In questa commedia dal regista di I Love You, Man e Alla Fine Arriva Polly, Bryan Craston interpreta un padre protettivo di Detroit che per le vacanze natalizie va in California per far visita alla figlia e il suo fidanzato, un ricchissimo ma grezzo sviluppatore di videogiochi, interpretato da James Franco.

John Hamburg mette le cose in chiaro fin dalla prima scena di Proprio Lui? Stephanie (Zoey Deutch) è videochiamata col suo ragazzo, Laird (James Franco). In pochi secondi l’argomento della conversazione si sposta sul dirty, con Laird che vuole far vedere alla sua ragazza quanto sia eccitato e la bella Stephanie che lo rassicura: “Vedrò le tue palle quasi-nere non appena arriverai a casa mia!”.

Come se non bastasse, daremo comunque una sbirciatina ai peli pubici di James Franco, prima che la chiamata si interrompa (grazie a Dio!) e si dia il via a 111 minuti di volgarità, gag slapstick, battute a sfondo sessuale, assurdità a gogo, alcune divertenti, il più delle volte grossolane.

Proprio lui? è sull’incontro fra un padre amorevole – ma ossessionato dal controllo – e il primo fidanzato serio di sua figlia – serio nel senso di relazione seria, perché Laird di serio non ha proprio nulla. La trama non è particolarmente originale – Vincent Minelli ha girato Il Padre della Sposa nel 1950, da cui è stato tratto il remake con Steve Martin nel ’91, e anche lo stesso Hamburg era stato lo sceneggiatore di un film dalla trama quasi identica, Ti Presento i Miei – ma è apprezzabile lo sforzo di voler riflettere sulle differenze generazionali che intercorrono tra genitori e figli (oggi più che mai, con lo scontro tra analogico e digitale).

Uno sforzo però minimo, dato che Hamburg sembra molto più interessato a raccontare il duello di forza fra i due protagonisti maschili, e non riesce a trovare (se mai l’ha cercato) lo spazio per sviluppare gli interessanti sotto-testi sociali proposti dal soggetto.

Franco e Craston sempre ottimi, con il primo che nei personaggi metrosexual e spinti riesce sempre a trovare un modo per riflettere il suo vero io, e con il secondo che sa perfettamente come far manifestare la rabbia repressa dietro la maschera del Padre di Famiglia Perfettino (Vince Gilligan ne sa qualcosa).

La regia di Hamburg è funzionale a nascondere le pecche della trama (prima fra tutte: non c’è una trama, ma solo personaggi che fanno cose) e si concentra quasi esclusivamente sulle tantissime gag. Il miglior spunto del film è sicuramente il personaggio di Keegan-Michael Key, uno strano domestico/guardia del corpo dalla sessualità ambigua e lo strano accento di nome Gustav, perno intorno al quale ruotano le situazioni più divertenti del film. 

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