Da un paio di settimane, Panini Comics ha annunciato quasi tutte le novità del rilancio post Secret Wars, il “tutto nuovo, e tutto differente” (che non si può sentire!) Universo Marvel.

Trovate qui le notizie.

basta variant
Basterebbe la magia di Scarlet per eliminare le variant?

Un passo indietro.

Pochi giorni fa, alcune dichiarazioni di Eric Stephenson, gran capo della Image, ovvero l’editore che sta stupendo e forse cambiando il mercato USA, con tante piccole e grandi, ma “semplici” innovazioni, che fanno impallidire mercati – culturalmente – piccoli come il nostro, hanno scosso l’ambiente del fumetto.
Se ne parla pure qui.

Proprio quando sembrava che i comics fossero pronti per quella legittimazione culturale che era stata loro negata quando i contenuti più maturi erano stati stupidamente messi da parte con la morte improvvisa della EC Comics negli anni ’50, il mercato si abbandonò ai suoi impulsi più vili.

Il livello di creatività senza precedenti che accompagnò uno dei periodi più prosperi dei comics si imbarbarì in trucchetti e stratagemmi.

C’erano più fumetterie che mai, e c’erano anche molti fumetti.

Troppi fumetti, con troppe copertine.

Variant cover. Foil cover. Hologram cover. Cover a sbalzo. Cover vedo-non vedo. Cover a libretto. Cover fosforescenti.

Le copertine venivano imbustate, i comics diventarono merce di lusso, oggetto di speculazione rampante.

I comics uscivano in ritardo, e ogni tanto non uscivano proprio, mentre tutte le case editrici galoppavano a folle velocità senza curarsi poco dei lettori e quasi per niente dei rivenditori.

Eroi morirono, eroi rinacquero. Testate vennero cancellate, e testate vennero rilanciate con una nuova numerazione.

Il mercato si espanse.

E poi collassò.

Fumetterie fallirono.

Un esempio da manuale di interesse a breve termine e hubris estrema portò un colpo quasi letale al sistema distributivo delle fumetterie, lasciando come unico superstite la Diamond Comics Distribution.

Da quella grande crisi, il sistema distributivo USA, ancora oggi, ben venti anni dopo, non si è ripreso.

Ed oggi, pur in un notevole fiorire creativo, sta ricadendo negli stessi vizi.

Siamo tornati a stratagemmi, a variant cover e rilanci e reboot e a tutti quei vecchi trucchetti mascherati da eventi, quando in realtà tutto quello che i nostri lettori vogliono sono buone storie.

Continuiamo e continuiamo a proporgli ottime occasioni per salire a bordo, ma ormai succede così spesso che i lettori li vedono invece come opportunità di dire basta e mollare tutto. Scambiamo picchi momentanei di vendite per successi duraturi e, cosa peggiore, passiamo così tanto tempo a pensare come mantenerci su questa strada che abbiamo perso di vista la direzione verso cui siamo diretti.

E conclude, ammettendo che:

Dobbiamo dire basta.

E vale anche per il nostro mercato.

Basta ai reboot. Basta alle variant.

Stephenson parlava – impensabile per l’italia – ad una platea di negozianti. E stava dicendo basta ai mezzucci che non servono per vendere di più, ma solo a far soldi, sfruttando un pubblico di “appassionati” che diminuisce di giorno in giorno.

Le variant vengono prese, nella stragrande maggioranza dei casi, solo da collezionisti. E non da tutti i collezionisti, come magari capitava quando ne usciva un numero ragionevole.

Per il resto, a parità di prezzo, forse possono interessare chi le trova – occasionalmente – più “belle” delle regular.

Ma le variant restano solo un mezzuccio per far soldi.

E qui qualcuno commenterà dicendo che gli editori DEVONO far soldi, visto che sono attività commerciali.

Ma non è vero: non in termini assoluti.

Un’impresa deve assicurarsi un utile, ma coltivando la sua attività, in modo che continui a produrne. Magari aumentandoli!

Un po’ come una fattoria: un campo non va sfruttato troppo. Va curato, va ruotato nelle coltivazioni. Va lasciato a riposo, in certi periodi.

E così: le variant, in generale, sono un escamotage per un incasso facile, che brucia – alla lunga – la capacità del cliente/collezionista di seguire serie, personaggi ed autori.

E i reboot, o rilanci, sono, se fatti come negli ultimi anni, una facilitazione per scendere dal treno in corsa, per lasciare una serie o abbandonare un personaggio.

