Le Iene e compagnia: quando la disinformazione diventa pericolosa

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Ecco, ci risiamo. Stavate tranquillamente facendo zapping in tv o magari vi tenevate addirittura lontani da essa e, consapevoli dell’autosufficienza derivante dall’arrivo di Netflix, stavate semplicemente navigando su internet. Ma per turbare la vostra tranquillità basta un attimo ed ecco che il vostro sguardo si posa sulla fatidica immagine del nuovo servizio delle Iene intitolato: “Solo fantasie sessuali o pedopornografia?”.

Difficile restare impassibili di fronte ad un titolone del genere e quindi si inizia a guardare quella che è l’anteprima del servizio che sarebbe andato poi in onda in tarda serata. Arriva quindi la scoperta incredibile, ossia il servizio in questione parla anche di manga.

Sarebbe molto facile fingere un ingenua sorpresa di fronte ad un tale accostamento ma è giusto che almeno in qualche remota parte dell’internet vi sia un po’ di schiettezza. Ammettiamolo, non è assolutamente la prima volta che vengono toccati argomenti del genere e molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

Akihabara “Akihabara, ovvero la tana del demonio”

Non si può in alcun modo negare che in Giappone esista una visione ed un modo di vivere la sessualità incredibilmente differente da ciò a cui siamo abituati in Italia e più in generale nel mondo occidentale.

Il problema della pedofilia e della pedopornografia non può e non deve essere preso sottogamba ma non può nemmeno essere affrontato con un approccio generalista e col solo obiettivo di creare confusione e polemica.

È per questo che segnaliamo molte incongruenze che hanno affollato il servizio andato in onda ieri sera su Italia 1 per le Iene e numerosi altri interventi dei media, che in generale spesso si lanciano senza nozione alcuna in un mondo che quanto meno sembra essere molto distante da loro.

Solo fantasie sessuali o pedopornografia? Anteprima del servizio di Nadia Toffa “Solo fantasie sessuali o pedopornografia?” in onda questa sera #Leiene Posted by Le Iene on Thursday, March 31, 2016

Partiamo con ordine, ossia con le prime frasi pronunciate da Nadia Toffa nel quarto d’ora di video trasmesso nella serata di ieri sulla rete Mediaset.

L’inviata delle Iene si trova infatti ad Akihabara, il quartiere dedicato alla tecnologia di Tokyo; un’enorme area colma di negozi, bar e centri commerciali dedicati all’intrattenimento ed alle ultime novità tecnologiche.

Ma a segnare la partenza col botto è la frase seguente: “Manga vuol dire anche cartoni porno, cartoni porno vuol dire anche bambine“. Un certo Ron Burgundy, interpretato nel 2004 da Will Ferrell avrebbe sicuramente potuto dire: “Well, that escalated quickly”.

Questo simil-sillogismo, seppur sostanzialmente corretto, messo in apertura e tratto in modo così sbrigativo non mette certo in buona luce il fumetto giapponese (che pure non è il principale argomento del video). Mai, dalla nascita dei manga, le cui radici risalgono addirittura al 1600, quando il termine andava a definire le immagini che decoravano i bellissimi templi giapponesi, questa parola ha avuto un tale significato.

Appare quindi chiaro che ridurre un universo così complesso ed articolato all’espressione “cartoni porno”, significa non solo affrontare con molto presappochismo un tema delicato, ma anche insultare centinaia di anni di storia di una nazione e migliaia di persone che, e questo sì che corrisponde a verità, hanno dedicato la propria vita a un’attività ritenuta spesso addirittura un’arte.

Significa anche instillare nella mente di chi non conosce questa cultura l’idea che esista una solida connessione tra i lettori di manga ed i fruitori di materiali pedopornografico di qualsivoglia genere.

Hokusai

“Anche questo è un manga. Di un certo Hokusai”

Esistono svariate categorie di manga (sostantivo con cui viene indicata la TOTALITA’ dei fumetti prodotti in Giappone) di carattere erotico, così come nel mondo Occidentale sono sempre esistiti fumetti di tale genere. Non è una novità, né tantomeno un qualcosa di cui sorprendersi, ricoprendo la sessualità un ruolo importantissimo in tutti i media di intrattenimento.

