Glénat, Delcourt, Casterman e altre case editrici esigono cambiamenti nell’organizzazione della fiera e se non saranno accontentate sono pronte a creare un loro festival alternativo.

Siamo al confronto finale? Dopo anni di malumori neanche troppo celati  sembra che l’edizione 2016 del Festival di Angoulême, partita con l’imbarazzante questione sul sessismo del Grand Prix e conclusasi con la grottesca debacle dei finti premi, abbia portato alla rottura definitiva tra editori (e autori) e la società organizzatrice 9eArt+.

41 case editrici di fumetti (ma non solo) attive in Francia hanno infatti rilasciato un comunicato in cui si dicono pronti a non partecipare al Festival del 2017 a meno che qualcosa non cambi: secondo gli editori infatti la fiera di Angoulême “deve essere profondamente ripensata nella struttura, nell’amministrazione, nelle strategie, nei progetti e nell’ambizione.”. E poiché la convention riceve corposi finanziamenti dallo stato, chiedono di parlare con il Ministro della Cultura, Audrey Azoulay.

angouleme

Il Ministro ha già fatto sapere di essere disposta a incontrare i promotori della protesta; del resto tra i firmatari dell’appello ci sono tutti i maggiori editori di Francia, come Casterman, Dargaud, Delcourt, Denoël, Fluid Glacial, Futuropolis, Gallimard, Glénat, Jungle, Sarbacane Sun Urban, e anche l’italiana Panini. Guy Delcourt, presidente dell’omonima casa editrice, non ha escluso, qualora le non venissero accolte le sue richieste, di dare vita a un festival alternativo.

Attendiamo a questo punto la reazione di 9eArt+ e del direttore del Festival Franck Bondoux.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui