IL GIARDINO DELLE PAROLE: i paesaggi dell’anime e quelli reali

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Non è tra i film più conosciuti dell’animazione giapponese, alle spalle non ha un nome importante come lo Studio Ghibli. In Italia i diritti sono stati acquistati dalla Dynit che, grazie alla collaborazione con Nexo Digital, ha portato sul grande schermo questo film. Stiamo parlando de ‘Il giardino delle parole’.

Takao vive a Tokyo, ha 15 anni e frequenta una delle tante scuole della città. Il suo sogno è diventare uno stilista di scarpe e, appena ha tempo, è solito rifugiarsi in un tranquillo giardino dove poter disegnare in santa pace. Ogni volta che piove Takao si reca nel suo luogo di tranquillità poiché, complice la pioggia che allontana i visitatori, in quei momenti può starsene da solo con i suoi pensieri.

Un giorno di pioggia come tanti altri, Takao incontro al parco una misteriosa ragazza di nome Yukari Yukino. Quello sarà solo il primo dei molti incontri che avverranno. Giorno dopo giorno i due iniziano a conoscersi sempre più a fondo, fino a che Yukari rivela la sua vera identità.

Prodotto dalla Comix Wave Films nel 2013 e diretto da Makoto Shinkai (5 cm per second), il giardino delle parole è un mediometraggio che colpisce nel profondo. I motivi per cui il film rimane positivamente impresso nella mente degli spettatori sono molti. Solo uno dei tanti è la bellissima scenografia.

Una Tokyo piovosa, bagnata e verde, come solo la stagione delle piogge può creare. Se la cura con cui sono stati realizzati anche i più piccoli dettagli è esemplare, non da meno sono le singole location. Sul sito giapponese Nijipoi, sono state pubblicate alcune foto sensazionali tratte direttamente dal film e dalla realtà.

La foto in alto è tratta dal film Il giardino delle parole, mentre quella sotto rappresenta Tokyo. La comparazione delle due potrebbe sorprendere.

Le parole per commentare queste immagini sono quasi superficiali. Le differenze riscontrabili tra il film di animazione e la realtà sono pressoché nulle.

Tutto sommato, nonostante il periodo di assestamento (chiamiamolo così) che l’animazione giapponese sta vivendo negli ultimi anni, non tutto è perduto. Ci sono ancora molti artisti che credono in ciò che fanno.

La loro passione è visibile nel frutto delle loro fatiche e gli spettatori non possono fare altro che ossevare, avvertire un brivido correre lungo la schiena e ringraziare.

Fonte: Kotaku

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1 commento

  1. Film che vedrò a breve, ovviamente rigorosamente subbato. Nella frase “Le parole per commentare queste immagini sono quasi superficiali.” suppongo che intendeste scrivere superflue piuttosto che superficiali ;)

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