Autori Robert Venditti (testi), Brett Weldele (disegni)
Casa Editrice Rizzoli/Lizard
Provenienza USA
Prezzo € 17, 00
A cura di Sergio L. Duma


The Surrogates è stato una delle sorprese fumettistiche dello scorso anno. Scritto dall’esordiente Robert Venditti, spedizioniere della casa editrice indipendente Top Shelf, e disegnato dalla rivelazione Brett Weldele, era imperniato sulle vicissitudini di un detective impegnato a risolvere una serie di omicidi in una metropoli futuribile, Central Georgia Metropolis. Il mondo immaginato da Venditti era un tipico ambiente cyberpunk in cui i cittadini utilizzavano i cosiddetti Surrogati, avatar tridimensionali controllati dai proprietari. In poche parole, grazie ai Surrogati, chiunque poteva lavorare, divertirsi, avere rapporti sessuali e così via, senza bisogno di autentici contatti umani.

Come è facile intuire, l’esistenza descritta da Venditti era asettica e disumana e in quell’opera lo sceneggiatore non si esimeva dal denunciare l’eccessivo e spersonalizzante uso della tecnologia e le sue conseguenze negative. In The Surrogates, comunque, la società aveva ormai pienamente accettato l’utilizzo e l’esistenza dei Surrogati; ma ci si poteva legittimamente chiedere: in che modo è incominciato tutto? e come mai la situazione è degenerata a tal punto?

E le risposte a tali quesiti vengono forniti dal prequel del fumetto, una miniserie di cinque numeri intitolata The Surrogates – Flesh and Bone, realizzata sulla scia del successo di The Surrogates, nonché di quello dell’adattamento cinematografico con Bruce Willis. Di solito sono scettico quando ho a che fare con sequel o presequel, ma devo ammettere che The Surrogates – Flesh and Bone, pubblicato in volume da Rizzoli/Lizard (come The Surrogates, del resto) non mi ha affatto deluso. In un certo qual modo, l’ho, anzi, trovato migliore del suo predecessore.

Va da sé che la situazione è differente da quella che conoscono coloro che hanno letto il primo libro. Central Georgia Metropolis è sempre una città inquietante, sporca e alienante; ma i Surrogati non sono  diffusi e solo i ricchi possono permettersi di acquistarli. La storia si svolge nel 2039, quindici anni prima della storia precedente; tuttavia, Venditti, con notevole abilità, si ricollega a The Surrogates, riuscendo ad approfondire molti particolari che nel primo paperback erano stati appena accennati.

Tutto ha inizio con l’omicidio di un barbone. Tre adolescenti viziati, infatti, prendono i Surrogati dei genitori, a loro insaputa. E decidono di usarli, aggredendo, appunto, un poveraccio che vive di stenti in un vicolo. Ma la bravata degenera e la tragedia si compie: il malcapitato muore per le percosse e, da quel momento, la situazione si fa preoccupante. Protagonista principale della miniserie è l’agente Greer, già visto in The Surrogates. Qui, ovviamente, è più giovane; ha una visione delle cose sostanzialmente ottimista e vede di buon occhio i Surrogati. Per giunta, il rapporto con la moglie è molto positivo e il matrimonio non si è ancora deteriorato.

Sarà lui a cercare di far vincere la giustizia. Ma deve fare i conti con avvocati infidi e ricchi genitori che, naturalmente, tentano di coprire i figli; inoltre, un ruolo importante lo giocherà la Virtual Self, la compagnia che ha creato e commercializzato i Surrogati e che, prima dell’omicidio, stava addirittura per mettere sul mercato una linea di Surrogati per adolescenti. Non mancheranno i media informativi, pronti a sfruttare la tragedia, e un pericoloso rasta che ha deciso di gettare benzina sul fuoco, approfittando del clima di tensione per propagandare il suo movimento religioso.

Con il pretesto di un fumetto cyberpunk, Venditti ha analizzato le contraddizioni dell’attuale società capitalista, con testi validi e incisivi, mixando, come in The Surrogates, pagine di fumetto e di solo testo, con materiale disparato (articoli di giornale, interviste, questionari, pubblicità, ecc.). Il tutto, per giunta, ben visualizzato dal tratto sporco e oscuro del bravissimo Brett Weldele. In poche parole, se avete apprezzato The Surrogates, apprezzerete anche il sequel. E coloro che non conoscessero i due volumi avranno a che fare con un’opera di indubbio valore.


VOTO 8

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