Loveless N. 1

Autore: Yun Kouga (testi e disegni)
Casa Editrice: J-Pop
Provenienza: Giappone
Prezzo: 5,90 €

Recensione


In un mondo parallelo che é il nostro senza esserlo dove le persone nascono con la coda e le orecchie come quelle dei gatti per poi perderle con la maturitá e/o la perdita della verginità (quindi si possono incontrare immaturi e maldestri maestri di scuola ancora con le lunghe orecchie feline…), il dodicenne Ritsuka Aoyagi, alunno problematico della sesta elementare che non ha ricordi dei suoi primi dieci anni d’etá, viene trasferito in un nuovo istituto dopo la morte violenta dell’amato fratello maggiore Seimei.

Seimei, prima di morire, aveva lasciato delle tracce che potevano identificare i suoi assassini negli appartenenti la misteriosa organizzazione chiamata La Settima Luna e Ritsuka decide di investigare giurando vendetta.
Intanto, fa conoscenza con un ventenne studente universitario di pittura giapponese, Soubi Agatsoma, che (sbucato dal nulla) dimostra una tanto particolare quanto curiosamente morbosa predilizione nei confronti di Ritsuka, ripetendogli continuamente di amarlo.

Il vero motivo di tale comportamento è che Soubi era il compagno di Seimei, che prima di morire gli ordinò di “appartenere” al fratello e fargli scoprire il suo “vero nome”: le coppie di combattenti del mondo di Loveless, infatti, sono legate indissolubilmente tra loro con una sorte di nome di battaglia (Beloved tra Soubi e Seimei, Loveless tra quest’ultimo e il giovane Ritsuka) e devono affrontare dei duelli dividendosi tra Sacrificio e Combattente, ovvero colui che subisce i danni subiti e colui che sferra gli attacchi, in un sistema di combattimenti all’ultimo sangue molto simile a quello a turni dei gdr, dove gli attacchi vengono dichiarati “dominando le parole e tramutandole in incantesimi”.
Ritsuka, sempre più sconvolto dai numerosi avvenimenti che gli stanno rivoluzionando la vita e combattuto tra la perplessità dei comportamenti di Soubi (che lo innervosisce dichiarandogli continuamente il suo amore) e la strana attrazione che prova comunque nei confronti dell’amico del fratello, riesce a trovare la forza spinto soltanto dalla volontà di scoprire chi ha ucciso suo fratello.

A scuola, almeno, cerca di trovare un po’ di tranquillità e decide di stringere amicizia con la compagna Yuiko, stranissima ragazzina tanto procace quanto scema che parla di se in terza persona e sembra essere completamente conquistata (e soggiogata) da Ritsuka.

Shōnen’ai abbastanza atipico, vista la sua forte componente action riservata ai combattimenti tra coppie di Sacrificio e Combattente, e molto atteso dagli appassionati italiani (apparve per la prima volta sul mensile GFantasy addirittura nel 2002, anche se attualmente, ancora in corso, viene pubblicato dal mensile Comic Zero Sum della Ichijinsha), Loveless è il fumetto più noto della mangaka Yun Kouga.
La storia riesce ad intrigare da subito mantenendo un ottimo livello qualitativo (almeno per quanto riguarda questo primo volume, come sempre ottimamente presentato, proposto dalla J-Pop), soprattutto per lo sforzo di originalità da parte dell’autrice nell’affrontare alcune tematiche e nella capacità di mantenere un forte equilibrio tra elementi shōnen’ai, combattimenti e siparietti (più o meno simpatici) durante le scene scolastiche, dove a volte la simpatica Yuiko riesce a dominare la scena con discreta comicità.

Ritsuka rimane un personaggio assolutamente convincente e per ora sufficientemente misterioso, con tutte le sue contraddizioni e insicurezze di dodicenne, mentre il personaggio di Soubi riesce nell’intento di essere “spalla” con personalitá.
L’utilizzo che poi l’autrice fa del kemono é particolarmente interessante: un mondo dove tutti hanno le orecchie e le code come i gatti per poi perderle con la maturitá (anche sessuale) riesce ad essere spunto per diverse interessanti situazioni, non ultima quella giustappunto del rapporto tra i due protagonisti, attratti l’un l’altro nonostante la grande differenza d’età e, soprattutto, le orecchie o meno.
A tal proposito, poi, affascina ancor di piú la figura del personaggip di Ritsuka, cosí sorprendentemente consapevole per la sua giovanissima etá ma, evidentemente, solo in apparenza considerando i due simpatici padiglioni auricolari modello Aristogatti ad incorniciargli la nuca.

Nonostante il discreto ritmo narrativo e la capacitá di intrigare il lettore, Loveless rimane peró un manga con un vago sentore di incompiuto.
Un qualcosa che non gli permette di spiccare davvero il volo, o almeno per il momento (i disegni, detto en passant, sono poi decisamente nella media).

É per questo motivo che é assolutamente auspicabile seguire tutta la serie, soprattutto per chi, come il sottoscritto, non ha ancora avuto la possibiltá di apprezzare i dodici episodi dell’anime tratto dal manga.
Il voto perció va interpretato anche e soprattutto in quest’ottica e quindi potrebbe essere soggetto ad imprevedibili variazioni, sia in positivo che in negativo.


Voto: 6 e 1/2

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