Il film si è aggiudicato due statuette per la miglior sceneggiatura originale e per il miglior film.

Il caso Spotlight racconta l’inchiesta di un gruppo di giornalisti del Boston Globe che, nel 2001, investigò su numerosi casi di pedofilia nell’arcidiocesi di Boston. Diretto da Tom McCarthy, il film vede nel cast Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Liev Schreiber, Stanley Tucci e Billy Crudup. Durante la cerimonia degli Oscar che si è svolta la notte scorsa a Los Angeles, Il caso Spotlight si è aggiudicato l’Oscar per il Miglior Film e per la Miglior Sceneggiatura Originale. Durante la promozione del film, abbiamo incontrato a Roma Michael Keaton e Walter Robinson, il giornalista da lui interpretato.

Sulla sua partecipazione al film, Keaton ha raccontato: “Ho interpretato un giornalista per tre volte nella mia carriera. Quando mi è stato proposto questo copione, l’ho trovato interessante e ben scritto. Il cast è ottimo. Mark Ruffalo è stato il primo ad essere scelto, io sono stato il secondo. Ho visto tutti i film di McCarthy tranne uno. Il tema del giornalismo abbinato al soggetto ai casi di abuso dei sacerdoti sui minori nell’arcidiocesi di Boston ha suscitato il mio interesse.”

Walter Robinson: “Il giornalismo d’inchiesta negli USA è un malato terminale. La diffusione del web ha privato i quotidiani dei fondi necessari per svolgere il giornalismo d’inchiesta e sono andati perduti molti posti di lavoro. Il motivo principale per cui i lettori continuano a comprare i giornali è il giornalismo d’inchiesta eppure i direttori dei quotidiani sono pronti a tagliare i fondi. Il giornalismo spinge i poteri forti ad assumersi le proprie responsabilità. Se non lo facciamo, la democrazia muore.”

Keaton: “A Pittsburgh, la mia città di origine, il quotidiano ha una sezione di sei pagine sulla cronaca locale dove non vengono approfondite le notizie. A Flint, in Michigan, c’è stato un caso di avvelenamento idrico da piombo che ha causato danni cerebrali ai bambini. L’unica ad aver indagato è stata Erin Brokovich. A quanto pare ci sono un centinaio di città coinvolte e Pittsburgh è una di queste. Con un team di giornalisti investigativi, questa tragedia avrebbe potuto essere evitata.”

Michael Keaton

L’attore ha parlato della sua preparazione per interpretare Robinson: “E’ stato facile. Ho trascorso moltissimo tempo con lui a parlare di moltissime cose, non solo dell’inchiesta ma anche di tanti altri casi che ha seguito nella sua carriera. Sono curioso di natura ed ho assorbito tutto quello che mi raccontava. Gli ho fatto tantissime domande su di lui e sulla sua famiglia. Cercavo di cogliere la sua essenza come uomo oltre che come giornalista. Mi sento frustrato perché i programmi di approfondimento in America sono orribili. Mi dispiace di non poter leggere i giornali italiani.”

Per le tematiche trattate, il film può avere una certa risonanza nel nostro paese. Keaton: “Sono convinto che il film avrà un forte impatto in Italia come in altri paesi. Ho partecipato ad una serie di proiezioni con il pubblico ed ho incontrato un uomo che mi ha ringraziato. Era uno dei sopravvissuti e non aveva mai confessato a nessuno di aver subito degli abusi da parte di un sacerdote. Il film non punta il dito contro la religione. Rispetto chiunque abbia fede. Ho ricevuto un’educazione molto cattolica e mi rende triste che tanta gente abbia perso la fede per tutti questi casi di molestie.”

“La situazione mostrata nel film non riguarda solo Boston e suscita inevitabilmente l’interesse dei fedeli. Il nuovo Papa mi piace molto e sta facendo un lavoro enorme. Ma questo è un problema che riguarda chiunque abbia un potere e lo usi in modo illecito. Ad esempio le forze dell’ONU dovrebbero mantenere la pace in paesi poveri e invece contribuiscono a casi di abusi. Io sono solo un attore. Sono i veri giornalisti gli eroi di questa storia.”

Robinson: “Sono stato interpretato da quello che considero uno dei più grandi attori del mondo. Nel 1984 ero un caporedattore di cronaca locale e lui interpretava un personaggio simile in Cronisti d’assalto di Ron Howard. Trovai la sua interpretazione perfetta. Ha colto ogni occasione per incarnarmi al meglio, dal tono della voce alla gestualità fino al mio modo di lavorare. Ha fatto in modo che la mia immagine nel film fosse altamente realistica.”

“Nutro moltissime speranze in Papa Francesco e ho rispetto per quello che sta cercando di fare. Ha privato cardinali e vescovi delle limousine e li ha spinti a prendere in considerazione i bisogni dei fedeli. La Chiesa è diventata una società clericalista che esiste per il beneficio dei sacerdoti in generale e non dei fedeli. Il Papa sa che questa è la situazione e sta cercando di prendere provvedimenti ma non ha ancora compiuto un atto sostanziale e molte cose devono ancora essere fatte.”

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