Purtroppo esistono però anche prodotti in cui figurano protagonisti la cui età non supera nemmeno la decina d’anni. Non sono casi isolati, vista l’esistenza di un vero e proprio filone con queste caratteristiche (Lolicon) ma non sono nemmeno esempi a cui si può ricondurre ogni titolo letterario al cui interno siano presenti vignette e palloncini. Quando poi si cerano connessioni tra prodotti dell’immaginazione e la realtà sociale di un paese, bisognerebbe poi cercare di analizzare i fenomeni con correttezza.

Il fatto che nei minuti iniziali venga fatta passare l’immagine che ogni ragazza in piedi nelle strade di Tokyo vestita da “domestica” e con in mano un tariffario e dei volantini possa essere dedita ad attività a sfondo sessuale è solo uno degli errori del servizio di ieri.

Molte delle giovani donzelle sono semplicemente delle lavoratrici part-time dei numerosi maid-cafè che affollano i quartieri della capitale giapponese e questa è un’informazione che si può ottenere con una semplice ricerca web. E infatti alle Iene lo sanno visto che viene infine detto apertamente (ma solo dopo aver instillato il dubbio).
Come già detto in precedenza non è il primo e non sarà neanche l’ultimo caso in cui anime, fumetti o videogiochi vengono sommariamente presentati con accezioni a dir poco negative.

Basti pensare alla bufera che aveva circondato i media italiani in occasione dell’uscita di GTA V, quando il 90% dei giornalisti era magicamente diventato anche psicologo.

Potremo anche tirare fuori il servizio di Maggio 2015 di Anno Uno, in cui i videogiochi venivano dipinti come una droga potentissima a cui i giovani (poveri ingenui) non si potevano opporre. Ieri è semplicemente toccato ai manga salire su questa strana e brutta giostra.

Per quanto sia vero che vi sono innumerevoli spunti di riflessione basati sulle criticità proposte dall’inviata Nadia Toffa è anche vero che incorrere in semplificazioni di tal genere costituisce un grosso pericolo. Generalizzare aspetti che esistono ma che non costituiscono l’interezza di un contesto non potrà mai portare a soluzioni o discussioni costruttive.

Chi segue l’ambito dei fumetti, cartoni animati e videogiochi conosce da anni le problematiche insite nel pitturare e descrivere malamente una situazione di qualsiasi tipo. Che si tratti della riduzione di un intero quartiere come Akihabara alla mera riserva di caccia di salary-man divorziati, dell’allerta riguardo lo violenza a cui possono portare i videogiochi o della censura di qualunque tipo di immaginario esistente.

Parlare per titoli sensazionalistici e scoop non può bastare in nessun caso, soprattutto quando sono necessarie indagini scientifiche e socio-culturali. Anche perché si tratta di un modus operandi facilissimo da astrarre ed estremizzare, andando poi ad eliminare tutti i contenuti che noi riteniamo in quel caso non opportuni.

Ed è per questo motivo che un certo approccio dell’informazione generalista su queste tematiche rischia di causare più danni che altro, limitandosi a riportare tesi personali e tramite incomprensibili processi alchemici trasformando elementi come un film o un gioco particolarmente violento nella rappresentazione di una società intera.

Basterebbe citare il celebre articolo apparso su Repubblica in cui il giornalista Giampaolo Visetti attaccava con ardore i prodotti del Sol Levante, definendoli senza mezzi termini “l’ultimo bastione del sesso rivolto ai maniaci dei bambini”.

Un intervento causato dalla legge anti-pedofilia messa in atto in Giappone che però non andava a colpire le rappresentazioni presenti in anime e manga. In quel caso non si è nemmeno cercato di relativizzare il problema, attaccando a spada tratta un mondo evidentemente troppo lontano e sconosciuto all’autore dello scritto.

