Mettiamo a confronto i dati di vendita.

Se chiedeste ad un fan DC Comics una costante della casa editrice 9 volte su 10 la risposta sarebbe la stessa: rilancio, reboot, cambiamento, azzeramento.

L’ultimo rilancio in ordine di tempo è stato il Rebirth che ha trovato sin da subito il favore della critica rispetto ai più “chiassosi” New 52 ma l’ultimo rilancio sta davvero funzionando meglio rispetto al reboot del 2011?

Se comparassimo i dati di vendita faremmo una curiosa scoperta:

Alcuni titoli targati Rebirth vendono in media il 3% in meno dei corrispettivi targati New 52. Attenzione però bisogna tenere presente diversi fattori come ad esempio i diversi team creativi: Batman New 52 era scritto da Scott Snyder si dovrebbe quindi confrontare con All Star Batman e non con la testata che oggi è in mano a Tom King, scrittore in ascesa ma relativamente sconosciuto.

Altro fattore importante è il momento in cui le due operazioni hanno preso piede. Il Rebirth è stato un rilancio autunnale, ovvero le serie sono entrate nel vivo nel periodo autunnale, mentre i New 52 godettero dell’esposizione estiva periodo che negli USA si traduce quasi sempre con vendite più alte.

La DC quindi deve rivedere la sua strategia? Assolutamente no!

La spiegazione è semplicissima: la DC ha ridotto le sue uscite complessive ma reso quindicinali quei titoli che vendevano di più il che si è tradotto con un aumento del 24% circa del fatturato e del 21% circa dei fumetti venduti complessivamente. In definitiva i secondi albi del mese di titoli come Batman o Wonder Woman vendono meglio dei titoli di seconda e terza fascia dell’era New 52.

Infine non bisogna assolutamente sottovalutare come un ritorno a quegli elementi classici e caratteristici per alcuni personaggi, vedasi Green Arrow o lo stesso Superman, sta fornendo alla DC un terreno più solido più pianificare e tarare la sua proposta editoriale mese dopo mese.

fonte: ic2v

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