Un altro evento evitabile si allega al capolavoro di DEATH NOTE.

Come sappiamo, nel manga del duo Ohba e Obata, DEATH NOTE, un ragazzo trova un quaderno per terra ed una volta toccato, è a pochi passi da essere considerato un Dio. Infatti comincia ad acquisire poteri grazie ai quali, una volta scritto il nome di una persona, quest’ultima muore definitivamente. Un potere che permette all’utilizzatore di essere il giustiziere per eccellenza, colui che ha le redini della vita e della fine di essa.

Nel nostro mondo non esiste un potere tale, ma c’è gente che cerca di sfruttarlo essenzialmente come un meccanismo psicologico per assoggettare o minacciare qualcuno.

Ed è proprio ciò che sembra essere accaduto alla fine del 2016 a Fukushima, in Giappone. Un professore sulla trentina avrebbe minacciato i suoi studenti sfilando il suo tablet e mostrato loro un’immagine relativa al noto quaderno della morte. A primo impatto sembrerebbe una sciocchezza mostrare a dei giapponesi un’immagine simbolo di un’opera manga che magari, è anche il loro preferito, ma il professore dopo aver mostrato l’immagine, avrebbe riportato le seguenti minacciose parole: “scriverò il vostro nome su un Death Note!”.

Secondo animenewsnetwork, il professore avrebbe riferito queste parole ad un totale di quattro studenti come mezzo di “avvertimento”, e si sarebbe verificato dalla fine di novembre agli inizi di dicembre scorso.

Ovviamente, non appena l’istituto ha saputo quanto accaduto, in concomitanza con la fine dell’anno, ha immediatamente convocato un consiglio, rimproverato per bene il “nuovo” Light Yagami, e in seguito ha chiesto scusa ai famigliari dei ragazzi minacciati.

Lo stesso preside dell’istituto ha dichiarato che i ragazzi non si sentono a proprio agio quando sentono queste parole. “Come metodo di avvertimento, è inappropriato”, conclude.

Ci sono già stati precedenti inerenti alle vicende di DEATH NOTE che superano la linea della finzione e sfociano nella realtà. Situazioni poco spiacevoli si vengono a creare e, nonostante sia appunto un’idea completamente priva di realtà, perpetrata da un oggetto che non può esistere nel nostro mondo, eventi del genere fanno inesorabilmente crollare la bellezza, l’arte e l’esclusività del manga giapponese che ora potrà nuovamente essere oggetto di critiche da parte di chi lo considera come un mezzo diseducativo.

Vi segnaliamo una notizia più o meno correlata. L’ex editor de “l’Attacco dei Giganti” è stato arrestato per l’omicidio della moglie.

Fonte: animenewsnetwork.com

 

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