Si tratta di uno dei tanti esempi di crociate estremiste rivolte al medium fumettistico, nonostante si tratti di un mercato in continuo sviluppo e collegato a doppia mandata ad iniziative editoriali e letterarie.

Manga ed anime hanno spesso parlato della tragedia delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, hanno descritto e criticato i problemi di una società incredibilmente complessa, hanno pennellato con rara maestria i tratti caratteristici delle relazioni umane.

Non è assolutamente un medium perfetto, tanto che sovente la figura femminile è molto sessualizzata e malamente scimmiottata ma non è nemmeno un misciotto di impulsi e violenza repressa come troppo spesso si vuole far apparire.

Ed eccoci che giunti alla fine di questa piccola ed umile (sicuramente più di qualche non precisato intervento della tv generalista) analisi è arrivato il momento di chiedere a voi cosa ne pensate riguardo questo tema ed ancora più in particolare riguardo “l’inchiesta” delle Iene.

Fatecelo sapere qui nei commenti, saremo lieti di conoscere le vostre opinioni.

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9 Commenti

  1. Credo che la cosa migliore sarebbe fare un video di risposta al servizio de Le Iene fatto con la dovuta professionalità che spieghi per bene la situazione (tutt’altro che rose e fiori) ma che faccia soprattutto capire loro la differenza tra quel che hanno fatto ed un servizio giornalistico.

  2. Innanzi tutto…come pare ovvio dato che sono qua a
    difendere un popolo meraviglioso che è quello giapponese, io amo il
    Giappone sogno di andarci da quando avevo 8 anni (ora ne ho 25) e ho
    iniziato a leggere i miei primi manga e cercare sempre più informazioni
    sulla cultura e il mondo giapponese.

    Per
    chi conosce il Giappone e i giapponesi quando nel servizio faceva
    vedere maid e idol era tutto normale, i bar i locali ecc…ma per chi
    non sa
    nulla del Giappone il servizio non era altrettanto chiaro! Tant’è che
    molte persone che mi conoscono e sanno di questa mia passione, sono
    venuti da me a dirmi cose del tipo: ” Dio mio Mara ma come fai ad amare
    il Giappone? Che schifo! Sono un ammasso di pedofili che cercano
    ragazzine con cui scopare!”…o ancora “Mara ma tu leggi manga?? Cioè
    sei una pervertita! Parlano tutti di sesso e molti con bambine
    piccole!”, ecc ecc.

    Sono d’accordo sul fatto che bisogna condannare la
    pedofilia e di certo nessuno si scandalizza su servizi che parlano di
    massaggiatrici che si spingono oltre…c’è anche qui in Italia è una
    realtà ed è giusto parlarne…un’altra invece è far intendere che tutti i
    caffè a tema hanno un secondo fine…cosa assolutamente non vera!

    A parer mio se avessero voluto (giustamente) condannare gli
    hentai a tema pedopornografico avrebbero dovuto parlare SOLO degli
    hentai e via via andare nello specifico…poi volendo avrebbero potuto
    rapportarlo alla realtà parlando delle massaggiatrici e della
    prostituzione delle ragazzine, che purtroppo c’è realmente.

    In conclusione vorrei semplicemente dire che la maggior
    parte delle persone in Italia non conosce il Giappone e quindi quel
    servizio ha fatto credere a tutte queste persone che il popolo
    giapponese sia incivile, schifoso e depravato…che TUTTI gli uomini
    adulti giapponesi hanno la perversione di voler stuprare bambine e che i
    locali a tema siano un ritrovo, non per gente che vuole rilassarsi e
    sfuggire dalla realtà come in effetti è…ma siano posti in cui vanno i
    pervertiti a cercare ragazzine.

    • Sinceramente chi ha capito che sono un popolo incivile, depravato, che gli uomini giapponesi vogliano stuprare ragazzine, è chi ha difficile capacità di comprensione.

