Arriva in Italia un’opera che non può passare inosservata: la terza parte di Dark Knight, la storia distopica del Cavaliere Oscuro! Il leggendario Frank Miller riprende il personaggio di Batman con una serie destinata a far discutere!

Quando si ha a che fare con un lavoro di Frank Miller si deve sempre essere consapevoli del fatto che si tratta di un autore di statura elevatissima.

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L’acclamato cartoonist responsabile di capolavori del calibro di Batman Year One, Born Again, Sin City e altre pietre miliari del fumetto americano e mondiale è una leggenda e forse l’unico che può essere messo sullo stesso piano è l’inglese Alan Moore.

Entrambi creano fumetti leggibili a più livelli, non sono banali, sono stati al centro di polemiche e le loro prese di posizione, sovente pure extra-fumettistiche, hanno suscitato una marea di discussioni.

Possono poi vantare un nutrito numero di fan che tendono a giudicare a priori in maniera positiva qualunque opera che porti la loro firma.

Nel caso specifico di Miller, uno dei suoi vertici creativi è senza ombra di dubbio il seminale Dark Knight Return, incentrato su un Batman invecchiato che agiva in una Gotham City da incubo.

Il Cavaliere Oscuro
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Quel gioiello grafico e narrativo è un momento imprescindibile del fumetto a stelle ea strisce, ha influenzato tantissimi autori e rimarrà alla storia dei comics.

Frank si è poi occupato in altre occasioni di Batman, con il seguito di Dark Knight che, pur superiore alla media, non era all’altezza del primo, sconvolgente capitolo.

In tempi più recenti Miller ha anche scritto All Star Batman and Robin, con i disegni di Jim Lee, ideando una story-line che doveva fungere da premessa di Dark Knight e i giudizi dei lettori e dei critici furono contrastanti. E pure stavolta accadrà qualcosa di simile, dal momento che Lion inizia a tradurre Dark Knight III – The Master Race, nuovo tassello della complessa saga milleriana.

Sulla legittimità di questa operazione si è parlato parecchio. Non è un mistero che sia stata concepita anche e soprattutto per ragioni economiche e la lotta che Frank sta combattendo contro una grave malattia ha di sicuro contribuito a fargli prendere questa decisione.

Bisogna specificare che Miller si è fatto aiutare ai testi da Brian Azzarello, acclamato scrittore di 100 Bullets e indubbiamente perfetto per atmosfere drammatiche e noir. Non è da escludere che si sia occupato di buona parte della sceneggiatura, seguendo le indicazioni di Frank.

Quindi va tenuto presente che Dark Knight III è stato realizzato in un momento di oggettiva difficoltà e non è lecito aspettarsi un capolavoro. Con questo primo episodio, inoltre, non è facile farsi un’idea precisa del lavoro in questione.

La storia è ambientata ovviamente nella Gotham City distopica che i lettori conoscono e il crimine, a quanto è dato capire, ha raggiunto livelli preoccupanti. Tuttavia, c’è un Cavaliere Oscuro in circolazione, dai metodi violenti, che preoccupa l’opinione pubblica e in particolare il commissario Yindel.

Miller e Azzarello, però, si concentrano su Wonder Woman alle prese con un mostruoso minotauro, dandoci al contempo alcune sconvolgenti rivelazioni sullo stato di Superman. Nell’ultima pagina, inoltre, ci saranno accenni sul destino di Bruce Wayne.

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Per il momento non c’è altro e, in tutta onestà, i testi e i dialoghi sono piuttosto esili e sarà necessario leggere i prossimi numeri per poter esprimere un giudizio più approfondito. I disegni sono di Andy Kubert che naturalmente è lontano da Miller e nel complesso fa un buon lavoro, sfoggiando un tratto dinamico lievemente compromesso dalle chine di Klaus Janson, forse non proprio adatte al suo stile.

Nell’albo è poi incluso un altro di formato più piccolo che presenta un episodio da Dark Knight Universe Presents: Atom che, come è facile intuire, è dedicato al minuscolo eroe DC.

In questo caso, Miller cerca di approfondire vari aspetti del futuro apocalittico di Dark Knight e lo fa utilizzando appunto Atom, alle prese con minacce che sembrano uscite da un film di serie b.

L’avventura in sé sarebbe forse trascurabile, se non fosse stata scritta e disegnata da Miller che, malgrado il suo stato di salute, è riuscito a tornare al tavolo da disegno.

Solo per questa ragione la storia meriterebbe un plauso perché è il tentativo titanico di reagire a una situazione spiacevole. Miller non dà il meglio di sé e, da una certa ottica, ricorda il tratto incerto e quasi ditkiano dei primissimi lavori marvelliani nei lontani anni ottanta.

Ma la figura contorta di Atom, la mostruosità della lucertola che lo attacca e i primi piani dei personaggi hanno una potenza espressiva che emerge malgrado le difficoltà e non può non suscitare rispetto e ammirazione. Miller è inchiostrato da Klaus Janson che aveva valorizzato le sue opere passate.

Insomma, magari questa proposta non è la migliore in circolazione. Magari sarà anche sbagliata, per certi versi. Ma è un evento editoriale da non trascurare. E’ la prova commovente del coraggio di un uomo che non intende cedere. Frank Miller è ancora tra noi e non vuole arrendersi. Proprio come i suoi eroi tormentati.

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