Molte delle serie Marvel o DC, tutte le principali, non hanno avuto rilanci per decenni: ma vendevano grazie al collezionismo, alle idee. Ai cambi di team creativi. Oggi, un numero uno dura, se va bene, uno o due anni, prima di un riazzeramento della serie.
Due esempi “italiani” per tutti.

Marvel: HULK, negli ultimi (neanche) quattro anni, ha visto ben QUATTRO numeri 1. E DIECI VARIANT per quaranta “regular”.

DC: BATMAN. Da quando è stato rilanciato nell’operazione “New 52”, quasi quattro anni fa, sono usciti quarantasei albi regular e OLTRE QUARANTA tra variant, ristampe con cover diverse, o altre edizioni particolari.

Numeri ASSURDI.

E, dietro ogni variant, ci sono ordini maggiorati.

E albi che spesso rimangono sugli scaffali dei negozi.

Questa “moda” delle variant è nata nel 2012, col rilancio New 52 della DC, ad opera della Lion, e del Marvel Now, pubblicato da Panini Comics: in passato, mai si erano visti questi livelli di “tentata induzione al collezionismo”.

E in pochi anni si è peggiorato notevolmente.

Per cui, voglio chiudere con un appello.
A Panini Comics, editore leader del settore, e che tra pochi mesi – come detto all’inizio – rilancerà (ancora!) il proprio universo: BASTA VARIANT.

Per questi nuovi numeri uno (fittizi, visto che “sotto” continuerà la vecchia numerazione di collane storiche, che alcune hanno tra i venti ed i trenta anni), non fate edizioni limitate.

Magari pensate ad un prezzo lancio, ad una promozione vera: se credete nei prodotti – e pare che molte delle nuove serie siano davvero valide – puntateci vendendole ad un euro, per il primo numero.

Oppure fate dei pack promozionali, ma superscontati: così chi vorrà potrà prenderli in blocco, risparmiando.
E fate delle adeguate informative per i negozi, che non sempre hanno i mezzi e le possibilità per informarsi su tutto.

Ma, vi prego: basta variant.

Basta: ne va del nostro mercato…

antani comics

Francesco Settembre, avventuriero, padre esemplare, organizzatore di Narnia Fumetto, titolare della libreria del fumetto Antani Comics, membro onorario degli Avengers e della Justice League International, cazzaro di notevole spessore, almeno quando c’è da non prendersi sul serio (ma anche quando si!), dal 2011 ha dato sfogo alla sua passione per la scrittura, aprendosi un blog: prontiallerese.blogspot.it, che aggiorna spesso e volentieri, sperando che sia uno strumento per cambiare il mondo…

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1 commento

  1. non voglio fare il pirla della situazione, ho già dato dicendo che “lo chiamavano jeeg robot” è bello ma non merita 9 come voto.
    detto questo.
    a me questo mi pare un discorso da vecchi, che di fumetti ne capiscono poco e di distribuzione ancora meno, legati a un concetto Bonelliano di fumetto per il quale un fumetto te lo devi trovare in edicola ogni mese con una storia nuova, che sia con una alle aspettative, ma il fumetto americano non è così, mini serie, speciali, e cross-over, sono all’ordine del giorno dei tempi del primo secret wars e anche prima, ma veniamo al succo del discorso, le variant, se ai tempi erano un trucco per far comprare più fumetti alle fumetterie (la variant veniva data ogni tot regular) ora seguono dei filoni, sono un modo per fare comunità attorno alle serie, basti pensare alle cover che parodizzano album di musica, o alla serie di variant “Women of power” per non parlare delle cover bianche da far firmare o sulle quali gli autori possono fare disegni, creando de filoni a parte come “outraged spider-gwen” tutto questo crea comunità, anche i reboot, che sembrerebbero distruggere la continuità, la rafforzano, dividendo maggiormente gli archi narrativi e creando una sottotrama più consistente (basti guardare marvel now/all-new marvelnow/secret wars/ all new – all different o come esempio più vecchi le ere dell’universo ultimate) se poi volete tutto e mi dite “ci sono troppe cose da comprare” oppure “il fichissimo hulk? a me piaceva il vecchio hulk, quello normale” vuol dire che non siete più appassionati ma comprate fumetti per inerzia, e che ci crediate o no, c’è una nuova generazione di lettori/autori, nuova fresca e piena di idee.

    odiatemi pure (questa può sembrare una frase da troll, ma c’è tutto un discorso filosofico troppo lungo da spiegare, fidatevi.)

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