Non è facile fare i genitori. E’ soprattutto difficile accettare che il proprio bambino sia ormai un adulto e che certi metodi educativi che una volta funzionavano, ora ottengono il più delle volte l’effetto contrario.

Questo vale soprattutto nel rapporto padre-figlia. I papà, si sa, tendono a diventare iperprotettivi nei confronti delle loro bambine, tanto che questa iperprotettività è diventata ormai quasi uno stereotipo, che spesso ritroviamo in film, gag e battute di vario genere, in cui quasi sempre il papà cerca di proteggere la figlia dal mondo esterno e specialmente dai ragazzi, a volte in modi quasi estremi.

Nella realtà, dall’adolescenza in poi, è molto difficile per un genitore insegnare cosa è giusto e cosa è sbagliato ai propri figli, e alcuni finiscono per dare consigli sotto forma di ordini, che ovviamente vengono recepiti come restrizioni e perciò non ascoltati per principio (ammettiamolo, ci siamo passati tutti).

A cambiare le cose, è arrivato questo papà giapponese con il suo metodo. In un tweet che ha finora totalizzato più di quarantamila Retweets viene condivisa la storia di questa giovane donna giapponese e del prezioso insegnamento che suo padre le ha regalato.

“Penso che i bravi genitori siano quelli che insegnano ai figli come proteggersi e non quelli iperprotettivi che si limitano a proibire loro di fare qualcosa.”

https://twitter.com/kyusyugirl1/status/669060194412855296

“Quando ero più giovane ero un po’ ribelle. Uscivo con alcuni “ragazzacci” e facevo cose stupide, ma nulla che potesse cacciarmi nei guai. Quando ebbi l’età per bere, credo che i miei genitori fossero preoccupati per me, ma non sapevano cosa fare. Sapevano che qualsiasi cosa dicessero, avrei comunque fatto di testa mia, quindi erano ad un punto morto.

Alla fine, un giorno mio padre mi disse: “Hey Reiko, usciamo insieme a bere qualche volta! Ti porterò dovunque tu voglia e potrai ordinare qualsiasi cosa tu desideri. Potremmo andare in qualche bel locale, sarà fantastico.”

Come qualsiasi altro giovane che viene invitato ad uscire con il proprio padre, non avevo tutta questa voglia di andarci. Ma allo stesso tempo, all’epoca ero curiosa di vedere come fosse la vita notturna, visto che ne avevo avuto solo un piccolo assaggio.

Così uscimmo, solo io e mio padre. Quando arrivammo in città, lui disse: “Bene! Bevi quanto vuoi, Reiko. Bevi finché non ce la fai più. Non preoccuparti, ti riaccompagnerò io a casa, quindi sentiti libera di lasciarti andare.”

Fu davvero strano sentirmi dire che potevo “bere quanto volevo” da mio padre. Mamma non si sarebbe arrabbiata se fossi tornata a casa ubriaca? Ma non volevo preoccuparmene troppo. Ero arrivata fin lì e papà aveva detto che avrebbe pagato tutto, quindi decisi di sfruttare la situazione.

Prima fermata: una braceria. La cameriera pensava che fossi la nuova ragazza di papà, e lui fu felice di fingere che fosse così.

Seconda fermata: un nightclub. Bevvi un po’, e la gente lì si rese conto che la storia della fidanzata era una finta, ma papà ne fu solo più felice. Scherzando, disse che era ovvio che l’avessero capito subito, dato che i miei occhi sono così simili ai suoi.

Terza fermata: un sushi bar. Lo chef era gentilissimo e forse un po’ geloso mentre parlava con mio padre. Disse che per un genitore, uscire col proprio figlio come lui stava facendo è un sogno che si avvera. Mio padre era emozionato e mi spronava a mangiare e bere di più, visto che era raro per noi uscire insieme.

Quarta fermata: un pub. Non ricordo molto da lì in poi. Non ricordo cosa ho bevuto… di cosa abbiamo parlato…

Quinta fermata: un bar. Non ricordo nulla. Penso di essere semplicemente collassata sul bancone.

Usciti da lì, papà ha chiamato un taxi e mi ha riportato a casa. A quel punto, ricordo di aver ripreso conoscenza brevemente:

“Oh wow. Hey, scusami papà. Credo di essere ubriaca.”

“Va tutto bene. Hai solo bisogno di dormire.”

La mattina dopo quando mi sono svegliata, mi sentivo malissimo. Non solo per i postumi della sbornia, ma anche per l’imbarazzo di aver bevuto così tanto di fronte a mio padre. Non volevo affrontarlo dopo quella nottata.

Ma sono andata comunque in salotto, e papà era già uscito. Mamma mi diede un biglietto che aveva scritto sul retro di un volantino. Diceva queste parole:

“Per Reiko.

Ieri notte è stato divertente, dovremmo rifarlo qualche volta.

A proposito, Reiko, lo sai quanto hai bevuto per ridurti in quello stato? Hai preso due birre e cinque bicchieri di shochu. Questo è il tuo ‘limite’. Quindi d’ora in poi, quando esci a bere con gli amici, ricordati di fermarti prima di raggiungere quel limite.

Purtroppo nel mondo ci sono persone cattive, e alcune di esse potrebbero volersi approfittare di te. Non ci sarò sempre per proteggerti, per questo abbiamo passato questa serata insieme, così che tu potessi conoscere il tuo limite e difenderti. So che puoi farcela.

Ti voglio bene, Papà.”

E ho fatto colazione in lacrime.

Mamma mi ha detto che lei e papà si erano a lungo preoccupati di come parlarmene. Invece di proibirmi di fare qualcosa che sapevano avrei comunque fatto, papà ha deciso di mostrarmi come prendermi cura di me stessa.

E per questo, ti ringrazio papà. Grazie a ciò che hai fatto, non ho mai superato il mio ‘limite’. Non ho mai avuto problemi con gli alcolici. Mi sono divertita bevendo con i miei amici e non mi sono mai fatta del male, grazie a quello che mi hai insegnato.

Oggi, anni dopo, mio padre non è più così ‘mitico’. E’ un uomo anziano. L’uomo che mi portò in giro per la città a bere è scomparso. Ora invece passa il tempo nel suo giardino, a crescere verdure per me e i suoi nipotini.

Sono ciò che sono oggi grazie a te, papà. E non potrò mai ringraziarti abbastanza.”

Questo papà può essere di esempio a molti. Arrivati ad una certa età, urlare e dare ordini non funzionerà più. Non si possono controllare le scelte dei propri ragazzi per sempre, ma si possono aiutare a fare la scelta giusta.

Questa storia ha lasciato un segno in molti utenti giapponesi, di cui riportiamo alcuni commenti:

“Beh, ora anche io sto piangendo sulla mia colazione.”

“Ho pianto, poi una mia amica mi ha chiesto cosa fosse successo, e ora sta piangendo anche lei.”

“Vorrei che mio padre avesse fatto questo per me. Ho fatto così tanti errori per colpa degli alcolici…”

“Un papà davvero figo.”

“Come padre, mi preoccupo anch’io per mia figlia. Spero di poter fare lo stesso per lei.”

Genitori e futuri genitori: prendete appunti!

RN24

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