Hayao Miyazaki of Japan, director of the animated film "Ponyo," poses at a special screening of the film in Los Angeles, Monday, July 27, 2009. (AP Photo/Chris Pizzello)
L’autore ha senz’altro compreso più degli altri come la tecnologia artificiale stia assorbendo il ruolo dell’umanità.

Dopo aver dichiarato il suo disgusto verso l’iPad, il maestro senza peli sulla lingua, ha lanciato parole al veleno anche per la tecnologia dell’intelligenza artificiale utilizzata per creare le animazioni, definendole: “un insulto alla vita stessa”. Per l’autore, chi ha creato tali animazioni non ha mai sperimentato il concetto del dolore o di qualcosa vicino a questo sentimento. Pertanto, l’autore, dall’alto della sua esperienza e del suo lavoro creato con la fantasia manuale, ha anche specificato che a lungo andare, l’affidamento al colosso tecnologico sarà la chiava per la fine dei tempi.

Miyazaki è arrivato a questa conclusione dopo aver presenziato, insieme ad un ex produttore dello Studio Ghibli, ad una presentazione offerta dal team CGI presso Dwango Artificial Intelligence Laboratory. Il team era composto dal Presidente di Dwango Nobuo Kawakami, da un produttore tirocinante presso Studio Ghibli, e da un consigliere d’amministrazione dello Studio Khara Hideaki Anno.

La presentazione che potete visionare in calce all’articolo, mostrava un esperimento di animazione realizzato con la tecnologia dell’intelligenza artificiale. Qual è stato il risultato? Un “individuo” molto inquietante che si muove utilizzando la testa come fosse le sue gambe. Un prodotto accostabile definitivamente ad un videogioco horror. Questo risultato non è assolutamente piaciuto a Miyazaki e ne è rimasto completamente disgustato.

Le parole di ammonimento del maestro non sono state fini a sé stesse, non ha voluto solo giudicare in maniera banale un risultato oggettivamente grottesco e poco appetibile agli occhi. Le parole avevano un fondamento umano, infatti ha dichiarato che ha un amico con problemi di disabilità e riuscire a “dare un cinque”, gli provoca difficoltà e per questo, quando nota quell’animazione, inevitabilmente ritiene l’intelligenza artificiale un insulto alla vita. In definitiva, l’autore non ricorrerà mai a questa tecnologia per i suoi progetti.

Le parole espresse sono molto toccanti e fanno riflettere. Tuttavia, l’autore non ritiene che il lavoro manuale sia migliore della tecnologia grafica digitale. Semplicemente, pensa che i nuovi produttori di animazione siano poco talentuosi.

Fonte: animenewsnetwork.com

 

 

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