In queste ultime settimane, i giocatori di Pokémon Go sono stati additati in diversi modi: sono stati definiti dei “perdi tempo”; dei lobotomizzate da smartphone; o dei bambini mai cresciuti. Eppure, il 31 luglio scorso alcuni di loro hanno realizzato qualcosa di seriamente straordinario, per dire “basta al bullismo”!

Il quindicenne Ty Swartout è un ragazzo affetto da autismo come tanti altri. E come molti ragazzi della sua età, ama passare il tempo giocando al videogame del momento, Pokémon GO.

Ed è proprio ciò che stava facendo con la madre, poco prima che due ragazzi iniziassero a gettargli addosso della salsa barbecue, prendendo in giro le capacità comunicative del ragazzo.

Un’azione orribile, che di lì a poco, però, si sarebbe trasformata in qualcosa di fantastico. Dopo quanto successo, la sorella di Ty ha condiviso un post su una pagina Facebook dedicata al gioco della Niantic. Questo è quanto ha scritto:

Mia madre ha fatto qualsiasi cosa potesse fare per proteggerlo, usando anche il suo corpo come scudo. È tornata a casa quasi in lacrime, con la salsa barbecue nei capelli.

Nessuna madre dovrebbe trovarsi nelle condizioni di proteggere suo figlio in quel modo. Lui aveva il diritto di giocare al gioco come qualsiasi altra persona. Mia madre è stata umiliata, e per cosa?

Il post ha ottenuto talmente tanta risonanza tra i giocatori locali, che il 31 luglio decine di fan del videogame si sono riuniti al Temple Beach Park per giocare a Pokémon GO insieme a Ty.

Sono così grata. Sono grata perché se non fosse accaduto questo, noi saremmo ancora nascosti nella nostra casa, come tante altre famiglie che sono nella nostra condizione fanno. Non so come ringraziare tutti abbastanza.

Ha rivelato la madre del ragazzo alle telecamere della ABC15.

Questa storia ha avuto un lieto fine, ma, purtroppo, molto spesso il lieto fine non c’è.
Quello che non riusciamo a capire, è come si possa essere così tanto cattivi. Forse, sarebbe il caso che la società iniziasse ad occuparsi seriamente del problema “bullismo“, invece di giudicare dei ragazzi, cui unica colpa è quella di giocare a Pokémon GO.

Fonte: Comicbook.com

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