Il regista di Ghost in the Shell, Lamù e Patlabor, lontano dagli anime dal 2008, non nasconde il suo scontento verso le nuove generazioni di animatori.

Mamoru Oshii la gavetta nel campo dell’animazione se l’è fatta tutta: assistente animatore alla Tatsunoko negli anni ’70, in seguito raggiunse la notorietà supervisionando e dirigendo episodi e lungometraggi di Lamù allo studio Pierrot, per poi imporsi nei decenni successivi successivo come una delle voci creative più popolari anche all’estero con Patlabor, Ghost in the Shell, Jin-roh e molti altri capolavori.

Tuttavia da 8 anni, dall’uscita cioè di Sky Crawlers, Oshii non ha più firmato da regista un’opera d’animazione (a parte un video musicale per la band GLAY) limitandosi solo a film live-action come Assault Girls e Garm Wars. In una recente intervista a Oricon ha spiegato perché ha fatto questa scelta e perché difficilmente lo vedremo impegnato in un’altra regia “animata”.

sky Crawlers
Sky Crawlers

Per Oshii, vien fuori dall’intervista, l’animazione è un fine lavoro d’artigianato in cui bisogna impegnarsi al 100%, senza risparmiarsi; il 64enne regista racconta anzi di doversi limitare quando lavora per non rovinare tutto con entusiasmo e pretese eccessivi. Purtroppo però secondo lui le giovani generazioni di animatori non sono più in grado di dare così tanto:

Il numero di persone in questo paese in grado di lavorare con un simile grado di precisione non supera il 5%. Quelli della nuova generazione sono più individualisti, e anche se tutto il mondo apprezza la qualità della loro arte, non sono in grado di svolgere compiti sfibranti come facevano i loro predecessori. La ragione principale per cui ho smesso di fare anime è perché le persone con cui sarei in grado di farli stanno sparendo.

Gli artigiani “vecchia scuola” (in senso caratteriale) a cui si affidava in passato e di cui si fida, dunque, sono sempre di meno e se si ritirano non vengono sostituiti.

mamoru oshii
Mamoru Oshii

Certo, il discorso di Oshii somiglia molto alla classica tirata “Ah, i giovani di oggi non me ne parli signora mia”; analizzandolo però attraverso tutto ciò che vi abbiamo raccontato sulle condizioni di lavoro degli animatori e lo stato dell’animazione giapponese, si potrebbe facilmente tornare al problema dello scarso ricambio generazionale dovuto alle condizioni sempre più difficili a cui le nuove leve sono sottoposte da un’industria in cui i carichi di lavoro (e gli anime prodotti) continuano ad aumentare ma gli stipendi rimangono gli stessi.

Fonte: Kotaku

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui