Madame Xanadu 4 – Vertigo Visions

Autori: Matt Wagner (testi), Marley Zarcone, Laureen McCubbin, Chrissie Zullo, Celia Calle, Marian Churchland, Amy Redder Hadley (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 16,95, 16,8 x 25,7, pp. 144, col.

Giunge al quarto e conclusivo volume Madame Xanadu, interessante serial Vertigo, scritto da Matt Wagner e prevalentemente disegnato dalla rivelazione Amy Reeder Hadley, che ha avuto il merito di ripescare un personaggio del filone magico-esoterico della DC, inventato nei seventies dal grande Michael Wm. Kaluta (e che comunque era già apparso anni fa nella splendida miniserie Books of Magic di Neil Gaiman e Dave McKean).

Pur essendo inserito nella divisione Vertigo, il comic-book ha spesso avuto collegamenti, per quanto labili, con il DC Universe propriamente detto. Nei tp precedenti, infatti, oltre alle ovvie citazioni di Sandman e alla presenza di un personaggio come lo Straniero Fantasma, abbiamo avuto modo di vedere le apparizioni di Martian Manhunter, per esempio, o accenni a Lanterna Verde.

Le vicende di Madame Xanadu iniziavano ai tempi di Camelot, dal momento che la bella veggente è in realtà Nimue, mitica ninfa amata da Merlino; e, nel corso degli episodi, Wagner faceva vivere alla singolare eroina avventure ambientate in luoghi e contesti storici differenti, fino a giungere ai tardi anni cinquanta, primi sessanta, praticamente all’alba dell’era eroica che vedrà nascere, nella storiografia fittizia della DC, i primi, leggendari supereroi (e a ciò si allude pure nell’ultimo episodio di questo volume).

Madame Xanadu si è comunque trasferita a New York, nel Greenwich Village, per l’esattezza; e svolge la sua attività di sensitiva, non esimendosi di affrontare, quando occorre, minacce occulte pronte ad insidiare il genere umano. In questo tp, che comprende i nn. 24-29 del mensile originale, Wagner delinea una story-line intitolata ‘Extra-Sensory’, in cui l’elemento tematico più importante è, appunto, quello delle percezioni extrasensoriali.

Episodio dopo episodio, persone diverse, per background e status sociale, sono costrette a confrontarsi con poteri di sensitività che di colpo si attivano, creando loro non pochi problemi. Tuttavia, le trame sono il pretesto che Wagner usa per analizzare e affrontare argomenti non di poco conto, come il razzismo, dominante nel primo capitolo, imperniato su una ragazzina di colore che, negli anni cinquanta del maccartismo, ha a che fare non solo con le sue capacità psichiche che non riesce a controllare ma anche con le discriminazioni.

Wagner non evita, inoltre, di esaminare l’aridità e il materialismo di coloro che potrebbero essere definiti ‘integrati’ e che magari, tramite la pubblicità, cercano di influenzare l’immaginario collettivo, in un episodio che è una gustosa parodia del serial televisivo ‘Mad Men’ e in questo caso l’autore analizza l’ipocrisia e le devianze nascoste della cosiddetta gente perbene.

Non mancano, comunque, storie più in linea con la tradizione Vertigo, come quella, splendida, dedicata a un bambino fantasma che Madame Xanadu tirerà fuori dai guai. E Wagner si occupa pure dei sixties della rivoluzione psichedelica, con due storie, in particolare. Nella prima, ci sono influssi dell’ underground dell’epoca, con omaggi a Andy Warhol, alla sua modella Ultra Violet e a tutta la Factory; a Jim Morrison e ai Doors; e persino a uno scrittore discusso e trasgressivo come Truman Capote. Nella seconda, invece, l’influenza della psichedelia e delle teorie acide dell’LSD propagandato da Timothy Leary sono palesi.

L’ultimo numero funge da riepilogo, in un certo qual modo, ma costituisce, probabilmente, l’eventuale punto di partenza di un nuovo corso esistenziale, nonché editoriale, di Madame Xanadu. I testi di Wagner sono validi e, sia dal punto di vista narrativo, sia da quello grafico, si può affermare che questa run è la migliore del serial. Senz’altro la più varia, considerando che ogni episodio è illustrato da penciler differenti. Amy Reeder Hadley fa uno splendido lavoro; ma non sono da trascurare, tra gli altri, la pittorica Chrissie Zullo e Laureen McCubbin. In poche parole, Madame Xanadu è stato un buon prodotto e, forse, se ne sentirà la mancanza.

Voto: 8 ½

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