Il 22 Maggio del 2006 in America fu trasmesso l’ultimo episodio di Alias, la serie tv creata da J.J. Abrams. A 10 anni esatti dal suo catartico finale , lo spy drama che ha avuto un buon successo di pubblico anche in Italia,  rimane una fra le serie a tema più apprezzate dell’ultimo decennio.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel fatidico 22 maggio 2006, momento in cui sulla ABC, veniva trasmesso l’ultimo episodio di Alias, la serie creata da J.J. Abrams e che vedeva in Jennifer Garner la sua iconica protagonista. 10 anni dopo ‘Tutto il tempo del tempo’ (questo il titolo del series finale) e la serie mantiene ancora  intatto tutto il suo appeal e quella verve action che poi ha finito per contraddistinguerla nel panorama televisivo.

Tante sono state le produzioni che sono seguite ad Alias, alcune sono state degne di nota, altre sono state un sonoro fiasco, eppure nonostante il tempo sia trascorso molto lentamente, il primo (ed unico) spy-drama creato da Abrams rimane un prodotto un unico nel suo genere.

Alias era una serie mozzafiato, eclettica, piena densa di pathos e di colpi di scena, l’unica capace di mixare audacemente tutti i dettami di un racconto spionistico alla James Bond, con le caratteristiche più particolari di un racconto di fantascienza.

In 5 stagioni la storia si è evoluta considerevolmente tanto è vero che cercare di riassumerla nella sua interezza non è affatto facile. Si è iniziato con Sydney, agente segreto dal grande sex appeal, che lavorava per l’SD6 una sezione occulta della CIA, quando in realtà era al sevizio di un organizzazione terroristica che rubava e razziava solo per il vile senso della fama e del successo.

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Poi il punto di rottura: fingersi una doppio giochista e distruggere l’SD6 dall’interno collaborando con suo padre, una persona assente, schiva e criptica.

Da quel momento in poi è un susseguirsi di colpi di scena, di patti scellerati, tradimenti e colpi bassi; entra in scena la figura di Milo Rambaldi, futurologo legato con un doppio filo al destino di Sidney, poi divampa l’amore fra la donna e Michael  Vaughn (il suo contatto alla CIA), Sidney scopre che sua madre è viva e vegeta ed era un’agente segreto del KGB, pian piano si delinea il quadro di Arvin Sloane (il capo dell’SD6) e soprattutto il suo attaccamento ai manufatti di Rambaldi.

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