Dopo “Fun”, Paolo Bacilieri continua la “ricerca” sul cruciverba con il suo fumetto “more Fun”, dove l’autore crea quasi un meta-fumetto incastrandoci una storia noir all’interno del suo studio sull’enigmistica.

Siamo in piena estate già da un po’ e tra mare e caldo afoso il cruciverba, o meglio la famosa Settimana Enigmistica, è tra i passatempi che più si adattano al ristoro sotto l’ombrellone. Ma vi siete mai chiesti come sia nato questo periodico ludico? E come sia riuscito a diventare così famoso nel nostro paese, tanto da meritarsi quasi l’appellativo di fenomeno culturale di massa?

Il fumettista Paolo Bacilieri cerca di fornire delle risposte a questi interrogativi grazie al suo ultimo lavoro dal titolo more Fun. In realtà si tratta di una sorta di continuum del suo precedente fumetto “Fun” – entrambi editi in Italia per la Coconino Press – dove l’autore compie una sorta di ricerca sulla nascita del cruciverba, intervallando il tutto con spezzoni di vita quotidiana che all’apparenza risultano slegati dallo studio svolto dall’autore.

Ma more Fun è molto di più di una semplice indagine che Bacilieri compie sul cruciverba; l’autore riesce a creare un fumetto nel fumetto costruendo una storia simil-poliziesca (quasi un noir) incentrata sul tentato omicidio dello scrittore Pippo Quester. Bacilieri è presente in prima persona nel fumetto e accompagna il lettore all’interno del suo lavoro grazie al proprio alter-ego, che nel volume ha il nome di Zeno Porno.

Non solo dunque una semplice storia del cruciverba, ma un vero e proprio fumetto poliziesco, frammentato da stralci di vita quotidiana.

Tutto questo mix messo in scena dall’autore dà a more Fun una doppia chiave di lettura; Bacilieri si diverte infatti ad incastrare fatti e personaggi all’interno di un contenitore che prende le sembianze di un vero e proprio rompicapo. Se da un lato questo aspetto risulta essere in linea con il tema centrale dell’opera (ricordiamo che è pur sempre uno “studio” sull’enigmistica), dall’altro tutto questo intreccio rende il fumetto una lettura abbastanza complessa. Si fa infatti un po’ fatica a seguirne la trama che, a tratti, risulta essere troppo contorta.

Lo stile grafico di Bacilieri resta in linea con la sua modalità di scrittura: un tratto pieno e denso che riempe la pagina; il fumettista riesce a raffigurare spazi e personaggi di dell’Italia di un tempo; in particolare un buon lavoro è stato svolto per Milano, dove viva è l’impronta culturale che Bacilieri ha voluto dare al suo libro. Edifici e palazzi che si sovrappongo e si intrecciano in quello che sembra essere un immenso cruciverba architettonico.

Un lavoro che incuriosisce per il tema trattato e che attrarrà non solo i divoratori di parole crociate (si parla anche del grande Bartezzaghi), ma anche gli amanti dei libri gialli.

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