7 – Gunkanjima o Isola di Hashima (Prefettura di Nagasaki)

Se con le fabbriche di Kawasaki sembrava di essere immersi in un videogioco dai toni futuristici e iper tecnologici, con la famosissima Isola di Hashima si entra in quella che potrebbe essere considerato un’ottima ambientazione per un film post apocalittico.

Hashima è un’isola abbandonata relativamente piccola che misura circa sedici acri, e una volta costituiva un’importantissima risorsa economica, in quanto ricca di miniere di carbone in cui i giapponesi iniziarono a lavorare nel 1887, quando il boom economico ebbe il suo picco.

Tuttavia, nei primi Anni Sessanta, il petrolio ha rapidamente sostituito l’uso del carbone, e di conseguenza molte miniere chiusero, tra cui anche l’Isola di Hashima: una vera e propria miniera galleggiante.

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La popolazione dell’isola, costituita prevalentemente dagli operai e dalle loro famiglie, ovviamente abbandonarono Hashima in cerca di altro lavoro. Nel 1974 l’isola fu dichiarata ufficialmente inabitata, ma non del tutto dimenticata.

Hashima rimane infatti uno dei simboli del boom economico del Giappone, forse troppo rapido e improvviso.

Ora l’isola è aperta al pubblico, ed è anche molto utilizzata come scenografia per girare documentari, film e quant’altro.

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Dal 2013, inoltre, è addirittura possibile visitarla tramite un tour virtuale, grazie alle riprese a tuttotondo di Street View che immergono completamente nelle strade e nelle macerie che ancora oggi ricoprono l’isola.

Un panorama certamente da brivido, ma ottimo per divertirsi a scattare foto altrettanto inquietanti.

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