Il governo giapponese contro i manga per adulti

Pubblicato il 23 Maggio 2011 alle 00:07

Il 14 aprile 2011 il governo giapponese ha modificato la legge “sulla protezione della gioventù” (legge 156), creata nel 1964 e già modificata lo scorso anno, per proibire la rappresentazione di crimini sessuali nei manga per adulti.

Questa modifica alla legge 156 porterà come ovvia conseguenza un intensificarsi della censura.

Prima, come avviene normalmente in tutti i paese democratici del mondo, i materiali che potevano offendere in un certo qual modo la sensibilità del fruitore non potevano essere venduti ad un pubblico di età inferiore ai 18 anni.

Ora però, con questa modifica, sarà vietata la vendita tout court di qualsiasi materiale (manga, anime od immagini in generale) che “rappresenti degli atti sessuali o pseudo-sessuali considerati come illegali agli occhi della legge”.

Tutto questo per non rischiare di molestare “l’ordine sociale”.

Ciononostante, il fanatismo religioso, per esempio, non viene assolutamente colpito da questa nuova legge: colpisce allora sentire una dichiarazione come quella del governatore di Tokyo Shintaro Ishihara che non ha avuto esitazioni nell’affermare che lo tsunami che ha colpito il paese del Sol Levante è stata una “punizione divina contro l’egoismo del popolo giapponese”…

La modifica della legge, comunque entrerà in vigore a partire dal primo luglio prossimo.

Sei titoli sono già stati messi all’indice per la loro immoralità: Oku-sama wa Shogakusei di Seiji Matsuyama causa pedofilia; Aki Sora di Masahiro Itosugi e Lovers & Partage di Yashi Natsuba perché entrambi evocano l’incesto; Koibito 8-go di Makoto Ojiro per scene di stupro; Jisenshu Hana-Hiyori di Q-taro Hanamizawa per le situazioni eccessivamente piccanti inserite in un contesto scolastico ed infine Midori no Kisetsu, realizzato da Maako, sempre per l’incesto.

Gli editori hanno levato gli scudi sostenendo che in tal modo possa essere offesa la creatività degli autori constatando anche che tale regolamentazione mancherebbe di criteri specifici di giudizio (in che modo verrebbero scelti i manga non pubblicabili?).

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