Annunciata in video a fine ottobre 2016 e presentata ufficialmente il 13 gennaio scorso, Nintendo Switch non si può dire sia passata inosservata. Fin da subito la console è stata in grado di suscitare parecchio clamore sia tra la più importante critica che nel pubblico più vasto, spaziando da reazioni entusiastiche a profonde delusioni. Eccovi dunque in breve come la casa di Kyoto punterà a convincere i giocatori di questa generazione dal prossimo 3 marzo.

La principale caratteristica della macchina è sicuramente la sua natura ibrida fissa/portatile, che permetterà di giocarci in ben tre modalità diverse:

  • in modo classico alla tv, inserendola nel dock;
  • su un tavolo sorretta posteriormente da uno stick, sfilando i controller Joycon;
  • tenendola in mano con i controller inseriti negli appositi vani laterali;

Come avrete notato i componenti più rilevanti sono i due controller Joycon, dotati di accelerometro e sensore di movimento, oltre che di un preciso sistema di vibrazione molto preciso e realistico e un rilevatore di distanza capace di riconoscere diverse forme. Scontato sottolineare come Nintendo punti fortemente sulle particolari caratteristiche di questi due apparecchi, ricordandoci molto quanto fatto con il wiimote di Wii, da dove è iniziato il suo vero successo.

Quindi la console è effettivamente in grado di far funzionare a dettagli massimi i suoi giochi, quando attaccata al suo dock (solitamente a risoluzioni tra i 900 e i 1080p) e a risoluzione ridotta di 720p in modalità portatile, garantendo una durata della batteria che varia a seconda dell’utilizzo tra le 2,5 e le 6 0re.

Come da copione Nintendo anche questa volta punta forte sui titoli esclusivi o sviluppati e curati in prima persona, vale a dire i cosiddetti “first party”. La line-up di lancio di Switch presenta un attesissimo titolo di enorme spessore come The Legend of Zelda: Breath of the Wild e un più scanzonato e divertente 1-2-Switch, gioco a quanto pare perfetto per essere giocato in compagnia.

A questi due si vanno ad aggiungere Skylanders Imaginators, Just Dance 2017 e il ritorno di un vecchio ma molto amato classico con Super Bomberman R.

Lungo tutto il 2017 molti altri titoli esordiranno sulla nuova console, dei quali vale la pena menzionare Super Mario Odyssey, Splatoon 2 e Xenoblade Chronicles 2. Oltre a questi giochi di punta al momento ne sono in sviluppo altri 80, a questo indirizzo potete vedere tutti quelli annunciati e la rispettiva finestra di lancio.

Un annuncio sicuramente molto apprezzato è stato la conferma dell’assenza di blocchi regionali per Switch, sarà infatti possibile importare e giocare qualunque gioco esclusivo temporalmente di determinate zone senza alcun problema.

Passiamo ora alle note più dolenti della console e alle piccole delusioni che avranno fatto storcere il naso a più di un possibile acquirente.

Probabilmente molti si aspettavano che Nintendo, dovendo rimediare al semi-disastroso ciclo vitale di Wii U, surclassata tecnicamente da PlayStation 4 e Xbox One e abbandonata dalle terze parti, avrebbe presentato non solamente qualcosa di innovativo, come ci ha abituato da sempre, ma finalmente una macchina in grado di tenere testa all’attuale generazione.

Così sfortunatamente non è stato, seppur mostrando di poter fare nettamente meglio di Wii U, Switch ha fatto presagire fin da subito che il proprio obiettivo non è quello di competere graficamente con le concorrenti dirette, fattore sicuramente dovuto alla propria natura sia fissa che portatile. Infatti nessuna specifica dell’hardware è stata confermata ufficialmente da Nintendo.

Uno sguardo alle vendite di Nintendo 64, GameCube e Wii.

Un ulteriore dubbio che persiste in noi riguarda il supporto delle terze parti, che nei primissimi anni della console pare non mancherà, essendosi garantiti quello di Bethesda per l’edizione aggiornata di The Elder Scrolls V: Skyrim e di EA per i suoi principali titoli sportivi, che continua a sembrarci un po’ poco.

Dei problemi seri si verificherebbero se la console non vendesse abbastanza per attirare nuove terze parti e mantenere le attuali, venendo nuovamente abbandonata come Wii U.

D’altra parte Switch avrà a propria disposizione la maggior parte dei team di sviluppo che hanno sfornato i titoli di maggior successo per 3DS, console portatile che ha avuto una vita di gran lunga migliore rispetto alla “sorella maggiore”.

Il prezzo di 300 dollari per il mercato americano e di 330 euro per il nostro ha suscitato un po’ di disappunto considerate le prestazioni sicuramente non da urlo che Switch offrirà, tuttavia stiamo sempre parlando del prezzo di una console al lancio.

Ancora meno consensi sono stati raccolto dalla rapida introduzione del servizio online che Nintendo offrirà gratuitamente nei primi mesi e a pagamento verso il prossimo autunno, permettendo di avere accesso a un gioco diverso ogni mese, solamente in prestito.

Quest’ultima sarà probabilmente la scelta alla quale molti giocatori saranno messi davanti: è meglio dedicare i propri risparmi ai giochi delle attuali console nel caso se ne possedesse già una, oppure dare subito a Nintendo Switch un’importante chance?

Una vera e definitiva risposta al quesito, nel caso ci sia, la darà solo il tempo, anche se per quanto visto finora possiamo affermare con certezza che Switch è la console perfetta per i fan di sempre della grande N, in quanto i suoi classici hanno già avuto modo di manifestarsi e confermarsi alla ampiamente. Il grande punto interrogativo persiste ancora sulla costanza e la quantità di titoli “third party” riusciranno a sbarcare sulla console, se anche questi ultimi riusciranno ad accompagnarla, allora la strada di Nintendo potrebbe essere meno in salita del previsto.

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