Lanterna Verde di Alan Moore, Neil Gaiman e Larry Niven

Autori: Alan Moore, Neil Gaiman, Larry Niven (testi), Mike Allred, Terry Austin, Mark Buckingham, John Totleben, Matt Wagner, Eric Shanower, Arthur Adams, Jim Aparo, Kevin Nowlan Jason Little, John Byrne, Dave Gibbons, Kevin O’Neill, Bill Willingham (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 14,95, 16,8 x 5,7, pp. 144, col.

La Lanterna Verde Hal Jordan, oltre ad essere uno dei personaggi cardine della Dc Comics e, in generale, dei comics americani, è anche, al pari di Batman, un character fortunato, considerato l’indubbio valore degli autori che si sono alternati nella narrazione delle sue avventure nel corso dei decenni. E anche l’attuale serial Green Lantern, scritto dall’abile Geoff Johns, lo sceneggiatore che, insieme a Grant Morrison, è forse il più rilevante dell’etichetta statunitense, è una lettura di qualità.

E la qualità è presente pure in questo tp che include storie imperniate su Hal Jordan, realizzate in diversi periodi editoriali, e basta leggere i nomi degli scrittori coinvolti per intuire che il prodotto è superiore alla media: Neil Gaiman, Alan Moore e Larry Niven.

Il volume si apre con Green Lantern/Superman: Legend of The Green Flame e, come è facile intuire, presenta un piacevole team-up tra Lanterna Verde e Superman. Scritto dal Neil Gaiman di Sandman, questo one-shot ebbe una gestazione singolare: originariamente, infatti, la storia doveva costituire il piatto forte dell’ultimo numero di Action Comics Weekly, comic-book settimanale che presentava storie a puntate di vari eroi DC. Tuttavia, fu messa da parte per ragioni editoriali e solo anni dopo, quando Neil era ormai un nome più che affermato nel mondo dei comics, la DC pensò di proporla, con alcune modifiche.

Si può affermare che lo stile lirico, riflessivo, a tratti poetico, di Gaiman, perfetto per le atmosfere fantasy, si rivela altresì perfetto per una vicenda di supereroi, benché Neil si diverta a inserire Lanterna Verde e Superman in situazioni oniriche che possono far pensare, facendo le debite proporzioni, a quelle tipiche delle avventure di Morfeo (specie nella struggente sequenza di Superman all’inferno, in lacrime poiché sente il peso della sofferenza delle anime perdute). Gaiman racconta una storia intrigante, con apparizioni di personaggi come Selina Kyle, lo Straniero Fantasma (che giocherà un ruolo importante) e Deadman, e riferimenti impliciti alla leggendaria run che Alan Moore realizzò per Swamp Thing. Inoltre, Gaiman dimostra notevole abilità nell’analisi psicologica dei due eroi, con le reciproche differenze e peculiarità, nonché nella descrizione del profondo legame di amicizia che li lega.

La parte grafica è stupenda e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che ogni capitolo è illustrato da un penciler di tutto rispetto. I nomi vanno da Mike Allred a Mark Buckingham, dall’ombroso John Totleben a Matt Wagner e a tantissimi altri. Di conseguenza, lo special è da non perdere non solo dal punto di vista testuale ma anche da quello visivo.

Si passa poi alla seconda storia, Ganthet’s Tale, che costituisce un esperimento interessante, poiché lo sceneggiatore è Larry Niven, uno dei più amati romanzieri fantascientifici americani, conosciuto soprattutto per il ciclo di Ringworld. In una delle sue rare sortite fumettistiche, Niven scrive un’avventura dichiaratamente sci-fi, dai toni classici, non mancando, però, di collegarsi alle origini del DC Universe e, in particolare, alla controversa figura dello scienziato Krona che, secondo molti autori, diede, suo malgrado, vita al multiverso. Niven parte da tale elemento e delinea una vicenda in cui l’afflato cosmico della trama va di pari passo con una profonda riflessione sull’umanità, sui sentimenti e, in special modo, sui rapporti tra i sessi.

Il penciler di Ganthet’s Tale è John Byrne, notorio fan della fantascienza, che si sbizzarrisce disegnando gli immensi spazi siderali, gli interni delle astronavi e ambientazioni che si rifanno in parte al fantasy (uno dei personaggi coinvolti è una specie di Percival e infatti si chiama proprio così). Byrne sa caratterizzare Hal Jordan, i Guardiani di Oa, a cominciare da uno di essi e, cioè, il Ganthet del titolo, e altri personaggi, usando uno stile dagli esiti espressivi analoghi a quelli da lui presentati nel suo Next Men.

Il tp si conclude con tre brevi storie dedicate al Corpo delle Lanterne Verdi. L’autore è il Bardo di Northampton, Alan Moore, e per molti potrebbe bastare. Il primo episodio, illustrato dal Dave Gibbons di Watchmen, introduce il pazzesco e inquietante Mogo; il secondo, disegnato da Kevin O’ Neill e imperniato su Abin Sur, al suo uscire suscitò polemiche per la rappresentazione di un mostruoso e ributtante alieno crocefisso; e l’ultimo, che si fregia delle matite del Bill Willingham di Fables, con protagonista Katma Tui, è importante poiché funge, con il senno di poi, da premessa a Blackest Night. Pur trattandosi di produzioni, tutto sommato, minori, restano comunque godibili e i testi di Alan sono chiaramente mutuati dalla new wave fantascientica dei sixties.

Insomma, Lanterna Verde di Alan Moore, Neil Gaiman e Larry Niven merita la lettura (malgrado qualche refuso) e piacerà indubbiamente agli estimatori di Green Lantern, del Magus, del magico Neil, del maestro della sci-fi americana e del buon fumetto. Da non perdere.

Voto: 8

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