione chiamata Spazio Interstiziale e Fig era peraltro vittima delle strane e, almeno per il momento, incomprensibili macchinazioni di una coppia denominata La Concezione. Finora, il comic-book è andato avanti dando spesso spazio ai numerosi e interessanti personaggi comprimari: Harry il Barista, per esempio, che peraltro ha avuto una storia d’amore con Fig; il languido e dandy Poeta; l’inclassificabile Algernon; il giovane Jordan, innamorato di Fig; la sexy Cress o l’aggressiva piratessa Anne.

E, a complicare una situazione già di per sé complicata, si sono messi i componenti della famiglia di Fig: il padre, che un tempo ha avuto grande successo con una serie di romanzi fantasy imperniati su una versione fiabesca della figlia; il terribile fratello Strawberry e il bisnonno Keele (che forse sa molte cose sulla Concezione e sulle sue finalità). Ovviamente, non mancano Caino e il farsesco Abele, noti a molti per le passate apparizioni su Swamp Thing e Sandman.

Originariamente, i fratelli erano i narratori dei mensili House of Mystery e House of Secrets, gloriosi comic-book horror della DC, più o meno assimilabili a quelli di Uncle Creepy. Si trattava di fumetti in cui i due narravano, mese dopo mese, storie del brivido auto-conclusive, con personaggi sempre diversi, e che furono illustrate da autentiche leggende del fumetto americano come Neal Adams, Alex Toth o Gil Kane, tra gli altri.

L’attuale House of Mystery, invece, è in parte differente: ogni numero, infatti, ha una doppia struttura narrativa. La prima si occupa delle vicende di Fig e compagnia, con la cadenza tipica dei comics seriali statunitensi; al suo interno, però, uno dei vari personaggi racconta una storia, disegnata da penciler diversi da quelli regolari, i nostrani Luca Rossi e Werther Dell’Edera.

Questo tp, che comprende i nn. 31-35 del comic-book originale, non fa eccezione e anticipo subito che la situazione di Fig si aggraverà ulteriormente; ma nemmeno stavolta sapremo qualcosa sulla Concezione, sebbene si intuisca che presto i nodi verranno al pettine e che le risposte saranno imprevedibili. Tuttavia, Matthew Sturges, scrittore della serie, ci rivela qualche dettaglio in più sull’infanzia e l’adolescenza della protagonista.

Anche il settimo volume di House of Mystery piacerà, credo, agli estimatori delle atmosfere fantasy e, nel complesso, il fumetto in questione costituisce una valida lettura di intrattenimento, realizzata con gusto e professionismo. Sturges scrive testi godibili ed efficaci, con un tocco di ironia e di humour. Luca Rossi e Werther Dell’Edera risultano abili e rendono giustizia alla sceneggiatura.

Per ciò che concerne i racconti ‘interni’, ci sono, pure in questo caso, varie atmosfere narrative, malgrado prevalga il fantasy. Tra i penciler coinvolti non posso non citare il grande Enrique Breccia, che illustra una deliziosa parodia dei gialli alla Agatha Christie, in un’ottica, appunto, fantasy; il magnifico David Lloyd di V for Vendetta che contribuisce da par suo con un suggestivo noir; e il bravissimo Gene Ha, con una storia decisamente spiazzante. Nel complesso, House of Mystery si conferma come un prodotto di qualità e varrebbe la pena prenderlo in considerazione.

Voto: 7 ½

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3 Commenti

  1. spiazzante la parte con ai disegni Gene Ha???
    è un pugno nello stomaco , un cacciavite nell’ orecchio è… dopo i fatti della Norvegia quasi una profezia.. ma forse non è che l’analisi lucida anche se generalizzante della psicologia del lettore represso che vuole che si realizzino nei fumetti quello che lui sogna di fare un giorno personalmente ma che non farà mai perchè codardo e debole…

  2. ..tra le altre cose il concetto mi richiamava alla mente delle citazioni notturne di Bukowski dopo parecchie birre in torride notti di estati che furono in riva al lago con l’odore misto di gasolio e pesce rancido quando ancora ci si gustava la vita con gli amici seduti su sdraio rubate agli avvoltoi di spiaggia invece che davanti a telefonini e social computer asettici e accecanti .. dicevo il riferimento non strettissimo ma lucidamente focalizzato sul concetto di uomo medio è espresso in una poesia intitolata “il genio delle masse” …

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