Cosa sta succedendo a Jane Foster, la discussa Thor dell’attuale Universo Marvel? Niente di rassicurante e ce lo spiegherà l’acclamato Jason Aaron nel primo numero della serie All New All Different Marvel incentrata sulla tormentata supereroina!

Come ho scritto tante volte, la Marvel è sinonimo di cambiamento e le nuove versioni di un supereroe sono state all’ordine del giorno. E’ un gioco che i fan conoscono bene e può essere piacevole, se tali mutamenti vengono effettuati con criterio.

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Un esempio recente che ha provocato discussioni tra i lettori è rappresentato da Thor, uno dei character più rilevanti della Casa delle Idee. Il buon vecchio Dio del Tuono creato da Stan Lee e Jack Kirby nella collana Journey Into Mystery è attualmente scomparso e nessuno dei suoi alleati è a conoscenza di ciò che gli è accaduto.

Ma può la terra rimanere senza la protezione di un Dio del Tuono? In passato c’erano stati sostituti del biondo dio norreno ma stavolta il suo posto è stato preso da una donna già nota ai lettori: Jane Foster, storico primo amore di Thor che nelle classiche avventure degli anni sessanta provocava un dissidio tra l’eroe e il padre Odino che non vedeva di buon occhio tale legame.

In seguito, il sovrano di Asgard sottoponeva Jane a una serie di prove allo scopo di farle ottenere l’immortalità (requisito essenziale per poter avere un rapporto con Thor) ma lei falliva miseramente, dimostrando di non essere degna di unirsi al pantheon asgardiano.

Con questo escamotage Lee si sbarazzò di Jane e introdusse la splendida dea Sif, destinata a diventare una compagna più appropriata per il Dio del Tuono. Nel corso degli anni, Jane è di tanto in tanto apparsa e negli ultimi tempi è entrata in possesso del mistico martello Mjolnir, diventando una dea a tutti gli effetti.

La potente Thor
La potente Thor

Questa soluzione narrativa ha diviso il pubblico. Alcuni l’hanno apprezzata, altri meno. Io stesso non ne sono entusiasta, più che altro perché contraddice la psicologia del personaggio che, appunto, si era palesemente rivelato poco avvezzo a farsi coinvolgere dalle vicende divine.

Tuttavia, Mighty Thor, attuale serie inserita nel contesto All-New All-Different Marvel, è davvero di buona qualità, a giudicare dalle premesse; anche perché a scriverla è Jason Aaron, acclamato autore di opere dirompenti come Scalped e Southern Bastards.

Lo scrittore si allontana dalle atmosfere noir che di solito lo contraddistinguono e opta per situazioni fantasy, rappresentate però in chiave cupa, opprimente e molto matura nei toni.

Jane è infatti malata di cancro e si sta sottoponendo a sedute di chemioterapia. Ogni volta che però impugna il martello magico e si trasforma nella dea Thor, gli effetti della chemio scompaiono, lasciando intatte le cellule cancerogene.

Si tratta dunque di una situazione devastante e lo stato d’animo pessimista della protagonista è espresso magistralmente da Aaron con monologhi intensi e di grande profondità. Naturalmente non mancano le minacce che insidiano Asgard.

La variant del primo numero
La variant del primo numero

Odino si è isolato per ragioni ancora non del tutto chiare ma gli abitanti del regno temono la sua ira, considerando che ha imprigionato la devota moglie Frigga (anche in questo caso i motivi sono enigmatici).

Viene organizzato un consesso di rappresentanti di vari mondi per discutere di una terribile macchinazione ai danni dell’universo. Il responsabile pare essere Malekith, il terribile Elfo Nero introdotto negli anni ottanta da Walt Simonson nella sua leggendaria run, in combutta con Dario Egger e la Roxxon.

Aaron scrive una storia intrigante e si intuisce che intende imbastire una trama lunga e complessa, giocando con molteplici elementi delle classiche saghe di Thor (vi anticipo che alla fine dell’episodio ci sarà l’ingresso di un celebre villain marvelliano).

I disegni di Russell Dauterman sono dettagliati ed eleganti. Il penciler rappresenta i paesaggi asgardiani con indubbia classe e realizza tavole raffinate contrassegnate da lay-out inventivi.

Evoca soprattutto l’idea di spaziosità appropriata per una serie che fa delle distese cosmiche un aspetto irrinunciabile. E anche i personaggi sono ben caratterizzati. Di conseguenza, Mighty Thor può essere reputata una delle testate migliori pubblicate dalla Marvel.

Questo albo include pure il primo numero di Hercules, comic-book dedicato al Principe della Forza Ercole, il dio greco creato su Journey Into Mystery e sovente alleato di Thor nonché membro dei Vendicatori.

Hercules
Hercules

Ercole è un personaggio dalle molte potenzialità, mai del tutto sfruttate, poiché parecchi autori l’hanno in più di un’occasione descritto come un tipo farsesco e poco profondo (fece eccezione Bob Harras che nella sua run di Avengers lo inserì in contesti più tragici). Lo scrittore della serie è l’esperto Dan Abnett, di solito a suo agio in ambientazioni fantascientifiche.

Stavolta il personaggio abita a New York in compagnia di Gilgamesh, altro eroe mitologico della Marvel ma decisamente minore, e si guadagna da vivere aiutando persone che chiedono la sua assistenza. E’ il caso di due ragazzini convinti che la sorella si sia fidanzata con un mostro.

Ercole decide di indagare e si ritrova coinvolto in una rissa con un essere demoniaco, con tanto di minacciosa apparizione di Atena che non pare presagire nulla di buono. Pure Abnett si concentra su situazioni ironiche e sopra le righe, coadiuvato dai disegni di Luke Ross, piuttosto convenzionali ma nel complesso efficaci.

Hercules sembra una serie più commerciale di Mighty Thor ma può funzionare come semplice lettura di intrattenimento.

In definitiva, questa testata Panini è da prendere in considerazione e costituisce uno dei lati più intriganti e interessanti del nuovo corso narrativo targato Marvel.

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