  3. Però non mi aspettavo di leggere proprio in questo sito il diffuso luogo comune :“sovente la figura femminile è molto sessualizzata e malamente scimmiottata”

    Fino a qualche anno fa solo nei manga capitava di trovare personaggi femminili li forti e/o profondi, e allo stesso tempo sessualizzati, dei personaggi completi, insomma (potrei fare tanti esempi ma mi limito a questi due: Motoko Kusanagi e Madoka Ayukawa). Ora la tendenza si è diffusa anche nei fumetti occidentali, ma non riesco a non pensare che ciò sia dovuto anche all’innegabile influenza che hanno avuto i manga nello sviluppo degli autori di comics/fumetti contemporanei. Per questo mi pare assurdo che dopo averli copiati li si voglia far passare per “arretrati” in questo campo, magari solo perché le eroine occidentali (soprattutto nordamericane) sono più “moderate” nello scoprirsi, ciò è dovuto quasi esclusivamente al “comics code” e ad una sensibilità più puritana di quella giapponese (e nostra), non certo a scrupoli femministi.

    P.S. Comunque nei manga per ragazze i personaggi maschili sono sessualizzati alla stessa maniera (altro campo in cui i giapponesi sono più “paritari” di noi).

  4. Io sono stato in Giappone ben 5 volte e posso dire con certezza che sono veramente malati di sesso più di chiunque alto.I loro sexy shop sono qualcosa di mostruoso,e si può trovare tutto l’inimmaginabile che la mente umana possa partorire e anche oltre.Sono fissati con le minorenni? Assolutamente si!Non puoi fare due metri senza vedere riferimenti di questo genere.Il Giappone è la culla della pedofilia,ne sono sicuro.Credo che sia una cosa prettamente culturale il fatto che sono molto attratti dai soggetti giovani ,e non ci vedono nulla di male in questo.Basta analizzare i cartoni che vedevamo quando eravamo piccoli tipo gigi la trottola sempre fissato con le mutandine e alzava sempre la gonna,era divertente,ma vedete come tutto torna?Poi c’era City Hunter con anche li espliciti e continui tentativi di abbordaggio con le donne.Poi venivano i grandi robot:il grande Mazinga sparava il missile centrale proprio alla base del pene,e Venus sparava i suoi famosi missili che erano il suo seno.E’ tutto pieno di sesso!Perchè sono veramente e inesorabilmente malati di sesso.Non possono fare a meno di metterlo dappertutto,compresi i cartoni che guardano i bambini il pomeriggio quando tornano da scuola,e forse è proprio questa educazione sbagliata che ricevono da giovanissimi a renderli poi ,in età adulta,complessati,deviati e ossessionati dal sesso.E’ un popolo che sta veramente male.

  5. È vero tutti i manga sono porno!!!! Ricordo di aver visto un Gundam cercare di inchiapettarsi Daltanius. Per fortuna che poi è arrivato il glande Mazinga che con due colpi di minchia spaziale li ha messi apposto!

    Dovrebbero abolirle le iene e i loro “inviati” dovrebbero provare quella brutta cosa chiamata lavoro.

  6. Non per nulla c’è una battaglia tra donne che si vestono come gli uomini e vogliono controllare il potere dei media e donne invece che si vestono da vere donne e che sono ordinate in tutto ciò che fanno anche se ci appare un eccesso di peccato. Ma in realtà quelli che vogliono apparire puliti sono una massa di bugiardi. Avete mai sentito le Iene parlare di maschi che stuprano gli animali e che li rasano e li vestono come fossero delle donne? Ci sono petizioni dappertutto in rete mentre gente come le Iene ignorano il problema. Dunque vi pare vero amore per gli animali? Quali interessi ci sono in questi giornalisti moderni che per fare più soldi tagliano addirittura i pezzi vuoti e senza audio in modo che un servizio giornalistico occupi meno tempo. Quando vedo quei report mi sembra di vedere un robot che parla. In realtà ci sono solo soldi e potere dietro i loro servizi. Chi fa manga fa semplicemente antagonismo. Benedetti i manga. Ma a tanta gente la testa gli manga.

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