Kazé problema scanlation: aggiornamento

Pubblicato il 20 Maggio 2011 alle 08:00

Qualche giorno fa avevamo affrontato il problema delle scanlation visto dalla Francia, prendendo come spunto due articoli che erano stati proposti dal sito d’oltralpe actualitte.com.

Si era parlato della durezza delle attuali leggi francesi contro la pirateria diffusa su internet (la legge denominata hadopi che costringe di fatto chi colto in flagrante a scaricare materiale non originale a continuare a pagare l’abbonamento senza poter usufruire del servizio di connessione) ed era stata evidenziata l’illuminata e ragionevole posizione del direttore della casa editrice francese Kazé Manga (Raphaël Pennes) che proponeva soluzioni meno drastiche e piú “pedagogiche” per cercare in qualche modo di sensibilizzare chi è solito far uso di questi materiali.
Nella fattispecie, trattando il problema delle scanlation dei manga, Pennes era addirittura arrivato a non escludere del tutto una possibilità di collaborazione professionale con i traduttori digitali di scanalation…

Passato qualche giorno, gli amici di actualitte tornano sull’argomento e propongono sul loro sito una serie di piccole domande/interviste ad alcuni appartenenti di gruppi di scantrad (come vengono chiamate le scanlation in Francia), cercando di capire prima di tutto per quale ragione degli appassionati si spingono a proporre materiale illegale ed affrontando anche la proposta di collaborazione di Pennes.

Le persone contattate difendono la loro posizione affermando che il motivo per cui decidono di proporre materiale illegale su internet è solo ed esclusivamente di natura passionale ed amatoriale, ma nel senso proprio dei termini.
E’  solo per amore dei manga, infatti, che decidono di proporre questi fumetti al grande pubblico; a loro avviso è colpa delle case editrici francesi se i manga non vengono proposti in maniera accettabile, per colpa di traduzioni approssimative oppure per una eccessiva “francesizzazione” al mondo giapponese.
Oppure, a loro modo di vedere, non vengono addirittura scelti in maniera oculata i manga migliori da proporre al pubblico francese.
Quindi anche gli stessi agenti editoriali che devono scegliere i fumetti da proporre in Francia non farebbero bene il loro lavoro.

Anche gli anime importati dal Giappone per il mercato francese, tra l’altro, evidenziano problemi simili: troppi errori di traduzione se non addirittura materiali improponibili sotto il punto di vista qualitativo (di immagine e/o sonoro oppure, come prima, qualitativo tout court dell’opera stessa: scelta di alcuni prodotti mediocri a scapito di altri a loro avviso ben più interessanti).

Il prezzo poi è un altro elemento da non sottovalutare: pur essendo consapevoli della fisiologica maggiorazione di prezzo per un prodotto non originale, non credono comunque che i prezzi attuali proposti in Francia siano accettabili (e si riferiscono per esempio ai 30 euro da sborsare per tre quattro episodi di una serie in DVD…).
Come conseguenza di questi fattori, a loro avviso, il mercato finisce con l’andare in tilt e rischia ogni volta di diventare (quasi esclusivamente) una corsa insensata alla ricerca del successo esasperato.
A scapito, ovviamente, della qualità del prodotto finale (l’approssimatività di cui sopra).

In tal modo poi non verrebbe rispettato il lavoro degli autori delle opere originali e, da grandi appassionati, non possono certo accettare una situazione del genere: dovrebbe essere rispettato un vero e proprio “codice d’onore” nei confronti degli autori stessi che li rispetti senza stravolgere troppo le loro creazioni, anche perché paradossalmente continuando con questa eccessiva superficialità si potrebbe rischiare di compromettere il mercato tutto, allontanando sempre più il pubblico da questa tipologia di prodotti.

In merito poi all’iniziativa di Kazé Manga e la volontà eventualmente di collaborare i gruppi si dimostrano abbastanza favorevoli, spendendo buone parole nei confronti della casa editrice (la prima secondo loro ad aver proposto davvero qualcosa ed essere uscita allo scoperto) ed ammettendo che una collaborazione sarebbe proficua per tutti.
Non senza però definire alcuni importanti punti fermi, come la libertà e l’autonomia di chi realizza scanlation e il dovuto rispetto in egual misura delle due parti: le leggi devono valere allo stesso modo per tutti altrimenti sarebbero inutili e la proposta di scanlation in parallelo alle uscite “ufficiali” può anche essere vista, tra le altre cose, come un buon veicolo pubblicitario per sondare il terreno e l’interesse dei potenziali lettori (cosa che poi succede già anche se non tutti riescono ad ammetterlo…): quindi “parità di trattamento” assoluta.
Una collaborazione poi, ne sono convinti, potrebbe essere positiva anche per un eventuale abbassamento dei prezzi.

La questione è molto interessante ed è giusto che si cominci ad affrontarla con decisione già da ora, un momento storico particolare per la storia dell’editoria vista la sempre più forte presenza di potenti e allo stesso tempo agili devices (come l’iPad per esempio) che potrebbero costringere le case editrici a rivoluzionare le loro politiche aziendali nel giro di poco tempo.

Prevenire é meglio che curare, come propone a ragione Kazé (e confermano in un certo qual modo gli autori di scanlation francesi), e allo stesso tempo bisogna cercare necessariamente delle soluzioni che permettano al mercato di prosperare, altrimenti si corre il serio rischio di compromettere il mercato stesso e spezzare la (lunga) catena che lo compone (autori, editori, distributori, venditori).

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