JPOP è lieta di presentarvi La Quinta Camera, l’opera che ha segnato il debutto in Giappone di Ono Natsume.

Autrice dal tratto unico e inconfondibile, apprezzata da pubblico e critica, sia in Giappone che all’estero, ha una spiccata passione per gli orsi e i dandy con gli occhiali. Il suo sito si chiama infatti settantanove orsi e molti suoi personaggi sono uomini maturi con gli occhiali. Attraverso il suo blog trapela una certa passione per alcuni politici italiani: nel 2001 ha infatti vissuto per quasi un anno in Italia, paese in cui sono ambientate alcune tra le sue opere più note e rappresentative (La quinta camera, Ristorante Paradiso, Gente).

Autrice di punta della rivista di Shogakukan Ikki, fucina di autori “alternativi” poco adatti alle pagine delle riviste mainstream, negli ultimi anni si è dedicata ad opere di ambientazione Edo, come Saraiya Goyo, che ha visto anche una trasposizione animata trasmessa nel contenitore cult notturno Noitamina.

Di recente è stata protagonista di un tour che l’ha portata a Toronto e a New York per promuovere i suoi titoli oltreoceano, concedendo autografi e piccoli schizzi.

Quelle di Natsume Ono sono storie di vita di tutti i giorni, narrazioni del nulla quotidiano che trovano espressione nel minimalismo del tratto. Poche linee, retini semplici e sfondi basici mettono in luce la straordinaria espressività dei volti e l’importanza del dettaglio e del piccolo gesto come veicolo di emozioni, in un sapiente gioco di chiaroscuri e ombre. Nonostante l’ambientazione “esotica”, c’è molta giapponesità nelle opere di Natsume Ono, improntate a un’essenzialità narrativa e a una pacatezza dei toni, che sembrano richiamare quella lunga tradizione giapponese che trova nella settima arte di Ozu la sua massima espressione.

La quinta camera

Opera prima di Natsume Ono, vede la luce nel 2003 come web comic.

Quattro uomini in un appartamento in condivisione e una stanza affittata di volta in volta a studenti danesi, americani, giapponesi… Piccoli drammi quotidiani raccontati attraverso una narrazione slice of life della banalità della vita di tutti i giorni. Una visione forse un po’ romantica e spensierata, che però cattura molte sfaccettature reali del nostro Belpaese.

Asuka Ozumi

JPOP STAFF

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